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	<title>TECHNOLOGY INSIDE &#187; IDEE</title>
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	<description>tecnologia nelle cose</description>
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		<title>Regalo di Natale</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TI</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href=http://www.marcodesalvo.it/regalo-di-natale.html><img src=http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2011/12/pdf_gift-269x300.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=130  border=0></a>Un piccolo regalo per tutti i lettori di Technology Inside, tecnologia nelle cose. Abbiamo raccolto in un PDF tutte le introduzioni degli articoli pubblicati, con le loro immagini di riferimento. Gli articoli sono cliccabili e rimandano ai contenuti del Blog.
Un modo per racchiudere in un documento sintetico, lo sforzo di tanti anni al servizio della divulgazione scientifica e della comunicazione.
Continuate a leggere per scaricare il PDF.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2011/12/pdf_gift.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2405" title="pdf_gift" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2011/12/pdf_gift-269x300.png" alt="pdf_gift" width="269" height="300" /></a></p>
<h3><a href="http://www.marcodesalvo.it/VARIE/TI_Blog_directory_1.pdf" target="_blank">Il PDF con la lista di tutti gli articoli pubblicati è disponibile qui.</a></h3>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Tanti cari auguri di Buon Natale e di un sereno nuovo anno a tutti i nostri lettori, ai visitatori occasionali, a chi crede nella forza delle idee, a chi pensa che la cultura sia una delle vie per la libertà.</p>
<p>Ringrazio tutti coloro che commentano i post e invito tutti a dare suggerimenti per migliorare questo spazio web.</p>
<p>Ringrazio tutti coloro che seguono il Blog sulla pagina Facebook, ringrazio tutti i miei amici di Facebook, di Twitter e dei social network che ospitano le news.</p>
<p>Se qualcuno vuole proporre un contenuto interessante e originale, questo Blog è sempre aperto alla collaborazione e al servizio per la community di Internet.</p>
<p>Un caro saluto a tutti.</p>
<p>Marco</p>
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		<title>Scrivi con noi !</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 09:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.marcodesalvo.it/scrivi-con-noi.html><img src=http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2011/09/writewithus.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=130  border=0></a>Ti piace spiegare a tutti le ultime scoperte scientifiche? Sei un appassionato di fantascienza? Hai un sogno nel cassetto per rendere il mondo migliore? Vuoi capire cosa si cela negli elettrodomestici robot e nei computer telefono?  Ti piacciono i gadget utili e inutili di cui nessuno può fare a meno? Sei convinto che Internet sia uno strumento fantastico per essere tutti più vicini?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2011/09/writewithus.jpg"><img class="size-full wp-image-2295 alignleft" title="writewithus" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2011/09/writewithus.jpg" alt="writewithus" width="150" height="102" /></a>Se hai risposto SI ad almeno una domanda, puoi offire il tuo contributo per scrivere cose interessanti su Technology Inside!<br />
 Ho iniziato a scrivere tanti anni fa, con l&#8217;idea di sperimentare la tecnologia per tutti, di spiegare la scienza a tutti, senza usare termini specialistici o noiosi.<br />
 La prima risposta è venuta dai vostri commenti, numerosi e positivi.<br />
 La seconda, inaspettata risposta è quella delle aziende di tutto il mondo, che mi hanno dato la possibilità di &#8220;provare davvero&#8221; i loro prodotti, senza dover tradurre i loro press-kit o i documenti ufficiali per la stampa.<br />
 Ho sempre cercato di mantenere uno standard elevato, con approfondimenti e immagini esplicative, per aggiungere un granello alla montagna della conoscenza globale. Anche quando mi sono occupato di argomenti frivoli o apparentemente banali. Sono sicuro che non esiste nulla di banale, se si vuole osservare con gli occhi della scienza.<br />
 Adesso mi piacerebbe avere il contributo dei &#8220;navigatori&#8221; con il loro unico e originale linguaggio. Non importa se lungo o corto, pieno di immagini o con una sola illustrazione. Quello che conta è offrire a tutti una nuova sponda su cui attraccare, un nuovo luogo per arricchire la consapevolezza di tutti.<br />
 Se vuoi collaborare nella scrittura di questo blog &#8211; a titolo gratuito, come ha sempre fatto il sottoscritto &#8211; compila il form di contatto o semplicemente commenta questo post con i tuoi dati.<br />
 Mi metterò in contatto con te e potrai avere uno spazio di contributi tutto tuo, in cui potrai farti apprezzare dalla comunità internazionale che segue da anni Technology Inside, tecnologia nelle cose.<br />
 Ringrazio tutti coloro che accoglieranno questa proposta.</p>
<a href="http://www.marcodesalvo.it/autore"><strong>Marco </strong>(clic per vedere il mio profilo)</a>
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		<title>Identificare un utente sugli schermi multitouch</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 19:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[MOBILE]]></category>
		<category><![CDATA[multitouch]]></category>
		<category><![CDATA[touchscreen]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.marcodesalvo.it/identificare-un-utente-sugli-schermi-multitouch.html><img src=http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/multi-150x150.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=130  border=0></a>Il tocco delle dita è diventato il principale modo per interagire con i moderni dispositivi mobili. La tecnologia multitouch apre nuovi orizzonti per la collaborazione multiutente. Ma come si fa per distinguere due utenti diversi che operano sullo stesso schermo? 
Una proposta per riconoscere gli utenti che toccano lo schermo.
Un approfondimento sulla tecnologia multitouch capacitiva con gli accessori più interessanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/multi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2103" title="multi" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/multi-150x150.jpg" alt="multi" width="150" height="150" /></a>I dispositivi con schermi multitouch sono una realtà molto apprezzata dagli utenti. Ho provato un display che riesce a gestire fino a 20 dita, contemporaneamente. Ma come funzionano questi sistemi di puntamento e quali sono i loro limiti?</p>
<p><strong>Touch resistivo e capacitivo </strong></p>
<p>Esistono numerose tecnologie per realizzare uno schermo sensibile al tocco, alcune basate sulla luce o sulle onde acustiche, altre sulla conduttività e sulla carica elettrica. Il sistema più semplice è di tipo resistivo. Due strati di plastica chiudono un contatto su una griglia di conduttori, quando sono premuti. La posizione sull’asse X e Y e la pressione esercitata sugli elementi della griglia, vengono usate per interagire con le immagini a schermo.</p>
<p><strong>Il sistema capacitivo e iPhone</strong></p>
<p>Il sistema che tutti stiamo imparando a usare, quello che ci permette il tocco a più dita (multitouch) e che ha decretato il successo di iPhone, si basa sulla variazione della carica elettrica sullo schermo di vetro. Le nostre dita conducono elettricità e sono in grado di modificare la carica elettrica sul display touchscreen, organizzato in una griglia di contatti (per essere precisi una griglia di condensatori elettrici). Grazie a un sofisticato sistema di tracciamento, si possono rilevare il tocco e la direzione di spostamento del tocco, in modo da seguire la gestualità dei movimenti. Ovviamente se le dita sono due, ogni dito viene seguito dal momento del tocco fino al suo allontanamento dal display.</p>
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<p><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/battery_stylus.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2066" title="battery_stylus" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/battery_stylus-150x150.jpg" alt="battery_stylus" width="150" height="150" /></a>Il touchscreen capacitivo non funziona con i guanti o con oggetti in plastica, quindi non si possono usare i classici pennini delle tavolette grafiche. In realtà esistono alcune soluzioni per ovviare al problema.</p>
<p>Per esempio <a href="http://lifehacker.com/5415548/" target="_blank">si può usare una pila da 1,5 Volt come pennino</a>. Basta avvicinare il polo negativo (quello pia<a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/glove_stylus.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2064 alignright" title="glove_stylus" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/glove_stylus-150x150.jpg" alt="glove_stylus" width="150" height="150" /></a>tto col segno <strong>-</strong>) alla superficie dello shermo e il gioco è fatto! I risultati migliori, provati da me, si ottengono con le pile AAA.</p>
<p>Chi vuole usare guanti caldi e continuare a interagire con lo schermo, può indossare <a href="http://www.instructables.com/id/Making-A-Glove-Work-With-A-Touch-Screen/" target="_blank">guanti in tessuto conduttivo</a>, progettati per avere una buona precisione dei polpastrelli.</p>
<p>Infine chi proprio vuole un pennino, può provare <a href="http://www.tenonedesign.com/products.php" target="_blank">la linea di prodotti Pogo</a>, pensati per gli schermi capacitivi e molto eleganti.</p>
<blockquote><p><strong>Idea per identificare il tocco</strong></p>
<p>Il limite del sistema multitouch è che riconosce il dito ma non il suo proprietario. Se immaginiamo un tavolo da gioco multitouch o uno schermo tattico militare in cui occorre stabilire con precisione i ruoli di intervento, abbiamo uno scenario di confusione.</p>
<p>La mia idea si basa sulla stessa natura del sistema capacitivo, con un tocco di elettricità a impulsi. Ogni utente indossa un braccialetto in gomma, con un contatto elettrico che aderisce alla pelle. All’interno del braccialetto è presente un generatore di impulsi elettrici codificati, a bassissima intensità (ovviamente senza alcun rischio per la salute). Questi impulsi viaggiano attraverso la mano e arrivano fino alle dita, portando il loro messaggio di identificazione. Lo schermo touchscreen intercetta il tocco e “sente” l’impulso associato. Aggancia l’impulso e lo segue in tutte le operazioni sullo schermo. Magari gli assegna un colore o un nome, può operare una profilatura e stabilire quali operazioni sono consentite. Se altri utenti toccano lo schermo, vengono subito identificati e allo stesso modo possono interagire con le funzioni previste dal proprio profilo utente.</p>
<p><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/simulation.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2065" title="simulation" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2010/11/simulation-300x196.jpg" alt="simulation" width="300" height="196" /></a>Il costo di un braccialetto a impulsi codificati (lo battezzo <strong>PUCOB</strong> cioè <strong>PUlse COded Bracelet</strong>) sarebbe di pochi dollari. Naturalmente il pannello touchscreen dovrebbe ricononscere un ulteriore informazione, quella del tipo di codifica, ma la ricerca in questo senso mi sembra ragionevolmente possibile. Ho cercato di simulare il funzionamento del PUCOB nella immagine. Naturalmente la forma e il colore possono essere personalizzati, gli elettrodi a contatto con la pelle possono essere invisibili se si usa la gomma conduttiva. La batteria per il funzionamento del “trasmettitore di impulsi” può essere una comune batteria al litio miniaturizzata.</p>
</blockquote>
<p>Vi invito a fare le vostre osservazioni su questa idea, magari mettendone in evidenza i limiti e i margini di miglioramento. Se qualcuno è interessato a fare ricerca in tal senso, sarò lieto di pubblicare test e sperimentazioni su <strong>Technology Inside</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calcolare le dimensioni dei televisori 16/9</title>
		<link>http://www.marcodesalvo.it/calcolare-le-dimensioni-dei-televisori.html</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 15:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[diagonale]]></category>
		<category><![CDATA[monitor]]></category>
		<category><![CDATA[pollici]]></category>
		<category><![CDATA[televisore]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.marcodesalvo.it/calcolare-le-dimensioni-dei-televisori.html><img src=http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/schermo-300x202.jpg class=imgtfe hspace=5 align=left width=130  border=0></a>Quando acquistiamo un televisore moderno, del tipo widescreen a 16/9, abbiamo a disposizione la misura della diagonale, espressa in pollici. Ma quanto è grande lo schermo, quanto è alto, quanto è lungo? Per conoscere le dimensione effettive di uno schermo televisivo, a partire dalla sua diagonale, basta usare la geometria e un pizzico di matematica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/schermo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1493" title="schermo" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/schermo-300x202.jpg" alt="schermo" width="300" height="202" /></a>La forma dei moderni televisori a schermo piatto, si avvicina a quella del cinema. Dal vecchio formato 4/3 si è passati al più coinvolgente formato 16/9.</p>
<p>I due numeri 16 e 9 indicano la proporzione tra le dimensioni di base e altezza del rettangolo in cui vengono visualizzate le immagini. Se la base è di 16 centimetri, l&#8217;altezza sarà di 9 centimetri. Ovviamente queste dimensioni aumentano se lo schermo è più grande, ma rimangono sempre proporzionali ai valori 16 (per il lato orizzontale) e 9 (per il lato verticale).</p>
<p>Per indicare in modo rapido la dimensione di uno schermo televisivo o di un monitor, si usa fornire la misura della diagonale, espressa in <acronym title="misura di lunghezza anglosassone"><strong>pollici</strong></acronym>. A partire dalla diagonale è possibile avere una idea della grandezza complessiva dello schermo, grazie alla sua forma rettangolare e alla proporzione fissa tra la base e l&#8217;altezza.</p>
<p>Ma come si calcolano questi valori? Come si ottiene la dimensione reale della superificie di visualizzazione di un televisore widescreen?</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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<h4>POLLICI E CENTIMETRI</h4>
<p>La prima cosa da fare è convertire la misura della diagonale da <acronym title="inch">Pollici</acronym> a Centimetri. Un Pollice (chiamato in inglese <strong>inch</strong> e indicato con due apicetti, tipo 23<strong>&#8220;</strong> o 19<strong>&#8220;</strong>) equivale a 2,54 cm esatti.</p>
<blockquote><p><strong>Misura in cm= Misura in Pollici * 2,54</strong></p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>PITAGORA E IL SUO TRIANGOLO<a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/relazioni.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1492" title="relazioni" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/relazioni-300x180.png" alt="relazioni" width="300" height="180" /></a></h4>
<p>Il Teorema di Pitagora mette in relazione la diagonale e i cateti di un triangolo rettangolo. Se indichiamo con d la diagonale (ipotenusa) con b la base e con a l&#8217;altezza, abbiamo:</p>
<p><strong>d<sup>2</sup>=<strong>a<sup>2</sup>+</strong>b<sup>2</sup></strong><strong> </strong></p>
<p>Se conosciamo un lato (cateto) e la diagonale, possiamo calcolare l&#8217;altro lato con il Teorema di Pitagora. Nel nostro caso non conosciamo nessuno dei due cateti, ma sappiamo che sono proporzionali ai numeri 16 (cateto lungo) e 9 (cateto corto).</p>
<p>Supponiamo di avere un triangolo con b=16 cm e a=9 cm. Applichiamo il Teorema di Pitagora e ricaviamo la diagonale <strong>d</strong>.</p>
<p><strong>d= SQR(9<sup>2</sup>+16<sup>2</sup>)= 18.3576</strong></p>
<p>Il nostro <strong>Triangolo Standard</strong>, ha una diagonale di 18.3576 (in pollici 7,227&#8243;). Possiamo usare questa diagonale, che chiamiamo <strong>d<sub>s</sub></strong> (<strong>diagonale standard</strong>) per determinare il fattore di scala per qualsiasi diagonale.</p>
<p>Allo stesso modo chiamiamo <strong>a<sub>s</sub></strong> e <strong>b<sub>s</sub></strong> i <strong>cateti standard</strong> con le misure di a=9 e b=16.</p>
<p>Ricaviamo il fattore di scala dividendo la diagonale del nostro schermo, con il valore <strong>d<sub>s</sub></strong> della diagonale standard. Chiamiamo questo fattore di scala <strong>Rd</strong>. Per conoscere le dimensioni di base e altezza, basta moltiplicare i lati <strong>b<sub>s</sub></strong> e <strong>a<sub>s</sub></strong> per il fattore <strong>Rd</strong>.</p>
<p><strong>b= b<sub>s</sub>*Rd</strong></p>
<p><strong>a= a<sub>s</sub>*Rd</strong></p>
<p>Consideriamo per esempio un TV da 23&#8243;.</p>
<p>d= 23&#8243;= 23*2.54= 58.42 cm (diagonale in centimetri)</p>
<p>Rd= d/ds= 58.42/18.3576= 3.1823 (fattore di scala)</p>
<p>b= 16*3.1823= 50.917 cm</p>
<p>a= 9*3.1823= 28.641 cm</p>
<p>Quindi un televisore con diagonale da 23 pollici, ha uno schermo da 51 x 29 centimetri circa.</p>
<p>Ricapitolando:</p>
<blockquote><p><strong>Rd= d/ds= d/18.3576</strong></p>
<p><strong>b= b<sub>s</sub>*Rd= 16*Rd<br />
 </strong></p>
<p><strong>a= a<sub>s</sub>*Rd= 9*Rd<br />
 </strong></p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>CON LA TRIGONOMETRIA<a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/trigon.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1499" title="trigon" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/trigon-280x300.png" alt="trigon" width="280" height="300" /></a></h4>
<p>Possiamo raggiungere lo stesso risultato facendo uso delle relazioni trigonometriche. Il rapporto tra altezza e base del nostro triangolo rettangolo è 9/16. Ma questo rapporto è anche la tangente dell&#8217;angolo x, formato dalla diagonale e dalla base b.</p>
<p><strong>a/b= tan x= 9/16</strong></p>
<p>da cui</p>
<p><strong>tan x= 0.5625</strong></p>
<p>Possiamo conoscere l&#8217;angolo x con la funzione inversa della tangente, la arcotangente.</p>
<p><strong>x= arctan(tan x)</strong></p>
<p>cioè</p>
<p><strong>x= arctan(0.5625)= 29.358</strong></p>
<p>Il valore dell&#8217;angolo x è lo stesso per tutti i televisori, quindi abbiamo un numero jolly, valido per tutte le misure.</p>
<p>Con le relazioni trigonometriche tra il raggio del cerchio e le sue proiezioni, possiamo ricavare la misura di base e altezza.</p>
<p><strong>a/d= sin x</strong></p>
<p><strong>b/d= cos x</strong></p>
<p>da cui</p>
<p><strong>a= d*sin x</strong></p>
<p><strong>b= d*cos x</strong></p>
<p>Facciamo l&#8217;esempio con il triangolo di riferimento, quello con base=16 e altezza=9. Sappiamo che la diagonale d=18.3576</p>
<p>a= 18.3576*sin 29.358= 9</p>
<p>b= 18.3576*cos 29.358= 16</p>
<p>Ricapitolando</p>
<blockquote><p><strong>a= d*sin 29.358= d*0.4903</strong></p>
<p><strong>b= d*cos 29.358= d*0.8716</strong></p>
</blockquote>
<p><br class="spacer_" /></p>
<table border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td>
<p><strong>Approssimazione: <br />
 </strong></p>
<p>I valori numerici sono stati approssimati alla quarta cifra decimale, valore più che sufficiente per ottenere misure attendibili.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>CONCLUSIONI</h4>
<p>Naturalmente la misura della superficie di visione, non sempre ci dice quanto spazio occupa un televisore widescreen. Tuttavia la tendenza dei costruttori è quella di rendere sempre meno invasivo lo chassis, per dare un forma essenziale e funzionale al tempo stesso.</p>
<p>Altro discorso riguarda la distanza ottimale di visione. Argomento non banale che vi illustrerò prossimamente.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esagolamp</title>
		<link>http://www.marcodesalvo.it/esagolamp.html</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 09:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[IDEE]]></category>
		<category><![CDATA[esagono]]></category>
		<category><![CDATA[esoterico]]></category>
		<category><![CDATA[lampada]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[mood]]></category>
		<category><![CDATA[rgb]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href=http://www.marcodesalvo.it/esagolamp.html><img src=http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_shape-150x150.png class=imgtfe hspace=5 align=left width=130  border=0></a>Vi propongo una mia invenzione per stimolare i nostri sensi con la luce. Ho battezzato questa lampada col nome "Esagolamp" per la sua forma esagonale, dal design unico e denso di significato. Le funzioni di base possono essere ampliate a seconda del grado di interazione che vogliamo raggiungere, con livelli di espressività crescenti. Se qualcuno vuole produrla sarò felice di offrire il mio aiuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_shape.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1162" title="esago_shape" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_shape-150x150.png" alt="esago_shape" width="150" height="150" /></a>COME NASCE ESAGOLAMP</h4>
<p>Il rapporto tra luce e umore è ben noto a tutti. La Cromoterapia è normalmente usata per favorire il relax o per fornire una carica di energia con la luce colorata. Ma anche il suono possiede proprietà terapeutiche, perchè parla il linguaggio universale dei nostri sensi. E la forma degli oggetti evoca in noi emozioni particolari, sulla base della percezione e dei ricordi. Così nasce <strong>Esagolamp</strong>.</p>
<p>Questa nuova lampada usa la tecnologia della luce a <a href="http://www.luxeonstar.com/luxeon-rebel-stars-colors-c-29_130.php" target="_blank">LED di tipo RGB</a> (Red, Green, Blue) per produrre effetti cromatici. I colori sono legati a una serie di programmi e di input esterni.</p>
<p>L’idea è creare una lampada multisensoriale che restituisce un’esperienza visuale interattiva e unica per l’utente finale. La forma a <strong>prisma esagonale</strong> si distingue per l’originalità del design e per le proprietà peculiari di questa figura geometrica:</p>
<ul>
<li>l’esagono è la forma più compatta esistente in natura per creare strutture complesse; non a caso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Favo" target="_blank">gli alveari hanno una pianta esagonale</a></li>
<li>l’esagono ha numerosi legami con l’esoterismo e il sporannaturale, possiede quindi un forte potere evocativo</li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>STRUTTURA</h4>
<p>La struttura della lampada può essere in plexiglass trasparente o in materiale opaco. A causa del calore generato dal LED RGB, occorre prevedere una adeguata ventilazione, per questo è bene che il materiale sia cavo o comunque in grado di scaldarsi senza problemi. Il vetro rappresenta una possibile soluzione. E’ fondamentale diffondere bene la luce proveniente dal basso, per questo i materiali devono avere una purezza elevata e una perfetta omogeneità (assenza di bolle o crepe).<a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_panel.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1163" title="esago_panel" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_panel-300x183.png" alt="esago_panel" width="300" height="183" /></a></p>
<p>La parte superiore può essere aperta (soluzione ottimale per la ventilazione), chiusa e opalescente, opaca e specchiata all’interno. La soluzione con parte superiore aperta si presta al montaggio di una <strong>Lente Addizionale</strong> che potrebbe proiettare sul soffitto la luce prodotta sotto forma di fascio diffuso.</p>
<p>Nella parte inferiore trovano posto i comandi per governare il funzionamento della <strong>Esagolamp</strong>.</p>
<p>Le varie funzioni disponibili ( <strong>programmi sensoriali</strong> ) vengono selezionate con una corona in metallo di forma esagonale con incise le iniziali di ogni programma. Un LED Blu retroillumina la corona e visualizza in una finestra circolare la funzione scelta. <a href="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_selector.png"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1164" title="esago_selector" src="http://www.marcodesalvo.it/wp-content/uploads/2009/09/esago_selector-150x150.png" alt="esago_selector" width="150" height="150" /></a>Anche la manopola esagonale è retroilluminata con luce BLU per essere visibile al buio.</p>
<p>Un pulsante di forma esagonale serve per accendere la lampada e per confermare le scelte, in base alla funzione selezionata. Un led RGB simula le sequenze cromatiche rappresentate.</p>
<p>Non ci sono altri comandi, il design è ridotto all&#8217;essenziale per non distrarre lo sguardo, per porre l&#8217;oggetto in relazione all&#8217;ambiente e alla persona.</p>
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<h4>FUNZIONI DISPONIBILI</h4>
<p>L&#8217;esperienza multisensoriale si realizza con la risposta agli stimoli esterni, come se si trattasse di un organismo interattivo che restituisce suoni e colori in sincronia con gli eventi. A ogni lettera corrisponde una funzione.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>W = wheather </strong>La luce cambia colore in base al tempo previsto (umido, pioggia, secco, sereno) al pari di un barometro analogico. Per ottenere questa funzione viene usato un chip che misura la pressione atmosferica. Il colore blu indica pioggia, il colore giallo indica sole pieno. Il colore grigio indica tempo variabile, ecc.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>T = temperature </strong>La luce cambia colore in base alla temperatura dell’ambiente (in un range che va dai 15 ai 35 gradi Celsius). Per misurare la temperatura si usa un chip che misura la temperatura ambiente. Il colore blu indica freddo (15 gradi), il rosso indica caldo (35 gradi), ecc.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>S = sound </strong>I colori vengono associati alle frequenze sonore presenti nell’ambiente. A frequenze basse corrispondono colori freddi (blu), a frequenze alte sono associati colori caldi (rosso). I suoni vengono percepiti da un microfono a condensatore e filtrati con un chip programmato per selezionare la quantità di frequenze basse o alte presenti nei suoni.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>L = light </strong>Vengono generati colori saturi con due livelli di intensità luminosa. La gamma dei colori è: bianco freddo, bianco caldo, blu, celeste, verde, violetto, rosa, rosso, giallo, arancio, marrone. Per ogni colore è possibile avere due intensità di luce: una per offrire luce soffusa, una per leggere o tingere di colore la stanza.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>N = noise </strong>I colori segnalano la soglia di fastidio dei rumori ambientali. I suoni percepiti dal microfono vengono misurati e confrontati con un valore di riferimento fisiologico. Se il valore viene superato, il luogo dove viviamo è troppo rumoroso, ciò ha effetti negativi sul nostro umore e sulla capacità di concentrazione. Un range dinamico di colori ci informa su come varia il rumore ambientale in qualsiasi momento del giorno.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>R = relaxing </strong>Vengono generati tutti i colori dello spettro RGB (circa 16 milioni) con una sequenza casuale e con una progressione morbida e rilassante. In qualsiasi momento è possibile bloccare il colore visualizzato per godere appieno della tonalità prodotta. Si possono anche ottenere sequenze ristrette a un determinato colore. Per esempio tutte le tonalità del verde, dal verde-azzurro, al verde-giallo, possono simulare i riflessi delle luce su di un prato in primavera.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>NOTE TECNICHE</strong></p>
<p>L’illuminazione a LED usa un chip da 3W. Questo chip è costituito da 3 LED singoli che producono i colori Red, Green e Blue. Con un pilotaggio di tipo PWM (Pulse Wave Modulation) è possibile variare la luminosità di ognuno dei 3 LED e ottenere così la gamma completa dello spettro RGB (circa 16 milioni di colori). Un microfono electret viene usato per sentire le frequenze sonore.</p>
<p>Per ottenere le funzioni previste occorre programmare un microcontrollore che accetta dati in ingresso e restituisce le tre modulazioni PWM per i LED. La scelta più adatta sembra la famiglia PIC Micro. Questi chip sono programmabili in assembler o in linguaggi più evoluti, dispongono di una serie di ingressi con convertitori A/D e una serie di uscite programmabili. Inoltre hanno una discreta memoria volatile e una memoria non volatile per memorizzare i dati utente (per esempio riaccendere la lampada con l’ultima funzione selezionata).</p>
<p>L’usabilità di questa lampada è garantita da un sistema semplice e intuitivo per attivare le varie funzioni:. un commutatore rotativo e un pulsante. Il commutatore è del tipo a sei posizioni, ogni posizione fornisce un feedback a scatto e una indicazione visiva in blu. Il pulsante esagonale serve per accendere la lampada (pressione di tre secondi), per spegnerla (pressione di tre secondi) e per selezionare le modalità previste nell’ambito di una funzione operativa. Per esempio, nella funzione LIGHT, il pulsante serve per ciclare tra tutti i colori e le intensità disponibili.</p>
<p>La forma esagonale richiama la forma di tutta la lampada. La retroilluminazione blu rende visibili le manopole anche al buio totale. Il LED RGB posto accanto al pulsante esagonale, fornisce un feedback immediato e accattivante del programma impostato sulla lampada.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<h4>POSSIBILI SVILUPPI</h4>
<p><strong>Audio rilassante &#8211; </strong>Si può dotare la lampada di un altoparlante hi-fi (di tipo biconico per ottimizzare la resa delle alte frequenze) per generare i suoni rilassanti della natura. Sentire un ruscello mentre si alternano i toni del verde, oppure la potenza delle onde oceaniche sulle sequenze del blu, aumenta l’eperienza sensoriale e coinvolge in maniera completa l’utente. L’altoparlante potrebbe anche essere usato per scandire le ore, con una sonorità soffusa tipo gong.</p>
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<p><strong>Interfaccia PC &#8211; </strong>Si può dotare la lampada di un cavo di interfaccia USB da connettere al computer. Con un software a corredo si possono usare i colori per segnalare gli eventi di sitema. Per esempio l’arrivo di una nuova mail può essere segnalato da un cambiamento di colore. Oppure si può connettere Messenger alla lampada e vedere lo stato d’animo degli amici di chat con i colori generati.</p>
<p><strong>Reminder &#8211; </strong>Si può usare un microfono incorporato per registrare un messaggio e l’altoparlante per ascoltarlo. Dopo la registrazione la lampada inizia a lampeggiare fino a quando il messaggio non viene ascoltato.</p>
<p><strong>Sensori esterni &#8211; </strong>Si può usare il bus del PIC Micro per connettere sensori esterni o per remotare i sensori presenti. Lo stesso bus potrebbe fornire add-on per le versioni della lampada che possiedono funzioni limitate. Tra i sensori possibili si potrebbero prevedere: rilevazione del gas radioattivo radon, contatore geiger, inquinamento elettromagnetico, ecc.</p>
<p><strong>Attivazione con Tag RFID &#8211; </strong>Questa lampada, come tutti gli elettrodomestici, può essere dotata di uno switch RFID, che attiva la luce solo se legge un tag a radiofrequenza. Questa funzione aggiunge un tocco di segretezza ed esclusività per un oggetto di per sé misterioso.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<h4>CONCLUSIONI</h4>
<p>In commercio si cominciano a vedere &#8220;mood lamp&#8221; cioè lampade per la meditazione, che usano i colori e la luce a LED. Esagolamp è un esempio di come potrebbero evolversi questi oggetti, con una tecnologia che già esiste, pronta per regalare momenti piacevoli a ciascuno di noi. Se la mia idea vi piace sarà un piacere aiutarvi a realizzarla.</p>
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