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Biglietto per Marte !

12 ottobre 2014 Nessun commento

La prossima frontiera delle esplorazioni spaziali sarà lo sbarco di un equipaggio umano su Marte.

Il protagonista di questa impresa, paragonabile per la sua complessità allo sbarco sul suolo lunare, sarà il nuovo veicolo Orion, progettato dalla NASA per ovviare agli inconvenienti delle missioni Space Shuttle. L’astronave Orion è pensata per garantire elevati standard di sicurezza agli equipaggi umani, in particolare per le missioni nello spazio profondo.

Orion è progettato sullo stile del Programma Apollo, con una struttura modulare che permette di ridurre i rischi e migliorare l’integrazione con diversi tipi di propulsore.

In attesa di vedere realizzato questo ambizioso progetto spaziale, la NASA ha realizzato un simpatico gadget disponibile sul sito Interne:

http://mars.nasa.gov/participate/send-your-name/orion-first-flight/

Si compila un semplice form e si riceve un bellissimo biglietto per il primo volo su Marte!

Una volta registrati sul sito, si può stampare il proprio biglietto di volo oppure integrarlo su qualsiasi sito web o social network, tramite codice HTML embed.

Il biglietto si può richiamare in qualsiasi momento, semplicemente inserendo il proprio numero di prenotazione :-)

Dal sito si possono guardare in tempo reale gli utenti che hanno chiesto il biglietto per Marte distribuiti sulle mappe del mondo.

Si possono anche invitare via email altre persone, direttamente dal sito.

La parte più interessante sono gli approfondimenti, disponibili come step n.4 della procedura di navigazione. Il link diretto per gli aprofondimenti è:

http://mars.nasa.gov/participate/send-your-name/orion-first-flight/learn/

Sono orgoglioso di mostrarvi in anteprima mondiale il mio biglietto per Marte! (fateci clic sopra per vederlo in tutto il suo splendore)

 

 

Categorie:Astronomy & Science Tag:

Liter of light

29 settembre 2014 Nessun commento

Ci sono luoghi del mondo dove la povertà e la densità di popolazione rendono difficile costruire case con le finestre. Per esempio in molte zone delle Filippine, ma anche in India o in Africa, le abitazioni sono buie anche di giorno e spesso sono prive di allaccio alla rete elettrica.

La fondazione “MyShelter” nasce nelle Filippine proprio con lo scopo di risolvere queste carenze strutturali, adottando soluzioni tecnologiche a basso costo, con un impatto ambientale minimo.
Tra i numerosi progetti che sono portati avanti dalla fondazione, uno dei più interessanti è “Liter Of Light” che nasce dalla geniale invenzione dell’inventore brasiliano Alfredo Moser, denominato non a caso “l’Edison dei poveri”. Moser ha intuito che una semplice bottiglia di plastica da un litro, riempita di acqua distillata a cui si aggiunge una piccola qualntità di candeggina, riesce ad amplificare la luce solare e può diventare una vera “lampadina solare”.
Il principio di funzionamento è molto semplice, come si può vedere nell’immagine.

La luce solare viene “rifratta” dall’acqua e dalla struttura trasparente della bottiglia in tutte le direzioni e questa rifrazione permette di illuminare un ambiente posto sotto la bottiglia, con una intensità luminosa pari a una lampadina da 55 Watt. Ma a cosa serve la candeggina? Serve ad impedire che all’interno dell’acqua si formino alghe o funghi, che renderebbero torbida e non più “luminosa” l’acqua nella bottiglia. La candeggina conosciuta col nome chimico di “ipoclorito di sodio” è un ottimo agente disinfettante, ne bastano 10 ml per tenere pulita la nostra bottiglia-lampadina.

Le iniziative della Myshelter Foundation, si sono diffuse in tutto il mondo e stanno gradualmente portando la luce in moltissimi luoghi dove le infrastrutture e la presenza di rete elettrica sono carenti.

 

Il video del progetto:

 

Il sito del progetto: http://aliteroflight.org/index.php

 

Se volete costruire anche voi la bottiglia luminosa, scaricate il piano di lavoro da questo link: http://aliteroflight.org/download/

 

Liter Of Light permette oggi a migliaia di famiglie nelle Filippine e in molti Paesi del mondo, di avere luce per vivere, per leggere, per cucinare, per avere una migliore qualità della vita. Inoltre il risparmio di energia che si ottiene è pari a 64 Kg di anidride carbonica per ogni bottiglia installata.
Ecco un esempio di installazione multipla che illumina un vasto spazio.

 

Questa è la tecnologia che ci piace, questa è l’umanità che usa mente e cuore per migliorare la vita di chi non vive nel benessere.

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Maker Faire Rome 2014

21 settembre 2014 Nessun commento

Dal 27 settembre al 5 ottobre 2014 l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospiterà un villaggio tecnologico mai visto prima.

Nel pieno del semestre europeo di presidenza italiana, Roma diventa la capitale mondiale dell’innovazione. Robot e droni, stampanti 3D e bitcoin, guru e startupper.

The lnnovation Week, manifestazione promossa dalla Camera di Commercio, avrà il suo culmine nella seconda Maker Faire Rome, una celebrazione del futuro possibile che è già tra noi.

Per raccontare il futuro al Parco della Musica verrà realizzato un villaggio mai visto finora in Italia: più di 70 mila metri quadrati che ospiteranno circa 600 invenzioni  da tutto il mondo mentre nelle sale si alterneranno conferenze e seminari con centinaia di speaker.

In una settimana che metterà in scena il meglio dell’Europa, un ruolo centrale lo avrà l’Italia e in particolare i suoi giovani. A 50 anni dall’invenzione del primo personal computer della storia, la Programma 101 di Olivetti, la Fondazione Make in Italy presenterà una mostra-installazione per celebrare mezzo secolo di invenzioni italiane e in collaborazione con il MIUR verrà chiesto ai giovani delle scuole di inventare una nuova p101.

Gli studenti saranno protagonisti assoluti anche nel secondo giorno di Maker Faire, il 3 ottobre, quando sul palco e in platea, tutti, speaker e pubblico, saranno rigorosamente under 20. Alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione.

 

La scienza e la tecnologia diventano finalmente popolari, rappresentano momento di svago e riflessione per famiglie e bambini, ma con un forte messaggio politico. L’innovazione viene premiata quando si ha voglia di sporcarsi le mani e di essere aggiornati, fin da giovanissimi. La Maker Faire vuole dare visibilità all’energia di tanti giovani che intraprendono un proprio percorso creativo e che vogliono condividere l’esito dei loro sforzi insieme ad altri. Alcuni di questi straordinari innovatori diventeranno imprenditori, magari sviluppando idee e prototipi che hanno messo a punto per la manifestazione romana, altri troveranno lavoro in imprese dove potranno portare la propria energia e la propria competenza.

 

Gli speaker di fama internazionale, tra Innovation Week e Maker Faire, saranno oltre 100 e si alterneranno nelle varie conferenze previste in programma. Personalità come lo scrittore e attivista  Cory Doctorow, l’astronauta Samantha Cristoforetti, l’artista cyborg Neil Harbisson, Adrian Bowyer, che ha cambiato definitivamente il mondo della stampa 3D rendendolo accessibile a tutti, Glenn Green, il chirurgo toracico che ha impiantato una trachea stampata in 3D ad un paziente di sole sei settimane di vita, Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione e direttore della ricerca presso la Oxford University, Britta Thomsen, membro del Parlamento Europeo, Commissione  Industria, Ricerca e Energia, Jonathan Ortmans, senior fellow Kauffman Foundation, Dmytro Gnap, giornalista investigativo, coordinatore di Yanukovych Leak.

 

Alla Maker Faire, che chiude l’Innovation Week, saranno esposte oltre 600 invenzioni e presentati 74 talk e 42 workshop da 33 nazioni.

Tra le invenzioni più strabilianti che saranno in mostra:

  • Fonie, il phon per farsi dei selfie perfetti, realizzando foto in sequenza mentre ti asciughi i capelli;
  • CubeMate, il cubo degli stati d’animo per dire ai tuoi amici come ti senti senza troppe parole;
  • SolarMachine, la macchina per cucinare sfruttando i raggi del sole;
  • M.E.S.S.I., il CT  che ogni squadra di calcio vorrebbe perché monitora le prestazioni del team e ne analizza le tecniche di gioco;
  • Social Cave, la grotta interattiva che favorisce le relazioni e permette di socializzare; SoundLight, la lampada chesa sempre come creare la giusta atmosfera;
  • Printer Drones, la cuffia per guidare con il pensiero,
  • Poly.Cloth, una app che ti aiuta a disegnare i tuoi vestiti in perfetto stile poligonale;
  • Chimaera, lo strumento musicale che non dovrai neppure sfiorare con un dito e che produce una musica extraterrestre;
  • Bare Conductive, l’inchiostro elettrico che può trasformare le tue idee in circuiti;
  • C’monBoard, lo skateboard intelligente comandato a distanza dal tuo smartphone…

e molto, molto altro.

 

Per la sua seconda edizione, Maker Faire Rome ha anche lanciato una Call4School dedicata ai progetti nati e sviluppati tra i banchi di scuola. I migliori progetti selezionati parteciperanno alla manifestazione.

Inoltre – sempre dedicato ai giovanissimi – una conferenza internazionale chiamata “20 under 20” realizzata con il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America nell’ambito dell’Educational Day del 3 ottobre, una pre-opening della Maker Faire gratuita e dedicata alle scuole. La conferenza sarà un momento di scambio e confronto volto a far conoscere gli esempi positivi dei talenti in erba che segnano il passo del cambiamento e tracciano le linee del futuro, perché siano di ispirazione ai loro coetanei.

 

Tantissimo, poi, lo spazio dedicato ai bambini e ai ragazzi, che potranno entrare in contatto con il mondo della programmazione, dell’elettronica, della robotica e della creatività digitale e realizzare concretamente videogiochi, robot, circuiti o video musicali, grazie a laboratori appositamente studiati che si terranno in un’area Kids di 2000 mq.

Protagonista in questa edizione anche la “tecno-couture” – con la sfilata organizzata in collaborazione con Altaroma – del brand CuteCircuit. Abiti impreziositi da led ed interattivi, già indossati da personaggi come Katy Perry, Laura Pausini e Bono Vox,  illumineranno la Cavea dell’Auditorium il 2 ottobre a conclusione dell’Opening conference di Maker Faire.

 

Informazioni sui biglietti e sul programmahttp://www.makerfairerome.eu/maker-faire-rome-promo-24-settembre/


Come unire tanti documenti in un solo documento Word

6 luglio 2014 Nessun commento

Mi capita spesso di lavorare con molti documenti e di avere bisogno di unirli per poterli leggere agevolmente o per stamparli. Un caso tipico è il lavoro delle trascrizioni, che sono piccoli spezzoni di audio da “sbobinare” o da tradurre, per poi diventare un testo completo. Ma anche se si scrive un libro o una tesi di laurea, si ha bisogno spesso di lavorare su varie sezioni separate, per poi unire il tutto e fare un “master completo”.

Normalmente per unire un testo ad un altro si usa la tecnica del copia-incolla, ma quando i testi da unire diventano molti, il semplice CTRL+C e CTRL+V fanno davvero male ai polpastrelli. Ecco allora un metodo semplice ma… non intuitivo, che ci fa unire tanti documenti di testo al volo, a partire da un documento di Word su cui stiamo lavorando.

Come si fa passo per passo

Per prima cosa apriamo il documento master, cioè il docuemento di base a cui vogliamo accodare tutti gli altri docuemnti. Ovviamente il docuemnto master può essere anche il primo dei nostri documenti da “fondere” in un solo testo.

Adesso andiamo nel menu INSERT di Word e cerchiamo la voce OBJECT (quella con un cactus). Accanto alla voce troviamo una linguetta, facciamo clic sulla linguetta e si apre un sottomenu formato dalle voci OBJECT e TEXT FROM FILE… Facciamo clic sulla voce TEXT FROM FILE…

A questo punto si apre la finestra di selezione dei file. Se teniamo premuto il tasto CTRL mentre facciamo clic sui file che vogliamo unire, abbiamo una selezione multipla. Al termine della selezione facciamo clic sul pulsante INSERT in basso a destra e il gioco è fatto! Tutti i documenti sono accodati in un unico testo, tenendo conto dell’ordine in cui sono visualizzati nella finestra di selezione. Questo è importante: non conta l’ordine con cui voi avete cliccato sui file, ma l’ordine con cui i file vengono visualizzati nella finestra. Naturalmente potete modificare questo ordine facendo un ordinamento alfabetico, per data, ecc. ecc. Come info se guardate nella casella “Filename:” in basso, potete leggere la sequenza di unione dei file.

Il sistema funziona con qualsiasi tipo di file, non solo con documenti word. In pratica potete unire uno o più file di testo insieme ad uno o più documenti word.

I documenti importati mantengono la formattazione.

Nota: il mio Word è in Inglese, perché nella versione inglese le scorciatoie di tastiera sono più efficaci, ma la traduzione in italiano è immediata :-)

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Monasteri del terzo millennio

8 giugno 2014 Nessun commento

“Tutti i tentativi di far ripartire la crescita per superare la crisi economica mondiale non hanno prodotto, sino ad ora, l’effetto desiderato”. Con questo messaggio condivisibile, inizia il viaggio nell’ultimo libro di Maurizio Pallante (http://decrescitafelice.it/maurizio-pallante/) , fondatore del Movimento per la Decrescita Felice (http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_per_la_decrescita_felice) e autore di numerosi saggi sui temi dell’economia sostenibile e del risparmio energetico.

Il tema di fondo del godibile testo “Monasteri del terzo millennio” è la rivalutazione di alcuni aspetti peculiari della vita monastica, dove accanto alla fede e alla pratiche religiose, prendeva forma una comunità autosufficiente e fortemente integrata, in cui l’opera dell’uomo aveva un ruolo centrale. Manufatti e attività nei monasteri del terzo millennio, si riappropriano della valenza mistica e contemplativa, la migliore espressione dell’umanità. Perché l’uomo è capace di contemplare il proprio lavoro, di ammirarne la perfezione, in piena sintonia con l’ambiente in cui vive e con le risorse disponibili.

I paradossi della moderna economia sono dovuti al doppio inganno di un sistema produttivo che da un lato usa la tecnologia per aumentare la produzione e ridurre il personale lavorativo, dall’altro lato ci chiede di essere sempre più “consumatori” prendendo in prestito soldi che non possediamo più. In tutto questo si perde il contatto con il manufatto, con i materiali, con le fonti di produzione delle materie prime. Si perde cioè l’aspetto umanizzante e spirituale dell’attività umana, in uno scenario globale in cui nessuno è più in grado di costruire la propria vita senza ricorrere a beni di consumo costosi e inquinanti.

Il nuovo modo di intendere la sopravvivenza, mette al centro nuovamente l’uomo, che si insedia in piccole comunità rurali e autosufficienti, lontane dalle forme di alienazione e inquinamento presenti nelle grandi città, ma al contempo tecnologicamente avanzate per produrre tutto ciò che serve con una bassissima impronta ecologica.

Un esperimento in tal senso è rappresentato da Agrivillaggio, vera e propria scuola di decrescita felice. Una comunità in espansione che possiede tutto ciò che serve per vivere e vivere bene. Colture diversificate prodotte con metodi biologici e biodinamici, animali e strutture per la produzione e lavorazione di alimenti, edifici modulari con elevata efficienza energetica, aree comuni attrezzate per costruire e lavorare i materiali, aree comuni per momenti di socializzazione e riunione.

Perché i monasteri del terzo millennio non sono una forma di isolamento, ma una forma di riappropriazione della componente sociale, dei rapporti di scambio basati sull’umanità e non sul profitto. Valori che nelle città si sono ridotti ai minimi termini, in  uno scenario in cui le “aspettative di vita” sono viste come una merce, per cui conta vivere a lungo non vivere bene!

Concludo questa breve recensione con una bellissima frase contenuta nel libro, che rende bene l’idea dello stimolo nuovo presente nel Movimento per la Decrescita Felice. Il noto ecologista Teddy Goldsmith rispose così alla seguente domanda: “se prima di morire dovesse trasmettere a uno dei suoi figli o nipoti, solo tre idee essenziali, cosa gli direbbe?”. La risposta fu: “se dovessi tramandare solo tre idee, direi: un orto, una comunità e la fede”.

Buona lettura.

 

Chi voto in Europa? Me lo dice EUANDI

10 maggio 2014 Nessun commento

Disponibile in 24 lingue, EUANDI è una applicazoine web, raggiungibile direttamente all’indirizzo: http://www.euprofiler.eu/

L’applicazione invita gli utenti a rispondere a 28 domande, scelte in modo da coprire una vasta gamma di questioni politiche contemporanee e di valori etici della politica europea. Sono incluse anche due domande specifiche per il contesto politico nazionale dell’utente.

 

Le risposte possono avere diverse sfumature. Si va dal “assolutamente d’accordo” al “nessuna opinione”, passando per “tendenzialmente d’accordo o contrario”.

Durante il questionario, in alto a sinistra viene evidenziato l’ambito di interesse a cui si riferiscono le domande, per esempio “Stato sociale, famiglia e salute”.

Le aree di interesse sono così raggruppate:

  • Immigrazione,
  • Società, religione e cultura,
  • Finanze e tassazioni,
  • Economia e lavoro,
  • Ambiente, trasporti ed energia,
  • Ordine pubblico,
  • Politica estera,
  • Integrazione europea,
  • Contesto nazionale.

Al termine del questionario, viene proposto un “quadro di rilevanza” che serve a stabilire quale tra i vari aspetti di una specifica “area di intervento” ha per noi la maggiore importanza. Per esempio nell’area “Stato sociale, famiglia e salute” si vuole sapere se sono più importanti “politiche sociali” oppure “asili nido” ecc.

L’ultima scheda proposta è un questionario sulla nostra probabilità di voto per le liste politiche presenti. Viene chiesto di esprimere una propensione da 0 a 10. Questa ultima scheda si può anche saltare, per andare direttamente ai risultati.

I risultati sono rappresentati su diagramma che vede sull’asse verticale l’integrazione europea e sull’asse orizzontale la posizione di destra o di sinistra del soggetto politico. All’interno di questi assi sono presenti i vari partiti, posizionati sulla base del programma politico e dell’ideologia di fondo.

Le nostre scelte “fanno centro” con un mirino che ci dice dove si trovano i partiti vicini al nostro modo di intendere l’Europa.

Per vedere quale è il partito che ci rappresenta con maggiore dettaglio basta fare clic sulla voce “Osserva il partito che ti è più vicino”.

Si possono fare comparazioni con gli altri partiti europei e vedere quanti e quali partiti sono vicini alle nostre posizioni.

Si può anche “filtrare” risultato, con l’eliminazione di alcune aree di interesse (per esempio il Contesto nazionale) per vedere come si sposta il nostro mirino.

 

La rivoluzione delle VAA

In definitiva questa applicazione rappresenta una vera rivoluzione copernicana nel panorama dei sistemi che assitono al voto (VAA).

Usare una applicazione per il voto contribuisce in modo rilevante alla condivisione di esperienze e alla pubblicità dei programmi politici, nazionali ed europei. Questo non può che portare a risultati positivi, nella direzione di una comune visione della politica e della società.

La semplicità d’uso e l’immediatezza dei risultati costituiscono una ulteriore garanzia di un piacevole contatto con la politica europea.

Pagina del progetto con video di presentazione

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Navighiamo senza attese con Ghostery

4 aprile 2014 Nessun commento

In un mondo globalizzato dove Internet rappresenta ormai una quota rilevante del PIL, assistiamo alla corsa del business sul web. Tra le varie forme di guadagno a disposizione dei creatori di contenuti, la più gettonata è la pubblicità “contestuale”, sotto forma di annunci, popup, video, ecc. che stanno diventando sempre più invasivi e rallentano in modo considerevole qualsiasi sito web. Ma accanto a ciò che si vede, le pubblicità appunto, sono presenti moltissimi strumenti “invisibili” che cercano in tutti i modi di “tracciare” le nostre abitudini di navigazione, in modo da creare un “profilo” di ogni utente che visita un determinato sito.

Il tracciamento viene fatto con i cookie oppure con una serie di “script”, pezzi di codice che viene interpretato dal browser e che fornisce informazioni varie sulla nostra posizione geografica, sul nostro internet provider, eccetera.

Il risultato di questa corsa senza regole è un consistente rallentamento nella navigazione, che vanifica il miglioramento della velocità delle moderne reti e annulla tutti i vantaggi di immediatezza nella fruizione dei contenuti che tutti i cittadini globalizzati si aspettano.

A scanso di equivoci desidero chiarire che non tutti gli script di tracking sono dannosi e non tutti i cookie sono dannosi. Questi due strumenti, gli script e i cookie, sono alla base di molti ultilissimi servizi, che facilitano la navigazione degli utenti e migliorano la loro esperienza di lettura, in molti casi anzi la velocizzano.

Un sito web progettato bene, usa in modo equilibrato gli strumenti di tracking e in modo non invasivo gli strumenti di advertising. Viceversa un sito web fatto col solo intento di “monetizzare” usa in modo massiccio tutti gli strumenti per attirare l’utente verso pubblicità o link esterni sponsorizzati, oltre a cercare di tracciare il più possibile le caratteristiche del visitatore.

 

Ghostery, la soluzione

Ci sono numerosi strumenti per bloccare (se vogliamo fare i sofisticati diremo “filtrare”) gli elementi dannosi per la nostra navigazione. I più interessanti sono i “plug-in” o “componenti aggiuntivi” che si installano nel browser e appaiono nelle barre di navigazione. Ghostery è senza dubbio uno dei più efficaci, disponibile per diversi browser. Come plug-in è disponibile in Firefox, Chrome e Internet Explorer, mentre su iOS è disponibile come applicazione autonoma.

Per installarlo si scarica dalla pagina https://www.ghostery.com facendo clic sul pulsante “Download”. Nella versione per Firefox dopo averlo installato, si presenta così:

Il funzionamento di Ghostery è molto semplice, grazie ad una comoda interfaccia grafica, completata da un “pannello di controllo” web, una pagina in cui è possibile configurare le caratteristiche del sistema di filtraggio.

Quando navighiamo su un sito web, il fantasmino di Ghostery, ci segnala il numero di tracker (cioè di elementi che potenzialmente rallentano la navigazione) e ci da la possbilità di bloccarli selettivamente.

In questo caso ci sono ben 12 tracker che stanno lavorando sul mio browser e che possono rallentare la navigazione. L’interfaccia semplicissima, che si apre facendo clic sul fantasmino, mi permette di selezionare quali tracker voglio bloccare o consentire. Posso anche cliccare sul segno di spunta e consentire sempre un certo traker sul sito che sto visitando. E posso mettere in “lista bianca” tutti i siti che non desidero filtrare. A questo si aggiunge il pulsante “Sospendi blocco” che mi disattiva temporaneamente il filtro.

Facendo clic sul simbolo dell’ingranaggio, si accede a una serie di pulsanti tra cui il pulsante”Opzioni”. Questo pulsante ci collega alla pagina web di gestione del sistema, in cui possiamo vedere i trackers bloccati e impostare l’aggiornamento automatico del sistema di filtraggio.

Consigliabile attivare il GhostRank e l’Aggiornamento automatico della libreria dei trackers. Nella sezione “Opzioni di blocco” si può arrivare al dettaglio dei singoli trackers e dei vari tipi di cookie che vogliamo bloccare o analizzare.

Per ogni esigenza è disponibile un ottimo sistema di FAQ https://www.ghostery.com/faq e una comunità di supporto in rapida espansione https://getsatisfaction.com/ghostery. Ghostery è presente anche su Facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/ghostery su twitter all’indirizzo https://twitter.com/Ghostery e su Google+ all’indirizzo https://plus.google.com/+ghostery/posts.

 

Conclusioni

Ghostery rappresenta senza dubbio un buon sistema per liberare la nostra navigazione dalle esasperanti attese di molti siti web. Ma la vera soluzione dovrebbe essere nel regolamentare la giungla di sript che ormai invadono senza sosta i browser Internet.

Una proposta per dare un contributo in tal senso potrebbe essere la crezione di una “classifica dei siti web più invasivi” in modo da mettere in evidenza tutte le pratiche dannose che mettono in secondo piano la fruizione dei contenuti e rovinano la “user experience” di milioni di utenti. Per la televisione queste regole esistono. Sarebbe ora di introdurle per il web. Che ne pensate?

Avatar pediatrico per studiare il cuore

19 novembre 2013 Nessun commento

Il futuro della sperimentazione sulle terapie pediatriche è affidato agli “avatar”, autentici “pazienti digitali” che stanno in un computer e reagiscono alle cure, simulando il paziente reale.
Grazie ai modelli matematici interattivi e alla convergenza delle varie discipline informatiche, si potrà ricreare un paziente virtuale, conforme al paziente reale, con le stesse patologie e la stessa storia clinica.

Realizzare l’avatar completo dell’essere umano per sperimentare terapie e interventi e prevedere l’andamento della malattia caso per caso. È l’ambizioso obiettivo di una serie di progetti internazionali finalizzati alla creazione del “paziente digitale” (Virtual Physiological Human). L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù parte dal cuore – dalla costruzione del modello virtuale del cuore del bambino – per predire il futuro delle malattie cardiache.

Primo ospedale pediatrico al mondo a cui sia stato affidato il coordinamento di un progetto ICT (Information and Communication Technology, dal mese di marzo 2013 il Bambino Gesù è alla guida dell’MD-Paedegree, progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea con 12 milioni di euro.

L’obiettivo è la creazione di un sistema virtuale capace di integrare immagini, dati clinici e analisi genetiche per monitorare la storia di diverse patologie che interessano i bambini: i lavori dell’MD-Paedegree (la conclusione del progetto è prevista per il 2017) rappresentano infatti la base in ambito pediatrico della realizzazione del futuro “paziente digitale”.

Nei prossimi 4 anni, la combinazione delle più recenti scoperte nel campo della medicina, della genetica, della modellistica applicata alla clinica, delle innovazioni digitali e computazionali, porterà alla realizzazione di un “alter ego virtuale” del corpo umano attraverso il quale prevedere, in modo personalizzato per ciascun paziente, l’evoluzione di alcune malattie pediatriche come le cardiomiopatie, le malattie neurologiche e neuromuscolari, l’artrite idiopatica giovanile, il rischio di patologia cardiovascolare nei bambini e negli adolescenti affetti da obesità. Questo complesso sistema di informazioni consentirà anche di simulare l’impatto di alcuni interventi terapeutici sulla malattia e fornirà prospettive personalizzate sul decorso clinico dei singoli pazienti consentendo l’adozione delle cure più adeguate grazie a un approccio “basato sul modello”.

Il progetto di ricerca europeo MD-Paedegree, coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è stato premiato col Best Exhibit Award 2013 all’ICT 2013 Create, Connect, Grow, la fiera dedicata alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione promossa dalla Commissione Europea e tenutasi dal 6 all’8 novembre a Vilnius in Lituania.

 

fonte http://www.ospedalebambinogesu.it

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Origini dei nomi più significanti nella tecnologia

1 febbraio 2013 Nessun commento

Nomen est omen, dice il famoso proverbio latino. Sapevate forse come sono nati e da dove provengono i nomi che portano le più famose aziende tecnologiche, i cui prodotti e servizi usiamo ogni giorno? Se avete risposto di no, in seguito cercheremo di spiegarvi l’origine di nomi come Samsung, Toshiba, Yahoo e molti altri.

di Marta De Angelis

 

Microsoft: Questo nome è stato suggerito da Paul Allen, co-fondatore di quest’azienda leader nel settore informaticoe deriva dalle parole “Microcomputer” e “Software”. Originariamente, la società si chiamava Micro-Soft.

 

Samsung: L’azienda coreana, la quale è diventata il sinonimo per i popolarissimi smartphone Galaxy Nexus, porta il nome che significa “tre stelle”. È interessante notare che, all’inizio, l’azienda non si occupava della ecnologia. Stava vendendo il pesce secco, la frutta e la verdura coreana per l’esportazione. E’ stata fondata nel 1938, ma nel settore di elettronica è entrata negli anno Sessanta, anche se allora i prodotti elettronici non il punto di riconoscimento di Samsung- la fonte principale del reddito era la partecipazione nell’industria edile e nella costruzione navale. Oggi la fote del reddito di Samsung sono cellulari e la loro esportazione occupa il 20% dell’esportazione totale coreana.

 

Nokia: L’azienda finlandese che oggi ha sede ad Espoo, è stata fondata nell’omonima città che si trova sul fiume Nokianvirta, a 15 chilometri da Tampere, che è oggi un importante centro turistico e commerciale della Finlanda meridionale. In reltà, il nome della città è collegato con un animle quasi estinto, zibellino, famoso per la sua pelliccia. Prima di diventare il leader elettronico, Nokia nel passato si occupava della lavorazione di legno e fabbricazione degli stivali in gomma, fino al 1967 quando entrò nel settore di telecomunicazioni.

 

Toshiba: Nel 1939, le imprese giapponesi Tokyo Denki e Shibaura Seisakusho si sono unite e hanno creato Tokyo Shibaura Denki. Dopo un po’ l’azienda è stata soprannominata Toshiba – e questo nome porta più di sette decenni.

 

Yahoo!: Molti pensano che Yahoo! Sia un riferimento a quella espressione di gioia o qualche urlo simile a quello quando si salta con Bungee Jumping. In realtà è l’acronimo di ” Yet Another Hierarchical Officious Oracle “.

 

IBM: La spiegazione è abbastanza semplice. E ‘l’acronimo di “International Business Machines”. Ma una storia interessante è quella che coinvolge il nome della società a Holywood. Nel film “2001: Odissea nello spazio” c’è il computer di HAL 9000, le cui iniziali sono “I”, “B” e “M”. Nonostante le voci, non è mai stato confermato se il nome del computer non è un riferimento al marchio.

 

Google: Il nome, creato da Larry Page e Sergey Brin, si riferisce alla parola “Gogol” – termine matematico che rappresenta il numero uno seguito da cento cifre zero. Secondo Google stesso, il nome di “riflette la missione di organizzare una quantità infinita di informazioni sul web.”

 

Hewlett-Packard (HP): Il nome dell’azienda è una combinazione dei cognomi dei suoi creatori: Bill Hewlett e Dave Packard. La cosa interessante è che hanno definito l’ordine dei lotti cognomi getando la moneta e Bill ha vinto.

 

Sony: In questo nome si uniscono due termini in diverse lingue. Secondo il sito web della società, il nome deriva dal latino “sonus”, che è la radice delle parole come “suono” e “sonic”. Il nome è stato ispirato anche da “Sonny Boy”, un’espressione usata in Giappone, che significa “persona giovane con uno spirito libero e pionieristico”.

 

Nintendo: Ci sono diverse teorie per il nome di Nintendo. In una traduzione letterale del kanji “Nin” è generalmente usato come “responsabilità / obbligo”, “Ten” è “paradiso” e “Dou” è “santuario”. Così tante persone interpretano il nome Nintendo come “lasciare la sorte al cielo” o “affidare il successo alle mani del destino.” Tuttavia, nel libro “La storia di Nintendo 1889-1980: da carte da gioco per Game & Watch”, è presente un’altra teoria, che dice “Dou” di solito è usato per dare prestigio alla società.”Ten” deriva dal nome “Tengu”, un personaggio legato al gioco di carte e le scommesse illegali. Anche Nintendo ha prodotto un gioco di carte chiamato Hanafuda. Il libro citato sostiene che Nintendo potrebbe significare “il tempio del libero Hanafuda” o “La società è autorizzata a vendere Hanafuda”.

 

Apple: Nessuno sa con certezza come e chi ha scelto il nome Apple per questa famosissima azienda. Come pre Nintendo, ci sono diverse teorie. Secondo Steve Wozniak, co-fondatore di Apple, Jobs ha scelto il nome dopo aver lavorato in una fattoria in Oregon dove c’erano molti alberi di mele. Alcuni dicono che è stato anche un omaggio all’etichetta Jobs AppleRecords, ma può avere anche il significato simbolico, perché avevano pensato di offrire “un’assistenza sanitaria” ai compute e l’hanno associata con la mela.

 

Nuova autrice su Technology Inside! Articolo di esordio per la giornalista blogger Marta De Angelis, appassionata di smartphone, sperimentatrice di applicazioni per Android e attenta osservatrice del fenomeno tecnologico nella società moderna. La ringrazio per collaborazione e rinnovo il mio affetto per tutti gli amici che regalano il loro contributo alla nobile sfida della divulgazione scientifica.
Marco de Salvo

 

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Regalo di Natale

12 dicembre 2011 Nessun commento

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Il PDF con la lista di tutti gli articoli pubblicati è disponibile qui.

 

Tanti cari auguri di Buon Natale e di un sereno nuovo anno a tutti i nostri lettori, ai visitatori occasionali, a chi crede nella forza delle idee, a chi pensa che la cultura sia una delle vie per la libertà.

Ringrazio tutti coloro che commentano i post e invito tutti a dare suggerimenti per migliorare questo spazio web.

Ringrazio tutti coloro che seguono il Blog sulla pagina Facebook, ringrazio tutti i miei amici di Facebook, di Twitter e dei social network che ospitano le news.

Se qualcuno vuole proporre un contenuto interessante e originale, questo Blog è sempre aperto alla collaborazione e al servizio per la community di Internet.

Un caro saluto a tutti.

Marco

 

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