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Archivio per la categoria ‘IDEE’

Human Revolution

4 maggio 2014 Nessun commento

Oggi voglio parlarvi di Buddismo, una religione antica che pone al centro l’essere vivente.

In Occidente vengono chiamati Buddismo, gli insegnamenti di Shakyamuni, un principe che scelse la via dell’illuminazione, per dare risposte alla sofferenza.

Il buddismo è una religione in continua trasformazione, basata sulla “pratica”. Non ci si può definire buddisti senza pratica.

Nato in India, il Buddismo si è diffuso in Cina, Tibet, nel sud-Asiatico e in Giappone. Più recentemente si è affermato anche nei Paesi occidentali. La pratica del Buddismo sviluppa una relazione con l’ambiente e con gli altri esseri viventi basata sulla “compassione” che significa condividere gioia e sofferenza.

Siamo strutturati per essere felici, per vivere una vita in cui ogni istante rappresenta una occasione per creare “valore” e per espandere la nostra umanità oltre i confini limitati del nostro ego.

Per oggi mi fermo qui.

Vi dedico questo video, montato su una musica che ha radici profonde nella tradizione medievale, per festeggiare assieme il mio compleanno.

Buona vita a tutti!

 

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SOUNDLUNCH

29 maggio 2012 Nessun commento

Il concept

Il suono degli oggetti d’uso quotidiano, il paesaggio sonoro domestico e la creatività musicale.

Tutti gli oggetti che ci circondano possono emettere suoni per i quali siamo spesso in grado di riconoscerli solo all’ascolto senza vederli ( una posata poggiata nel piatto, bicchieri che tintinnano, il cigolio di una porta, lo sfogliare delle pagine di un libro, …). Questi numerosissimi suoni, tutti insieme costituiscono il paesaggio sonoro in cui viviamo e possono essere tanto diversi fra loro così come quando, visivamente, ci spostiamo dai colori e forme della città, al verde della campagna, all’azzurro del mare, al bianco delle alte montagne.

 

Le odierne tecnologie informatiche ed elettroacustiche miniaturizzate e vari tipi di sensori, ci permettono sicuramente di attribuire i suoni che vogliamo ai nostri oggetti, cosa che, per esempio, già facciamo abitualmente, con i telefoni cellulari. Potremmo quindi arredare i nostri ambienti domestici pensando anche ai suoni dei vari oggetti, in modo da disegnare il paesaggio sonoro per noi significativo e gradevole.

Nel caso di Soundlunch i suoni non riguardano la  loro natura ma appartengono ad un‘atmosfera univoca. Questi suoni sono in relazione fra loro in modo tale che insieme formino un’ unica melodia, in armonia.

I “commensali” troveranno sulla scena un tavolo imbandito con tutto il necessario per un buon pranzo/cena.Gli oggetti imbanditi sul tavolo, quando usati, emettono un feedback sonoro; questa successione gesto-interazione-suono crea un loop fra interazione con gli oggetti, suoni ed emozioni.

 

Come è possibile dare un suono ad ogni oggetto?

Su ogni oggetto è posizionato un TAG RFID sul quale è registrato un suono.

RFID sta per Radio Frequency IDentification ed è una tecnologia utilizzata per il riconoscimento di oggetti senza contatto e senza alimentazione. L’oggetto da riconoscere reca con sè un TAG (che nella fattispecie è un transponder). Nel TAG è memorizzato un codice univoco. Non appena il TAG entra nelle vicinanze di un lettore (un RFID Reader), questo viene letto ed il sistema a valle del lettore può riconoscere e/o registrare l’oggetto appena passato. Il bello dei TAG è che sono piccolissimi e non hanno bisogno di essere alimentati: ricevono l’energia necessaria per poter trasmettere il codice dalle onde radio propagate dal sistema stesso di lettura sfruttando l’induzione elettromagnetica. Questo rende tale sistema per niente invasivo (è un sistema contactless), semplice, leggero ed  economico.

 

Il lettore dei tag dove sarà posizionato?

Il READER RFID sarà posizionato sotto il piatto, unico elemento fisso e sopra il quale passano tutti gli oggetti.

Lettore RFID mon amour 1.0
La tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) è un sistema automatico di acquisizione dati e identificazione, costituito da un lettore ed uno o più tags attraverso il quale i dati vengono trasmessi via radio a breve distanza. Le sue applicazioni spaziano dalla gestione di mezzi di trasporto ai supermercati, dai sistemi bancari alla mappatura degli spostamenti di animali e merci. Anche il mondo del design si sta accorgendo delle potenzialità del sistema e delle sue applicazioni nell’ambito di mostre, show room e della progettazione di nuovi prodotti.

L’obiettivo principale di RFID Mon Amour è quello di rendere semplice per un designer applicare la tecnologia RFID alla relizzazione di mostre ed installazioni interattive. RFID Mon Amour è il primo di una serie di prodotti progettati da Interaction Design Lab per facilitare ai designer l’accesso alle più moderne tecnologie.

La tecnologia RFID ha alcuni vantaggi semplici rispetto alle tradizionali tecnologie di Codici a Barre e Bande magnetiche.

1- Non deve essere vicino per essere letto come le bande magnetiche.

2- Non deve essere visibile per essere letto come per I codici a barre.

3- L’ identicazione e verifica avviene in 1/10 di secondo.

 

Come faccio a sentire i suoni senza creare troppo disturbo agli altri commensali?

Per quanto riguarda il suono abbiamo usato un SOUNDBUG (trasduttore sonoro)­ per ogni commensale. Il trasduttore sonoro sarà applicato nel retro della seduta.

La scelta dei suoni

I suoni associati a questa installazione sono stati scelti per appartenere a una atmosfera univoca. Ogni oggetto ha ispirato una particolare sfumatura in cui le sensazioni si fondono con la convivialità della tavola. I suoni sono in relazione e in armonia tra di loro, per creare una melodia sempre coerente e gradevole all’ascolto. Nel video potete godere di questa atmosfera unica e multisensoriale.

Ideatrici del progetto

Questa installazione sonora è opera delle due brillanti designer Arjeta Lesaj e Stella Orlandino, che hanno interpretato una sinergia tra musica e tecnologia, avvalendosi di strumenti molto promettenti nel campo dei trasduttori elettromagnetici.

Su questo blog potete leggere una recensione completa del sistema SoundBug.

Ringrazio Arjeta e Stella per il loro contributo e invito i lettori ad esprimere osservazioni e proposte sulle installazioni sonore.

 

Regalo di Natale

12 dicembre 2011 Nessun commento

pdf_gift

Il PDF con la lista di tutti gli articoli pubblicati è disponibile qui.

 

Tanti cari auguri di Buon Natale e di un sereno nuovo anno a tutti i nostri lettori, ai visitatori occasionali, a chi crede nella forza delle idee, a chi pensa che la cultura sia una delle vie per la libertà.

Ringrazio tutti coloro che commentano i post e invito tutti a dare suggerimenti per migliorare questo spazio web.

Ringrazio tutti coloro che seguono il Blog sulla pagina Facebook, ringrazio tutti i miei amici di Facebook, di Twitter e dei social network che ospitano le news.

Se qualcuno vuole proporre un contenuto interessante e originale, questo Blog è sempre aperto alla collaborazione e al servizio per la community di Internet.

Un caro saluto a tutti.

Marco

 

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Scrivi con noi !

11 settembre 2011 Nessun commento

writewithusSe hai risposto SI ad almeno una domanda, puoi offire il tuo contributo per scrivere cose interessanti su Technology Inside!
Ho iniziato a scrivere tanti anni fa, con l’idea di sperimentare la tecnologia per tutti, di spiegare la scienza a tutti, senza usare termini specialistici o noiosi.
La prima risposta è venuta dai vostri commenti, numerosi e positivi.
La seconda, inaspettata risposta è quella delle aziende di tutto il mondo, che mi hanno dato la possibilità di “provare davvero” i loro prodotti, senza dover tradurre i loro press-kit o i documenti ufficiali per la stampa.
Ho sempre cercato di mantenere uno standard elevato, con approfondimenti e immagini esplicative, per aggiungere un granello alla montagna della conoscenza globale. Anche quando mi sono occupato di argomenti frivoli o apparentemente banali. Sono sicuro che non esiste nulla di banale, se si vuole osservare con gli occhi della scienza.
Adesso mi piacerebbe avere il contributo dei “navigatori” con il loro unico e originale linguaggio. Non importa se lungo o corto, pieno di immagini o con una sola illustrazione. Quello che conta è offrire a tutti una nuova sponda su cui attraccare, un nuovo luogo per arricchire la consapevolezza di tutti.
Se vuoi collaborare nella scrittura di questo blog – a titolo gratuito, come ha sempre fatto il sottoscritto – compila il form di contatto o semplicemente commenta questo post con i tuoi dati.
Mi metterò in contatto con te e potrai avere uno spazio di contributi tutto tuo, in cui potrai farti apprezzare dalla comunità internazionale che segue da anni Technology Inside, tecnologia nelle cose.
Ringrazio tutti coloro che accoglieranno questa proposta.

Marco (clic per vedere il mio profilo)
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Identificare un utente sugli schermi multitouch

30 novembre 2010 Nessun commento

multiI dispositivi con schermi multitouch sono una realtà molto apprezzata dagli utenti. Ho provato un display che riesce a gestire fino a 20 dita, contemporaneamente. Ma come funzionano questi sistemi di puntamento e quali sono i loro limiti?

Touch resistivo e capacitivo

Esistono numerose tecnologie per realizzare uno schermo sensibile al tocco, alcune basate sulla luce o sulle onde acustiche, altre sulla conduttività e sulla carica elettrica. Il sistema più semplice è di tipo resistivo. Due strati di plastica chiudono un contatto su una griglia di conduttori, quando sono premuti. La posizione sull’asse X e Y e la pressione esercitata sugli elementi della griglia, vengono usate per interagire con le immagini a schermo.

Il sistema capacitivo e iPhone

Il sistema che tutti stiamo imparando a usare, quello che ci permette il tocco a più dita (multitouch) e che ha decretato il successo di iPhone, si basa sulla variazione della carica elettrica sullo schermo di vetro. Le nostre dita conducono elettricità e sono in grado di modificare la carica elettrica sul display touchscreen, organizzato in una griglia di contatti (per essere precisi una griglia di condensatori elettrici). Grazie a un sofisticato sistema di tracciamento, si possono rilevare il tocco e la direzione di spostamento del tocco, in modo da seguire la gestualità dei movimenti. Ovviamente se le dita sono due, ogni dito viene seguito dal momento del tocco fino al suo allontanamento dal display.

battery_stylusIl touchscreen capacitivo non funziona con i guanti o con oggetti in plastica, quindi non si possono usare i classici pennini delle tavolette grafiche. In realtà esistono alcune soluzioni per ovviare al problema.

Per esempio si può usare una pila da 1,5 Volt come pennino. Basta avvicinare il polo negativo (quello piaglove_stylustto col segno -) alla superficie dello shermo e il gioco è fatto! I risultati migliori, provati da me, si ottengono con le pile AAA.

Chi vuole usare guanti caldi e continuare a interagire con lo schermo, può indossare guanti in tessuto conduttivo, progettati per avere una buona precisione dei polpastrelli.

Infine chi proprio vuole un pennino, può provare la linea di prodotti Pogo, pensati per gli schermi capacitivi e molto eleganti.

Idea per identificare il tocco

Il limite del sistema multitouch è che riconosce il dito ma non il suo proprietario. Se immaginiamo un tavolo da gioco multitouch o uno schermo tattico militare in cui occorre stabilire con precisione i ruoli di intervento, abbiamo uno scenario di confusione.

La mia idea si basa sulla stessa natura del sistema capacitivo, con un tocco di elettricità a impulsi. Ogni utente indossa un braccialetto in gomma, con un contatto elettrico che aderisce alla pelle. All’interno del braccialetto è presente un generatore di impulsi elettrici codificati, a bassissima intensità (ovviamente senza alcun rischio per la salute). Questi impulsi viaggiano attraverso la mano e arrivano fino alle dita, portando il loro messaggio di identificazione. Lo schermo touchscreen intercetta il tocco e “sente” l’impulso associato. Aggancia l’impulso e lo segue in tutte le operazioni sullo schermo. Magari gli assegna un colore o un nome, può operare una profilatura e stabilire quali operazioni sono consentite. Se altri utenti toccano lo schermo, vengono subito identificati e allo stesso modo possono interagire con le funzioni previste dal proprio profilo utente.

simulationIl costo di un braccialetto a impulsi codificati (lo battezzo PUCOB cioè PUlse COded Bracelet) sarebbe di pochi dollari. Naturalmente il pannello touchscreen dovrebbe ricononscere un ulteriore informazione, quella del tipo di codifica, ma la ricerca in questo senso mi sembra ragionevolmente possibile. Ho cercato di simulare il funzionamento del PUCOB nella immagine. Naturalmente la forma e il colore possono essere personalizzati, gli elettrodi a contatto con la pelle possono essere invisibili se si usa la gomma conduttiva. La batteria per il funzionamento del “trasmettitore di impulsi” può essere una comune batteria al litio miniaturizzata.

Vi invito a fare le vostre osservazioni su questa idea, magari mettendone in evidenza i limiti e i margini di miglioramento. Se qualcuno è interessato a fare ricerca in tal senso, sarò lieto di pubblicare test e sperimentazioni su Technology Inside.

Calcolare le dimensioni dei televisori 16/9

22 settembre 2009 9 commenti

schermoLa forma dei moderni televisori a schermo piatto, si avvicina a quella del cinema. Dal vecchio formato 4/3 si è passati al più coinvolgente formato 16/9.

I due numeri 16 e 9 indicano la proporzione tra le dimensioni di base e altezza del rettangolo in cui vengono visualizzate le immagini. Se la base è di 16 centimetri, l’altezza sarà di 9 centimetri. Ovviamente queste dimensioni aumentano se lo schermo è più grande, ma rimangono sempre proporzionali ai valori 16 (per il lato orizzontale) e 9 (per il lato verticale).

Per indicare in modo rapido la dimensione di uno schermo televisivo o di un monitor, si usa fornire la misura della diagonale, espressa in pollici. A partire dalla diagonale è possibile avere una idea della grandezza complessiva dello schermo, grazie alla sua forma rettangolare e alla proporzione fissa tra la base e l’altezza.

Ma come si calcolano questi valori? Come si ottiene la dimensione reale della superificie di visualizzazione di un televisore widescreen?

 

 

POLLICI E CENTIMETRI

La prima cosa da fare è convertire la misura della diagonale da Pollici a Centimetri. Un Pollice (chiamato in inglese inch e indicato con due apicetti, tipo 23 o 19) equivale a 2,54 cm esatti.

Misura in cm= Misura in Pollici * 2,54

 

PITAGORA E IL SUO TRIANGOLOrelazioni

Il Teorema di Pitagora mette in relazione la diagonale e i cateti di un triangolo rettangolo. Se indichiamo con d la diagonale (ipotenusa) con b la base e con a l’altezza, abbiamo:

d2=a2+b2

Se conosciamo un lato (cateto) e la diagonale, possiamo calcolare l’altro lato con il Teorema di Pitagora. Nel nostro caso non conosciamo nessuno dei due cateti, ma sappiamo che sono proporzionali ai numeri 16 (cateto lungo) e 9 (cateto corto).

Supponiamo di avere un triangolo con b=16 cm e a=9 cm. Applichiamo il Teorema di Pitagora e ricaviamo la diagonale d.

d= SQR(92+162)= 18.3576

Il nostro Triangolo Standard, ha una diagonale di 18.3576 (in pollici 7,227″). Possiamo usare questa diagonale, che chiamiamo ds (diagonale standard) per determinare il fattore di scala per qualsiasi diagonale.

Allo stesso modo chiamiamo as e bs i cateti standard con le misure di a=9 e b=16.

Ricaviamo il fattore di scala dividendo la diagonale del nostro schermo, con il valore ds della diagonale standard. Chiamiamo questo fattore di scala Rd. Per conoscere le dimensioni di base e altezza, basta moltiplicare i lati bs e as per il fattore Rd.

b= bs*Rd

a= as*Rd

Consideriamo per esempio un TV da 23″.

d= 23″= 23*2.54= 58.42 cm (diagonale in centimetri)

Rd= d/ds= 58.42/18.3576= 3.1823 (fattore di scala)

b= 16*3.1823= 50.917 cm

a= 9*3.1823= 28.641 cm

Quindi un televisore con diagonale da 23 pollici, ha uno schermo da 51 x 29 centimetri circa.

Ricapitolando:

Rd= d/ds= d/18.3576

b= bs*Rd= 16*Rd

a= as*Rd= 9*Rd

 

 

CON LA TRIGONOMETRIAtrigon

Possiamo raggiungere lo stesso risultato facendo uso delle relazioni trigonometriche. Il rapporto tra altezza e base del nostro triangolo rettangolo è 9/16. Ma questo rapporto è anche la tangente dell’angolo x, formato dalla diagonale e dalla base b.

a/b= tan x= 9/16

da cui

tan x= 0.5625

Possiamo conoscere l’angolo x con la funzione inversa della tangente, la arcotangente.

x= arctan(tan x)

cioè

x= arctan(0.5625)= 29.358

Il valore dell’angolo x è lo stesso per tutti i televisori, quindi abbiamo un numero jolly, valido per tutte le misure.

Con le relazioni trigonometriche tra il raggio del cerchio e le sue proiezioni, possiamo ricavare la misura di base e altezza.

a/d= sin x

b/d= cos x

da cui

a= d*sin x

b= d*cos x

Facciamo l’esempio con il triangolo di riferimento, quello con base=16 e altezza=9. Sappiamo che la diagonale d=18.3576

a= 18.3576*sin 29.358= 9

b= 18.3576*cos 29.358= 16

Ricapitolando

a= d*sin 29.358= d*0.4903

b= d*cos 29.358= d*0.8716

 

Approssimazione:

I valori numerici sono stati approssimati alla quarta cifra decimale, valore più che sufficiente per ottenere misure attendibili.

 

CONCLUSIONI

Naturalmente la misura della superficie di visione, non sempre ci dice quanto spazio occupa un televisore widescreen. Tuttavia la tendenza dei costruttori è quella di rendere sempre meno invasivo lo chassis, per dare un forma essenziale e funzionale al tempo stesso.

Altro discorso riguarda la distanza ottimale di visione. Argomento non banale che vi illustrerò prossimamente.

 

Esagolamp

2 settembre 2009 4 commenti

esago_shapeCOME NASCE ESAGOLAMP

Il rapporto tra luce e umore è ben noto a tutti. La Cromoterapia è normalmente usata per favorire il relax o per fornire una carica di energia con la luce colorata. Ma anche il suono possiede proprietà terapeutiche, perchè parla il linguaggio universale dei nostri sensi. E la forma degli oggetti evoca in noi emozioni particolari, sulla base della percezione e dei ricordi. Così nasce Esagolamp.

Questa nuova lampada usa la tecnologia della luce a LED di tipo RGB (Red, Green, Blue) per produrre effetti cromatici. I colori sono legati a una serie di programmi e di input esterni.

L’idea è creare una lampada multisensoriale che restituisce un’esperienza visuale interattiva e unica per l’utente finale. La forma a prisma esagonale si distingue per l’originalità del design e per le proprietà peculiari di questa figura geometrica:

  • l’esagono è la forma più compatta esistente in natura per creare strutture complesse; non a caso gli alveari hanno una pianta esagonale
  • l’esagono ha numerosi legami con l’esoterismo e il sporannaturale, possiede quindi un forte potere evocativo

 

STRUTTURA

La struttura della lampada può essere in plexiglass trasparente o in materiale opaco. A causa del calore generato dal LED RGB, occorre prevedere una adeguata ventilazione, per questo è bene che il materiale sia cavo o comunque in grado di scaldarsi senza problemi. Il vetro rappresenta una possibile soluzione. E’ fondamentale diffondere bene la luce proveniente dal basso, per questo i materiali devono avere una purezza elevata e una perfetta omogeneità (assenza di bolle o crepe).esago_panel

La parte superiore può essere aperta (soluzione ottimale per la ventilazione), chiusa e opalescente, opaca e specchiata all’interno. La soluzione con parte superiore aperta si presta al montaggio di una Lente Addizionale che potrebbe proiettare sul soffitto la luce prodotta sotto forma di fascio diffuso.

Nella parte inferiore trovano posto i comandi per governare il funzionamento della Esagolamp.

Le varie funzioni disponibili ( programmi sensoriali ) vengono selezionate con una corona in metallo di forma esagonale con incise le iniziali di ogni programma. Un LED Blu retroillumina la corona e visualizza in una finestra circolare la funzione scelta. esago_selectorAnche la manopola esagonale è retroilluminata con luce BLU per essere visibile al buio.

Un pulsante di forma esagonale serve per accendere la lampada e per confermare le scelte, in base alla funzione selezionata. Un led RGB simula le sequenze cromatiche rappresentate.

Non ci sono altri comandi, il design è ridotto all’essenziale per non distrarre lo sguardo, per porre l’oggetto in relazione all’ambiente e alla persona.

FUNZIONI DISPONIBILI

L’esperienza multisensoriale si realizza con la risposta agli stimoli esterni, come se si trattasse di un organismo interattivo che restituisce suoni e colori in sincronia con gli eventi. A ogni lettera corrisponde una funzione.

 

W = wheather La luce cambia colore in base al tempo previsto (umido, pioggia, secco, sereno) al pari di un barometro analogico. Per ottenere questa funzione viene usato un chip che misura la pressione atmosferica. Il colore blu indica pioggia, il colore giallo indica sole pieno. Il colore grigio indica tempo variabile, ecc.

 

T = temperature La luce cambia colore in base alla temperatura dell’ambiente (in un range che va dai 15 ai 35 gradi Celsius). Per misurare la temperatura si usa un chip che misura la temperatura ambiente. Il colore blu indica freddo (15 gradi), il rosso indica caldo (35 gradi), ecc.

 

S = sound I colori vengono associati alle frequenze sonore presenti nell’ambiente. A frequenze basse corrispondono colori freddi (blu), a frequenze alte sono associati colori caldi (rosso). I suoni vengono percepiti da un microfono a condensatore e filtrati con un chip programmato per selezionare la quantità di frequenze basse o alte presenti nei suoni.

 

L = light Vengono generati colori saturi con due livelli di intensità luminosa. La gamma dei colori è: bianco freddo, bianco caldo, blu, celeste, verde, violetto, rosa, rosso, giallo, arancio, marrone. Per ogni colore è possibile avere due intensità di luce: una per offrire luce soffusa, una per leggere o tingere di colore la stanza.

 

N = noise I colori segnalano la soglia di fastidio dei rumori ambientali. I suoni percepiti dal microfono vengono misurati e confrontati con un valore di riferimento fisiologico. Se il valore viene superato, il luogo dove viviamo è troppo rumoroso, ciò ha effetti negativi sul nostro umore e sulla capacità di concentrazione. Un range dinamico di colori ci informa su come varia il rumore ambientale in qualsiasi momento del giorno.

 

R = relaxing Vengono generati tutti i colori dello spettro RGB (circa 16 milioni) con una sequenza casuale e con una progressione morbida e rilassante. In qualsiasi momento è possibile bloccare il colore visualizzato per godere appieno della tonalità prodotta. Si possono anche ottenere sequenze ristrette a un determinato colore. Per esempio tutte le tonalità del verde, dal verde-azzurro, al verde-giallo, possono simulare i riflessi delle luce su di un prato in primavera.

 

NOTE TECNICHE

L’illuminazione a LED usa un chip da 3W. Questo chip è costituito da 3 LED singoli che producono i colori Red, Green e Blue. Con un pilotaggio di tipo PWM (Pulse Wave Modulation) è possibile variare la luminosità di ognuno dei 3 LED e ottenere così la gamma completa dello spettro RGB (circa 16 milioni di colori). Un microfono electret viene usato per sentire le frequenze sonore.

Per ottenere le funzioni previste occorre programmare un microcontrollore che accetta dati in ingresso e restituisce le tre modulazioni PWM per i LED. La scelta più adatta sembra la famiglia PIC Micro. Questi chip sono programmabili in assembler o in linguaggi più evoluti, dispongono di una serie di ingressi con convertitori A/D e una serie di uscite programmabili. Inoltre hanno una discreta memoria volatile e una memoria non volatile per memorizzare i dati utente (per esempio riaccendere la lampada con l’ultima funzione selezionata).

L’usabilità di questa lampada è garantita da un sistema semplice e intuitivo per attivare le varie funzioni:. un commutatore rotativo e un pulsante. Il commutatore è del tipo a sei posizioni, ogni posizione fornisce un feedback a scatto e una indicazione visiva in blu. Il pulsante esagonale serve per accendere la lampada (pressione di tre secondi), per spegnerla (pressione di tre secondi) e per selezionare le modalità previste nell’ambito di una funzione operativa. Per esempio, nella funzione LIGHT, il pulsante serve per ciclare tra tutti i colori e le intensità disponibili.

La forma esagonale richiama la forma di tutta la lampada. La retroilluminazione blu rende visibili le manopole anche al buio totale. Il LED RGB posto accanto al pulsante esagonale, fornisce un feedback immediato e accattivante del programma impostato sulla lampada.

 

 

POSSIBILI SVILUPPI

Audio rilassante – Si può dotare la lampada di un altoparlante hi-fi (di tipo biconico per ottimizzare la resa delle alte frequenze) per generare i suoni rilassanti della natura. Sentire un ruscello mentre si alternano i toni del verde, oppure la potenza delle onde oceaniche sulle sequenze del blu, aumenta l’eperienza sensoriale e coinvolge in maniera completa l’utente. L’altoparlante potrebbe anche essere usato per scandire le ore, con una sonorità soffusa tipo gong.

Interfaccia PC – Si può dotare la lampada di un cavo di interfaccia USB da connettere al computer. Con un software a corredo si possono usare i colori per segnalare gli eventi di sitema. Per esempio l’arrivo di una nuova mail può essere segnalato da un cambiamento di colore. Oppure si può connettere Messenger alla lampada e vedere lo stato d’animo degli amici di chat con i colori generati.

Reminder – Si può usare un microfono incorporato per registrare un messaggio e l’altoparlante per ascoltarlo. Dopo la registrazione la lampada inizia a lampeggiare fino a quando il messaggio non viene ascoltato.

Sensori esterni – Si può usare il bus del PIC Micro per connettere sensori esterni o per remotare i sensori presenti. Lo stesso bus potrebbe fornire add-on per le versioni della lampada che possiedono funzioni limitate. Tra i sensori possibili si potrebbero prevedere: rilevazione del gas radioattivo radon, contatore geiger, inquinamento elettromagnetico, ecc.

Attivazione con Tag RFID – Questa lampada, come tutti gli elettrodomestici, può essere dotata di uno switch RFID, che attiva la luce solo se legge un tag a radiofrequenza. Questa funzione aggiunge un tocco di segretezza ed esclusività per un oggetto di per sé misterioso.

 

CONCLUSIONI

In commercio si cominciano a vedere “mood lamp” cioè lampade per la meditazione, che usano i colori e la luce a LED. Esagolamp è un esempio di come potrebbero evolversi questi oggetti, con una tecnologia che già esiste, pronta per regalare momenti piacevoli a ciascuno di noi. Se la mia idea vi piace sarà un piacere aiutarvi a realizzarla.

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