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Archivio per la categoria ‘NEWS’

Parole Ricercate

27 novembre 2011 Nessun commento

mostsearchParafrasando una nota frase del film “Per qualche dollaro in più“: le risposte non sono mai indiscrete, le domande a volte lo sono! Sapere cosa cerca la gente ci può aiutare a capire cosa pensiamo, cosa alimenta il nostro interesse e la nostra curiosità, quali sono per noi le cose importanti. E tutto questo con grande precisione e spontaneità, perché ogni giorno le domande cambiano come in un organismo biologico in continua trasformazione.

I principali protagonisti della comunicazione si sono attrezzati per analizzare le abitudini di ricerca degli utenti, ma forse non sapete che queste utili statistiche sono a disposizione di tutti!

 

Google Trends

Link: http://www.google.com/trends/hottrends

Iniziamo con il motore di ricerca più popolare. Con la consueta interfaccia grafica semplice e accessibile, Google mette a disposizione le ricerche più frequenti, con un aggiornamento costante e possibilità di ricerca storica. Questo sistema è disponibile solo per l’area USA, ma non vi preoccupate siamo solo all’inizio, adesso viene il bello!

 

Google Insights for Search

Link: http://www.google.com/insights/search/

Questo strumento è G_InsightSearchtalmente completo che occorrerebbe una recensione intera per descriverlo in dettaglio. Se fate clic sulla immagine potete osservare quante possibilità di indagine vengono offerte.

Per prima cosa abbiamo la possibilità di cercare in modo preciso le aree geografiche delle ricerche; possiamo cercare per Stato, Regione e città!

Poi abbiamo un controllo sul periodo di ricerca: possiamo cercare l’anno, il mese, gli ultimi sette giorni.

Si possono fare comparazioni e aggiungere criteri di ricerca in cascata, si possono fare ricerche specializzate per Aree di Interesse, oppure si possono analizzare le ricerche per immagini, prodotti, news…

I risultati delle ricerche vengono presentati su due colonne, in ordine di rilevanza (il numero complessivo di ricerche uguali). A sinistra ci sono i risultati sulla base della ricerca impostata, a destra ci sono le ricerche più frequenti in generale. Se faccio clic su una qualsiasi voce di ricerca, si scatena una potenza impressionante! Viene mostrato un grafico con le principali notizie relative alla parola di ricerca selezionata. Ovviamente il grafico è navigabile, per illustrare l’andamento delle ricerche nel tempo.

I risultati della ricerca si possono esportare in formato CSV oppure associare a una tabella Google Docs.

 

AOL Search Trends

Link: http://search.aol.com/aol/trends

Semplice ed essenziale, ma fa bene il suo lavoro! Aggiornamento orario a sinistra, giornaliero a destra. Facendo clic sulla parola di ricerca viene aperto il motore di ricerca AOL con tutte le caratteristiche peculiari della ricerca Google.

 

New York Times

Link: http://www.nytimes.com/most-popular-searched

Il popolare quotidiano statunitense offre un servizio per osservare le news più ricercate dai lettori. Da una fonte autorevole come il NY Times possiamo farci una idea degli argomenti più caldi per i lettori del Web.

 

Yahoo Trending Now

Link: http://www.yahoo.com/

Yahoo nella sua homepage ha una sezione dedicata alle ricerche più frequenti. In questo modo gli utenti possono avere costantemente aggiornate, le tendenze della community.

 

Yahoo Buzz Log

Link: http://buzzlog.yahoo.com/overall/

Una pagina di ricerche frequenti dedicata al popolare social network di Yahoo. Qui possiamo seguire l’andamento degli argomenti più “hot” con una classifica che mette in evidenza popolarità e tendenza di ogni parola chiave. Una vera hit parade delle ricerche, su scala mondiale.

 

Ebay Pulse

Link: http://pulse.ebay.com/

Anche Ebay ha le sue ricerche di tendenza. Con questo strumento possiamo monitorare le ricerche per Categoria Merceologica oppure guardare i “Negozi Virtuali” più grandi.

 

Bing Trends

Link: www.bing.com/trends

Per finire, il motore di ricerca Microsoft, con la sua pagina delle ricerche più frequenti. Bing_TrendsL’interfaccia grafica è molto accattivante, basata sulle immagini e su una timeline che scorre il tempo. Se si fa clic sull’immagine si apre il motore di ricerca standard Bing.

Anche in questo caso le ricerche sono presenti solo per l’area geografica USA.

 

Conclusioni

Le “ricerche di tendenza” ci danno una percezione immediata degli interessi prevalenti nel Web. Sapere osservare queste ricerche può rappresentare un potente strumento di indagine per migliorare la qualità delle risposte e per rendere più interessante il “premio” della caccia al tesoro quotidiana.

Aspetto i vostri commenti e contributi. Buona ricerca!

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Consorzio Ecolamp

3 dicembre 2010 Nessun commento

L_ecolampRiceviamo questo appello da parte del Consorzio che si occupa di raccogliere e smaltire le lampade a basso consumo che hanno sostituito le vecchie lampadine a incandescenza. Ecco il testo del comunicato stampa.

E’ on air sulle principali emittenti radiofoniche pubbliche e private la campagna informativa del Consorzio Ecolamp volta a promuovere la raccolta differenziata delle lampade fluorescenti compatte e i tubi lineari e non (i cosiddetti tubi al “al neon”), quando si esauriscono.

Non gettate queste sorgenti luminose esauste nei contenitori o campane del vetro!!!

Hanno piccole quantità di mercurio e polveri fluorescenti e possono diventare un pericolo per la salute pubblica come per l’ambiente.

Basta un piccolo sforzo: riportarle dal negoziante quando ricompriamo quelle nuove o consegnarle all’isola ecologica più vicina.ecolamp

Quindi se ne occupa Ecolamp, che – senza fini di lucro – le raccoglie su tutto il territorio nazionale e le avvia presso appositi impianti di trattamento dove vengono separati tutti i materiali riciclabili, vetro, alluminio, plastiche ed anche il mercurio.

Sul blog http://easyecolamp.it/easyecolamp/ potete ascoltare i due spot: “l’esaurita” e “la partita di pallone”.

Cliccando su entrambi, potrete ascoltarli anche sul nostro nuovo tumblr!

Qual è il vostro spot preferito?

Vi invitiamo a lasciare sul blog i vostri commenti, esprimere il vostro gradimento o darci i vostri suggerimenti per migliorare il nostro impegno a sensibilizzare l’opinione pubblica.

Giornalisti, blogger, opinionisti, ragazzi, genitori, paladini dell’ambiente… siete tutti invitati a esprimere opinioni, e se ci sono, anche critiche, magari costruttive.

Insomma, diteci la vostra.
Ne terremo conto e ci aiuterete nella nostra mission: raccogliere e avviare al corretto trattamento sempre maggiori quantità di sorgenti luminose a fine vita*.

Il Consorzio Ecolamp
http://www.ecolamp.it

*N.B.: non rientrano in questa categoria le vecchie lampadine incandescenti e “alogene”, che devono essere gettate nel cassonetto dei rifiuti indifferenziati. E per i led.. stiamo lavorando affinché la Normativa ne preveda la raccolta differenziata.

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Emoticons e Smileys

2 dicembre 2009 5 commenti

 

smile

Il termine Emoticon, deriva dalla fusione delle parole Emotion e Icon, creare una immagine visiva delle proprie emozioni.

Questo originale sistema espressivo è nato per aggiungere maggiore umanità, al messaggio scritto, in un modo sintetico e originale. Accanto al termine Emoticon, si affianca la parola Smiley, che riguarda le faccine gialle tonde, con dentro una espressione. Col passare del tempo gli Emoticon e gli Smileys sono diventati quasi sinonimi e in generale indicano gli oggetti e le espressioni che ci aiutano a esprimere uno stato d’animo o un pensiero, da agganciare alle nostre parole.

La maggior parte degli emoticon si ottiene con i simboli di punteggiatura e le parentesi, ma qualsiasi carattere va bene.

Per esempio una espressione di sorpresa si ottiene con :-O mentre uno sbadiglio si disegna con |-()

Oltre agli emoticon classici, ruotati di 90 gradi, esistono emoticon orizzontali, usati in particolare nel mondo orientale. Per esempio (^_^)/ è un bellissimo messaggio per festeggiare, oppure @_@ che significa cuoriosità.

Le possibilità espressive offerte da questi semplici simboli sono davvero tante, non a caso si parla di una forma di arte in continua evoluzione.

In particolare durante le sessioni di Chat è molto utile usare gli emoticon, per rappresentare i propri sentimenti ma anche per evitare malintesi. Se per esempio si usa un tono sarcastico o umoristico, l’interlocutore (magari di una nazionalità e cultura diversa dalla nostra) potrebbe offendersi. Se al nostro testo aggiungiamo un ;-) facciamo capire che stiamo scherzando e diamo una chiara indicazione delle nostre intenzioni.

Vediamo assieme alcuni degli emoticon più diffusi, con il loro significato comune. Ho volutamente scelto il grafico più completo, ma ci sono anche forme “contratte” di emoticon, che permettono di risparmiare spazio. Per esempio il classico smile :-) si può scrivere anche :)

Emoticons di uso comune
:-) sorriso ;-) occhiolino B-) figo
|-O sbadiglio :-( triste X-( arrabbiato
:-P lingua fuori :-| indifferente O:-) angelo
:-S confuso =P frustrato :-D grande risata
<3 cuore </3 cuore spezzato :’-( piangere
:- indeciso =/ matto :-7 sarcastico
:-* bacio :-O stupore :-} imbarazzo
X-p giocando :-@ urlante :-& bocca cucita
:-Q fumando :-’| infreddolito :-)8 ben vestito
(:| stanco 8-| genio :-Q___ sbavare
|_P caffè O_o confuso *_* sbalordito
$_$ avaro ^_^ felicissimo x_x nervoso
>_< seccato Z.Z annoiato (-_-) bacio segreto
@>—>— rosa 12x @>—>— dozzina di rose ˜,˜ pisolino

 

SKYPE E GLI EMOTICONSskype_icons

I programmi di Chat riescono a convertire il testo degli emoticons in faccine animate o simboli vari, ma accettano anche brevi frasi tra parentesi, per allargare la quantità di oggetti a disposizione degli utenti. In particolare desidero soffermarmi sugli emoticons di Skype, uno dei programmi di messaggistica più diffusi e affidabili.

Una funzione interessante di Skype riguarda le bandiere. Se scriviamo (flag:it) nella finestra della chat, vedremo il simbolo della bandiera italiana. Sono disponibili moltissime bandiere che si ottengono con il nome a due lettere dello stato. Per esempio (flag:us) ci mostra la bandiera degli Stati Uniti.

Emoticons comuni di Skype
:) sorriso ;) occhiolino 8-) figo
:( triste :| indifferente X( arrabbiato
:-P lingua fuori :-S confuso (yawn) sbadiglio
(angel) angelo (h) cuore (u) cuore spezzato
:$ arrossire (y) pollice su (n) pollice giù
:-D grande sorriso :* bacio |-) pisolino
(hi) ciao (inlove) innamorato 8| genio
(devil) diavolo (call) chiama (wait) aspetta
(giggle) sghignazzare :X bocca cucita ]:) ghigno diabolico
(:| sudato :? pensieroso (e) posta
(d) drink (o) orologio (f) fiore
(rain) pioggia (sun) sole (pi) pizza
(ph) telefono ($) soldi (^) dolce
o/ ballo (*) stella (ci) fumare

Skype offre un editor visuale per selezionare gli emoticon, ma la tastiera rimane sempre il metodo più veloce per aggiungere le sfumature e le espressioni al testo digitato.

 

CONCLUSIONI

L’arte degli Emoticon è in continua evoluzione, molti programmi di chat permettono agli utenti di creare emoticon personalizzati, con icone animate di varie dimensioni.

A me piacciono gli emoticon condivisi dalla Community Globale, semplici ed efficaci. Il loro fascino resta immutato e possiede il sapore dei simboli primordiali, nascosti tra i caratteri delle nostre tastiere.

Vi invito a dare il vostro contributo con i nuovi emoticon e il loro significato, per arricchire il dizionario delle emozioni che viaggiano accanto alla nostra scrittura.

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Il connettore HDMI

13 novembre 2009 1 commento

hdmi_idxCiò che la SCART ha rappresentato per il mondo della televisione analogica, viene realizzato oggi dalla connessione digitale HDMI.

High Definition Multimedia Interface, un solo cavo per trasportare segnali video ad alta definizione assieme a numerosi canali audio di elevata qualità. Un cavo con il quale tutti avremo a che fare per connettere tra loro le sorgenti digitali multimediali.

Vediamo da vicino come funziona lo standard e le connessioni HDMI.

Inventata da un gruppo di aziende nel settore Consumer Electronics (sotto il marchio HDMI.org) , l’interfaccia HDMI permette di sfruttare al meglio le caratteristiche dei monitor ad alta definizione e delle sorgenti digitali, in modo semplice e sicuro. La semplicità di connessione è garantita da un sistema di comunicazione tra i dispositivi, attraverso lo stesso cavo HDMI. I monitor e le sorgenti audiovisive, dialogano tra loro e si scambiano informazioni sul formato da visualizzare, il tipo di video e di audio, il numero e il tipo di apparati connessi, ecc. Inoltre, l’interfaccia HDMI è compatibile con lo standard DVI, usato nel settore informatico, che trasporta solo segnali video senza audio.

In pratica è possibile un controllo multiplo di numerose sorgenti di segnale a partire da un solo dispositivo, con la migliore qualità disponibile, senza configurazione manuale. Anche lo stato acceso/spento di un dispositivo può essere controllato via interfaccia HDMI. Il concetto di Plug & Play applicato alla multimedialità di alto livello.

Tra le caratteristiche dell’interfaccia, la protezione anti copia dei segnali ad alta definizione. Il sistema HDCP (High-bandwidth Digital Content Protection) viene utilizzato per criptare le informazioni tra sorgente e monitor, in modo da impedire la registrazione da parte degli utenti. Se un dispositivo che usa HDCP viene connesso a un monitor che non rispetta lo standard, il segnale viene automaticamente degradato al livello di un comune DVD.

I cavi HDMI sono abbastanza compatti e usano un connettore semplice da maneggiare. Esistono 4 tipi di connettore di tipo maschio e femmina, progettati per esigenze specifiche.

hdmi_micro

  • Il più usato è il TIPO A che possiede 19 contatti ed è presente su quasi tutti i moderni TV digitali (dimensioni: circa 14 x 4,5 mm)
  • Il TIPO B è la versione estesa con 29 contatti, non molto diffuso, usato per i segnali ad altissima definizione (dimensioni: circa 21 x 4,5 mm)
  • Il TIPO C ha gli stessi 19 contatti del connettore standard di tipo A, ma è più piccolo, usato per i dispositivi portatili e compatti (dimensioni: circa 10,5 x 2,5 mm)
  • Il TIPO D è una novità recente, viene chiamato Micro HDMI e ha dimensioni simili al connettore Micro-USB, adatto per telefoni smartphone, microcomputer, ecc. (dimensioni: circa 6,5 x 3 mm)

hdmi_cable_2

hdmi_socket

Per trasportare segnali dell’ordine dei Gigabit al secondo occorre tenere sotto controllo le interferenze elettromagnetiche. Il segreto per contenere le dimensioni e il costo dei cavi è racchiuso nel sistema di trasmissione dei segnali, che permette di usare comuni cavetti intrecciati (del tipo usato nelle LAN con l’interfaccia Ethernet) con una schermatura leggera. Per limitare il crosstalk (cioè il passaggio di una parte di segnale tra un cavo e un altro) tra i segnali che transitano nel cavo, viene usato il sistema TMDS (Transition Minimized Differential Signaling) un metodo per ridurre al minimo le transizioni tra 0 e 1 presenti nei flussi digitali (flussi binari, formati da sequenze di zero e uno).

Ma quanto può essere lungo un cavo HDMI? In generale una lunghezza di 5 m rappresenta il limite per evitare malfunzionamenti. Esistono cavi di qualità migliore che permettono di arrivare fino a 10-15 metri, ma il loro costo sale notevolmente.

In alternativa, per coprire distanze maggiori, si possono usare i ripetitori di segnale HDMI, che amplificano e ripuliscono i segnali. Occorre fare attenzione ad acquistare un ripetitore di segnale HDCP-compliant, cioè compatibile con il meccanismo di protezione anticopia, per evitare la brutta sorpresa di ottenere un segnale degradato.

av_hdmi_receiverCome per le interfacce USB, sono disponibili anche gli HUB HDMI, dispositivi che moltiplicano il numero di porte HDMI disponibili, a partire da una connessione principale. Gli HUB sono dotati di telecomando, in modo da selezionare le varie sorgenti di segnale.

Molti sistemi di amplificazione audio-video, hanno già una serie di ingressi HDMI, per connettere diversi flussi digitali.

Le connessioni dei dispositivi HDMI prevedono l’uso di tre canali indipendenti (TMDS CHANNEL 0, 1 e 2) per ogni componente di colore RGB. Assieme ai segnali video viaggiano anche i canali audio, fino a 8, secondo le attuali specifiche. Tutti i segnali sono digitali non compressi, per una esperienza multimediale senza compromessi. Il protocollo HDMI supporta tutti i principali standard televisivi e può adattarsi a numerose configurazioni di segnale. Tra le varie opzioni è importante il SACD per l’audio di altissima qualità. Anche i computer dotati di interfaccia HDMI possono connettersi tranquillamente ai monitor digitali HDMI, in questo caso la risoluzione video viene impostata automaticamente.hdmi_pinout

Oltre ai segnali audio-video, sono presenti due connessioni per il dialogo tra i dispositivi. Il CEC (Consumer Electronics Control) permette di inviare comandi a tutti i dispositivi interconnessi, a partire da un unico dispositivo di controllo. Il DDC (Display Data Channel) è un BUS che serve a comunicare le caratteristiche tecniche dei monitor, ai vari dispositivi HDMI, in modo da scegliere la risoluzione video e la qualità migliore.

Il contatto HOT PLUG, serve a rilevare l’inserimento o la disconnessione di un dispositivo, in modo da avere sotto controllo tutte le unità digitali attive.

Dalla figura, relativa a un connettore di Tipo A,  si possono osservare anche le schermature GND (Ground), per i vari gruppi di contatti.

Uno dei pregi della tecnologia HDMI è la continua evoluzione delle sue caratteristiche tecniche. A partire dal 2002, quando è stata rilasciata la versione 1.0 delle specifiche tecniche, sono state introdotte nuove funzionalità e la risoluzione video è aumentata di continuo. La versione 1.4, prevede una risoluzione video di ben 4096 x 2160 pixel, con una velocità dei dati fino a oltre 10 Gbit/s.

Ci sarebbe molto da scrivere, per apprezzare a fondo le possibilità di interconnessione e di controllo offerte dalla interfaccia HDMI, dai sistemi domestici ai moderni teatri digitali. Attendo i vostri commenti e suggerimenti.

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Storia ed evoluzione del Reggiseno

22 ottobre 2009 Nessun commento

wonderbra_pubA cosa serve il reggiseno? Probabilmente la risposta più ovvia sarebbe: a sorreggere il seno, per compensare la forza di gravità e ridurre il disagio dovuto al movimento. In effetti le atlete e in genere le donne con un seno abbondante, ricorrono a questo accessorio di sostegno, fin dall’antichità.

In Grecia era usato l’apodesmo, un bendaggio di stoffa che conteneva i seni durante le prove sportive. Nel periodo dell’antica Roma si usava il mamillare, una fascia di cuoio che comprimeva i seni oppure lo strophium, più seducente e realizzato con fasce di stoffa. Per i seni più abbondanti veniva usato il cestus, un corpetto di cuoio chmamillaree conteneva le grazie delle matrone romane.

Accanto alla utilità pratica, la compressione dei seni, il nascondere la nudità, era uno strumento irresistibile di seduzione. Un veicolo di attrazione degli uomini, che non resistevano al gioco di forme celato sotto gli indumenti. ll poeta Marziale definiva questi primordiali accessori una “trappola cui nessun uomo puo’ sfuggire, esca che riaccende di continuo l’amorosa fiamma“.

In epoca medievale si diffuse il pelicon,  un corpetto spesso impreziosito da una pelliccia che stupiva e al tempo stesso indignava i benpensanti dell’epoca. Lo stesso Dante esprimeva il suo disppunto per le donne fiorentine “…che van mostrando con le poppe il petto”.

La storia del reggiseno passa per un lungo periodo in cui corpetti rigidi e busti con stecche, costringevano seni e fianchi in una gabbia insopportabile. A seconda del gusto e della morale, negli anni il corpo femminile veniva inguainato e modellato forzatamente, per rispondere a geometrie che mettessero in risalto parti specifiche del corpo.brapatent

Il declino del busto e il progressivo abbandono di questo insopportabile accessorio, ebbe origine sul finire del 1800, quando la  Francese Herminie Cadolle propose il suo “corsetto-seno”. Si trattava di un sistema che sospendeva i seni con due bretelle e consentiva finalmente di eliminare la compressione dei corpetti. Il primo prototipo di reggiseno moderno era stato inventato.

In realtà il numero di brevetti e di soluzioni porposte per sorreggere e modellare il seno è enorme, risulta veramente difficile dare un nome al primo inventore. Di sicuro la newyorkese Mary Phelps Jacob ha creato il nome “brassiere” (derivato dal termine francese che indica un sostegno per il braccio) per descrivere indumenti che sorreggono in modo confortevole il seno e ne esaltano l’estetica. Era il 1913.

Con le fibre sintetiche, economiche e dotate di elasticità e lucentezza particolari, il reggiseno – un tempo costoso e difficile da confezionare – si diffuse in tutte le fasce sociali, offrendo finalmente le caratteristiche di un indumento glamour.

La nascita del sistema push-up ha rappresentato un altro passo avanti nell’universo della seduzione femminile. Un nome tra tutti Wonderbra (il reggiseno delle meraviglie) entrato nell’immaginario collettivo con la sua pubblicità più famosa: quella di Eva Herzigova, la modella che faceva sbandare gli automobilisti mentre la guardavano sui cartelloni.

Oggi il reggiseno ha raggiunto un notevole grado di raffinatezza, anche nei dettagli costruttivi. Le cuciture sono sempre meno visibili, a tutto vantaggio del comfort e della vestibilità. Uno dei più recenti brevetti in materia è il sistema Ipex, di Victoria Secret’s, leggerissimo e senza cuciture.

evaherzigova2Ma cosa attrae l’attenzione di uomini e donne verso le rotondità del seno? Come mai una pubblicità in cui è presente una scollatura prorompente cattura l’attenzione in modo così naturale?

Secondo numerosi studi di “psicologia della comunicazione” il seno femminile è legato al vincolo materno, infatti tutti i neonati cercano istintivamente il seno (anche se sono in braccio a un uomo) e la suzione (l’atto del succhiare il latte) come un riflesso incondizionato e connaturato nella specie.

Questo richiamo rimane anche in età adulta e a ben vedere, non riguarda solo gli uomini, ma anche in varia misura le donne. Per motivi analoghi un seno di apparenza soda e generosa attrae maggiormente.

Il successo di numerose attrici e personaggi dello spettacolo è legato ai loro reggiseni. Dal futuribile reggiseno conico di Madonna, disegnato da Jean Paul Gaultier, all’inaspettato push-up di Julia Roberts nel film Erin Brockovich, le icone del successo internazionale hanno avuto come alleati i loro reggiseni.

liscaLa tecnologia entra anche nel mondo del reggiseno, con soluzioni davvero sorprendenti. Lo Smart Memory Bra è realizzato con una schiuma a effetto memoria, brevettata dalla NASA, che reagisce alla temperatura corporea. Quando è indossato si modella al seno come una seconda pelle e cambia dimensione in base alla conformazione del corpo di chi lo indossa.

La storia del reggiseno passa anche per la sua distruzione, sotto forma  di roghi, quando nel 1968 le femministe lo bruciavano in segno di protesta contro la società maschilista. Eppure, durante il Crollo di Wall Street, la vendita di brassiere ha rappresentato un antidoto contro la depressione, con vendite crescute a dismisura.

Un indumento che suscita opinioni contrastanti, che omologa le donne verso un modello di bellezza non autentico o che esalta la femminilità fino a rendere gli uomini asserviti al suo potere. Nonostante tutto, la sua innegabile carica di sensualità conquista sempre maggiori consensi e stimola la creatività di stilisti e artisiti di tutto il mondo.

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Le dita e gli anelli nuziali

19 ottobre 2009 11 commenti

r_hand

A volte cerco risposte sulle nostre abitudini, sono curioso di scoprire le origini dei numerosi simboli umani.

Mi sono chiesto perchè il quarto dito della mano si chiama “anulare”. La risposta è semplice: perchè sul quel dito si porta l’anello. Infatti “anulare” deriva dal latino anus (il cui diminutivo è anulus), anello.

Come mai su cinque dita, solo il dito più vicino al mignolo è così importante da meritare un anello? Le ragioni sono numerose e interessanti.fingers

Gli antichi Egizi, avevano scoperto che dal dito anulare della mano sinistra , parte un nervo che percorre tutto il braccio fino a raggiungere il cuore. Il cuore da sempre è considerato l’organo dei sentimenti, dell’anima. Per questo motivo il dito anulare e in particolare quello della mano sinistra, aveva grande importanza nella vita sentimentale e spirituale.

Gli antichi Romani credevano nella “vena amoris” una vena che partiva dal dito anulare sinistro e arrivava dritta al cuore.

Un anello portato su questo dito, indicava un controllo dei sentimenti, un impegno e una protezione del cuore.

Nella liturgia cattolica antica, il dito anulare veniva toccato per ultimo dopo aver toccato pollice, indice e medio, durante il rito del matrimonio. A ogni dito corrispondeva una frase del rito: “in nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo…”

Queste tradizioni spiegano il motivo per cui l’anello nuziale si porta in genere, al dito anulare della mano sinistra.

Il dito più adatto per sentire il legame di amore e di condivisione tra due cuori.

w_hands

Non tutte le culture riconoscono questa posizione dell’anello matrimoniale, anche in relazione al periodo storico.

In alcuni paesi del nord Europa e dell’America Latina, l’anello di nozze si porta alla mano destra. In altri la posizione dell’anello cambia durante la cerimonia nuziale: passa dal dito indice al dito anulare. Anche il pollice può essere scelto per testimoniare il legame matrimoniale.

Nella tradizione Indiana, qualsiasi dito viene adornato durante la cerimonia di nozze.

Resta il simbolo comune dell’anello, un cerchio di metallo che avvolge il dito con la sua forma perfetta.

 

w_rings

La forma circolare rappresenta la perfezione, l’unione senza soluzione di continuità tra due persone che decidono di vivere insieme. Il materiale e la lavorazione degli anelli nuziali, sono parte della tradizione di un popolo.

Nel mondo cattolico, la fede nuziale tradizionale è in oro, simbolo di eternità del legame matrimoniale.

Alcune delle lavorazioni usate per realizzare gli anelli di nozze sono: la francesina, sottile e leggermente bombata; la mantovana, più alta e piatta; la fede ad anelli incrociati; la fede etrusca, piatta e decorata con scritte bene auguranti, la fede sarda, lavorata a pizzo.

 

l_handsUn semplice dito, il dito più debole della mano (perchè il suo muscolo è collegato anche al mignolo e al medio) , il primo dito a formarsi nel grembo materno, ci svela usi e simboli della storia umana.

Il cammino di una vita insieme, rimane una delle storie più belle e affascinanti che possiamo scrivere.

Gli anelli, la fede, il cuore, sono forme di un sentimento universale che ci accompagna, tenendoci per mano…

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Avvio sotto controllo con Autoruns

28 settembre 2009 2 commenti

autorunsI moderni Sistemi Operativi, come Windows, eseguono numerosi programmi tutte le volte che vengono avviati. Questi programmi, comunemente chiamati Processi, svolgono funzioni utili al funzionamento del Sistema, ma servono anche per attivare automaticamente altri programmi, aggiunti dall’utente.

 

Per esempio se installiamo un Antivirus, questo utile programma dovrà essere avviato tutte le volte che si accende Windows, possibilmente per primo. Ma assieme al programma antivirus, verrà avviato anche il processo di aggiornamento automatico contro i virus.

Ogni programma può decidere di avviare uno o più processi, per controllare funzionalità particolari o per eseguire aggiornamenti automatici.

Con il passare del tempo, il proliferare dei processi attivi, rallenta il Sistema e consuma risorse di memoria.task_man

Per avere una idea dei processi in esecuzione, basta avviare il Task Manager di Windows e guardare il Tab Processi. Non tutti i processi di avvio, sono visibili con il Task Manager e non tutti i processi si possono arrestare manualmente.

msconfigPer avere un controllo più sofisticato dei Programmi in fase di avvio, Windows XP (ma anche Windows Vista e persino Windows 98) ha una utilità chiamata msconfig, che gestisce in modo visuale numerosi aspetti della fase di avvio del Sistema. Ma anche questa utilità non copre in modo completo e immediato, tutti i programmini che vengono lanciati (cioè eseguiti) da Windows.

Per avere un controllo davvero totale sulla fase di Startup (avvio) è nato Autoruns, un programma freeware ideato da Mark Russinovich e Bryce Cogswell e disponibile su Sysinternals a questo indirizzo.

Autoruns non si installa, si esegue direttamente facendo doppio clic sull’eseguibile autoruns.exe, dopo avere scompattato il pacchetto zip.autoruns_1

La finestra del programma fornisce a colpo d’occhio tutte le informazioni sull’avvio di Windows, con una struttura a Tab, suddivisi per aree di Sistema.

Se per esempio si seleziona il Tab Logon, si vedono tutti i programmi che vengono avviati automaticamente, quando si accede a Windows (fase di inserimento password). Guardare questo elenco è molto istruttivo, perchè si possono scegliere i programmi non indispensabili che appesantiscono l’avvio.

Per disabilitare l’esecuzione di un programma, si fa clic sulla casella e si elimina il segno di spunta. Al prossimo riavvio, il programma non verrà eseguito.

Una funzione molto utile di Autoruns è la funzione Jump to, accessibile dal menu autoruns_2Entry oppure dal pulsante con la freccia verde. Dopo avere selezionato un processo, la funzione Jump apre l’Editor di Registro per vedere con precisione la chiave del Registro di Configurazione (chiamato anche Registro di Sistema) che riguarda il processo in esame.

In pratica le operazioni sui programmi di avvio, si traducono in modifiche al Registro di Sistema, ma grazie all’ottima Interfaccia Grafica, sono semplicissime.

Si possono salvare i risultati della scansione fatta da Autoruns, in un file speciale con estensione .arn, in modo da avere una fotografia del Sistema, prima degli interventi.

Autoruns permette di operare per tutti gli Utenti registrati su Windows, compreso l’utente privilegiato NT Authority System. Per selezionare gli utenti si usa il menu User.

Se vogliamo mettere in evidenza i processi nuovi, installati da terze parti, possiamo usare la funzione Hide Microsoft and Windows Entries. Questa funzione elimina dall’elenco tutti i processi standard di Windows e tutti i processi avviati da programmi Microsoft. In questo modo è semplicissimo individuare programmi sospetti o disattivare programmi non necessari.

Inclusa nel pacchetto, esiste una versione di Autoruns per la Console  a Riga di Comando, non visuale. Questo programma si chiama Autorunsc.exe e può essere eseguito direttamente in una finestra Console. La sintassi è del tipo:

autorunsc [-a] | [-c] [-b] [-d] [-e] [-g] [-h] [-i] [-l] [-m] [-n] [-p] [-r] [-s] [-v] [-w] [-x] [user]

 

Autoruns deve essere usato con accortezza, perchè può compromettere l’avvio regolare di Windows. Se non siete sicuri è meglio evitare di bloccare processi a caso. Una buona norma è quella di eliminare dalla visualizzazione i processi di Sistema e i programmi Microsoft, prima di operare modifiche.

Per finire, vi segnalo che Autoruns può integrarsi con Process Explorer, un’altra ottima utilità di Sysinternals, per visualizzare i dettagli di funzionamento dei processi in esecuzione.

Per ulteriori informazioni sulle funzioni specifiche di Autoruns e di Autorunsc, vi rimando alla pagina su Microsoft Technet.

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Classi di Efficienza Energetica

21 settembre 2009 13 commenti

home_rispTutti noi siamo abituati alle etichette che indicano la “classe di efficienza” o “classe di risparmio energetico” degli elettrodomestici. A parità di prestazioni, un elettrodomestico in classe “A” consuma molto meno di uno in classe “D”.

Ma assieme alla freccia colorata che indica la classe energetica, sono presenti numerose altre informazioni che aiutano i consumatori nella scelta dei prodotti. Queste informazioni sono specializzate a seconda del tipo di elettrodomestico: ci sono etichette per i frigoriferi, per le lavatrici, per i forni elettrici, ecc.

Vediamo da vicino le etichette e la loro interpretazione, con l’aiuto di un opuscolo informativo prodotto da ENEA disponibile a questo link.

 

FRIGORIFERI E CONGELATORIre_frigoriferi

Un elettrodomestico presente in tutte le case, con una etichetta specializzata e suddivisa in settori. L’immagine indica la nuova etichetta con le classi di efficienza A+ e A++ nate per rappresentare i consumi ancora più ridotti.

Il Settore 1 indica  il nome o il marchio del costruttore e il nome del modello.

Il Settore 2 indica la classe di efficienza energetica, contrassegnata da una lettera. In questa zona può essere presente il logo ECOLABEL, l’ecoetichetta assegnata dalla Unione Europea che indica un prodotto “più compatibile con l’ambiente.

Il Settore 3 indica  il consumo di energia annuo, espresso in kWh/anno. Questo è un valore di laboratorio, misurato con le porte sempre chiuse. Il consumo reale può essere decisamente superiore. In ogni caso fornisce una stima dei consumi per l’elettrodomestico.

Il Settore 4 riporta il volume utile complessivo in litri, per gli alimenti che si possono conservare. In questa zona è indicato anche il grado di congelamento, espresso in “stelle” per gli alimenti congelati. Nella tabella è riportato il significato delle stelle per i congelatori.

Stelle

Temperatura

Conservazione
alimenti surgelati

Congelazione
alimenti freschi

Durata massima degli alimenti

1stella

-6°C

No

1 settimana

2stella

-12°C

No

1 mese

3stella

-18°C

No

3 mesi

4stella

-18°C

1 anno

Il Settore 5 indica la rumorosità dell’apparecchio, durante il suo funzionamento, ma in genere ha un valore trascurabile per questo tipo di elettrodomestici.

Nella tabella sono riportati i consumi per le varie classi energetiche, di un frigo congelatore da 300 litri, di cui 200 per cibi freschi e 100 per cibi congelati

Classe

Consumo (kWh/anno)

A++ inferiore a 188
A+ 188 – 263
A 263 – 344
B 344 – 468
C 469 – 563
D 563 – 625
E 625 – 688
F 688 – 781
G superiore a 781

 

 

LAVATRICIre_lavatrici

La lavatrice possiede una etichetta più complessa rispetto ai frigoriferi, con sette Settori complessivi.

Il Settore 1 indica  il nome o il marchio del costruttore e il nome del modello.

Il Settore 2 indica la classe di efficienza energetica, contrassegnata da una lettera. In questa zona può essere presente il logo ECOLABEL.

Il Settore 3 indica il consumo di energia per ciclo di lavaggio, espresso in kWh/ciclo. Questo è un valore di laboratorio, misurato con un ciclo standard a 60 gradi celsius. Il consumo reale dipende dalle modalità di lavaggio. In ogni caso fornisce una stima dei consumi per l’elettrodomestico.

Il Settore 4 indica la classe di efficacia del lavaggio con lettere che vanno da A (efficienza massima = più pulito) a G (efficienza minima = meno pulito). Anche questo parametro è misurato in laboratorio. In ogni caso fornisce una stima del bianco di un bucato standard.

Il Settore 5 indica la classe di efficacia della centrifugazione con lettere che vanno da A (efficienza massima = meno acqua residua nel bucato) a G (efficienza minima = più acqua residua nel bucato). Le misure sono effettuate in laboratorio, ma offrono una stima dell’asciutto a fine lavaggio.

Il Settore 6 indica la capacità di carico della lavatrice e il consumo d’acqua per un ciclo di lavaggio standard.

Il Settore 7 indica la rumorosità dell’apparecchio durante le fasi di lavaggio e centrifugazione del ciclo di lavaggio standard. Questo valore è importante per installazioni domestiche, perchè una lavatrice silenziosa può essere accesa di notte e genera meno disturbi in ambito condominiale.

Nella tabella sono riportati i consumi per le varie classi energetiche, di una lavatrice che lava 5 volte a settimana un bucato di 5 kg a 60 gradi

Classe

Consumo (kWh/anno)

A inferiore a 247
B 247 – 299
C 299 – 351
D 351 – 403
E 403 – 455
F 455 – 507
G superiore a 507

 

 

ASCIUGA BIANCHERIA E LAVASCIUGA

Questi elettrodomestici, sono diffusi soprattutto nelle zone con clima prevalentemente umido e piovoso. In particolare le lavatrici con ascugabiancheria (Lavasciuga) sono preferite per la loro versatilità.

Le etichette sono simili a quelle delle lavatrici, ma con informazioni specifiche.re_lavasciuga

re_aciugatriciLe Asciuga Biancheria non hanno i Settori 4 e 5 relativi all’efficienza di lavaggio e di centrifugazione. Un nuovo settore presente sull’etichetta, indica il tipo di tecnologia: evacuazione o condensazione.

Le Lavatrici Lavasciuga non hanno il Settore 5 relativo all’efficienza di centrifugazione. Nel Settore 3 sono riportati due consumi: consumo di energia per un ciclo completo (lavaggio, centrifugazione e asciugatura) e consumo di energia per solo lavaggio e centrifugazione.

 

 

LAVASTOVIGLIEre_lavastoviglie

Anche la Lavastoviglie possiede una etichetta con sette Settori specializzati, come per la Lavatrice.

Il Settore 1 indica  il nome o il marchio del costruttore e il nome del modello.

Il Settore 2 indica la classe di efficienza energetica, contrassegnata da una lettera. In questa zona può essere presente il logo ECOLABEL.

Il Settore 3 indica il consumo di energia per ciclo di lavaggio, espresso in kWh/ciclo. Questo è un valore di laboratorio, misurato con un ciclo standard con acqua fredda. Il consumo reale dipende dalle modalità di lavaggio. In ogni caso fornisce una stima dei consumi per l’elettrodomestico.

Il Settore 4 indica la classe di efficacia del lavaggio con lettere che vanno da A (efficienza massima = più pulito) a G (efficienza minima = meno pulito). Anche questo parametro è misurato in laboratorio. In ogni caso fornisce una stima di accuratezza del lavaggio.

Il Settore 5 indica la classe di efficacia di asciugatura con lettere che vanno da A (efficienza massima = meno acqua residua) a G (efficienza minima = più acqua residua). Le misure sono effettuate in laboratorio, ma offrono una stima dell’asciutto a fine lavaggio.

Il Settore 6 indica il numero di coperti che possono essere lavati e il consumo d’acqua per un ciclo di lavaggio standard.

Il Settore 7 indica la rumorosità media dell’apparecchio durante tutte le fasi di funzionamento, per il ciclo di lavaggio standard. Questo valore è importante per installazioni domestiche, perchè una lavastoviglie silenziosa può essere accesa di notte e genera meno disturbi in ambito condominiale.

Nella tabella sono riportati i consumi per le varie classi energetiche, di una lavastoviglie che lava 12 coperti 4 volte alla settimana (220 lavaggi all’anno)

Classe

Consumo (kWh/anno)

A inferiore a 232
B 232 – 276
C 276 – 319
D 319 – 363
E 363 – 407
F 407 – 450
G superiore a 450

 

 

LAMPADE PER ILLUMINAZIONEre_lampade

Le Lampade per illluminazione domestica, hanno una specifica etichetta che indica anche le caratteristiche di luce prodotta.

Il Settore 1 indica la classe di efficienza energetica, contrassegnata da una lettera.

Il Settore 2 contiene tre importanti informazioni sulla lampada:

  • flusso luminoso in Lumen
  • potenza nominale in Watt
  • durata media della lampada in ore

Con la diffusione delle lampade a risparmio energetico, le classi di efficienza si avvicinano verso la A. In particolare tecnologie come la Luce a LED sembrano molto promettenti per illuminare con bassi consumi e qualità elevata.

 

 

FORNI ELETTRICIre_forni

I Forni elettrici sono molto diffusi in ambito domestico per la versatilità di installazione. Sono disponibili con diverse capacità in volume e possiedono una etichetta con 6 Settori.

Il Settore 1 indica il nome o il marchio del costruttore e il nome del modello.

Il Settore 2 indica le classi di efficienza energetica del forno, contrassegnata da una lettera. A parità di prestazioni, cioè raggiungimento veloce e costante della temperatura richiesta per la cottura dei cibi, i forni che consumano meno sono più efficienti dal punto di vista energetico.

Il Settore 3 indica il consumo di energia espresso in kWh relativo alle funzioni di riscaldamento, convezione naturale (forno normale) convezione forzata (forno ventilato). Questi valori sono misurati in laboratorio secondo una procedura standard.

Il Settore 4 indica il volume utile del forno, espresso in litri.

Il Settore 5 indica le dimensioni del forno:

  • piccolo (capacità fra 12 e 35 litri)
  • medio (capacità da 35 a 65 litri)
  • grande (oltre 65 litri)

Il Settore 6 è un parametro facoltativo, che indica la rumorosità del forno durante la cottura.

Nella tabella sono riportati i consumi per le varie classi energetiche, di un forno elettrico con capacità 35-60 litri, che esegue 100 cicli di cottura all’anno

Classe

Consumo (kWh/anno)

A inferiore a 80
B 80 – 100
C 100 – 120
D 120 – 140
E 140 – 160
F 160 – 180
G superiore a 180

 

 

CONDIZIONATORI DI ARIAre_condizionatori

I sistemi di aria condizionata rappresentano una delle fonti di consumo più rilevanti, in ambito domestico. Sono disponibili Condizionatori per il solo freddo, oppure Condizionatori a “pompa di calore” che possono riscaldare gli ambienti. Le etichette possiedono sei Settori per i condizionatori che generano anche aria calda, cinque settori per i condizionatori classici.

Il Settore 1 indica  il nome o il marchio del costruttore e il nome del modello. Nel caso di modelli “split” cioè costituiti da una unità esterna e da una o più unità interne, viene indicato il modello sia dell’unità esterna che di quella interna.

Il Settore 2 indica la classe di risparmio energetico, contrassegnata da una lettera. In questa zopna può essere presente il logo ECOLABEL. L’efficienza del condizionatore dipende dal rapporto tra la quantità di energia elettrica necessaria per farlo funzionare e la quantità di freddo prodotto (entrambe sono misurate in kW)

Il Settore 3 indica il consumo annuo di energia in kWh, riferito ad un utilizzo medio di 500 ore/anno, secondo la modalità raffreddamento a pieno regime (in base a una procedura standardizzata). In questo terzo settore viene anche indicata la potenza refrigerante dell’apparecchio in kW, (cioè la capacità produrre freddo nell’unità di tempo).

Il Settore 4 indica il tipo di apparecchio: solo raffreddamento o raffreddamento/riscaldamento e il tipo di raffreddamento, ad acqua o ad aria.

Il Settore 5 è presente solo per gli apparecchi con funzione riscaldamento e indica la potenza di riscaldamento in kW. In questo settore è anche riportata la classe di efficienza energetica in modalità riscaldamento (con le lettere dalla A alla G).

Il Settore 6 indica la rumorosità del Condizionatore durante il funzionamento. Parametro molto importante se si dorme con l’aria condizionata accesa, sia per la propria abitazione che per il rumore causato ai vicini.

Nella tabella sono riportati i consumi per le varie classi energetiche, per un modello medio di condizionatore split (la tipologia più diffusa) con potere di raffreddamento di 5,7 kW, raffreddato ad aria, utilizzato per 500 ore all’anno

Classe

Consumo (kWh/anno)

A inferiore a 891
B 891 – 950
C 950 – 1018
D 1018 – 1096
E 1096 – 1188
F 1188 – 1295
G superiore a 1295

 

 

CONCLUSIONI

Scegliere un elettrodomestico a basso consumo energetico rappresenta una garanzia sui consumi e sulla qualità complessiva del prodotto. La tecnologia in continua evoluzione, realizza soluzioni meccaniche ed elettroniche che riducono i rumori e le vibrazioni, di pari passo con i consumi.

Ulteriori informazioni sul risparmio energetico e sulle linee guida dei costruttori di elettrodomestici efficienti, sul sito della CECED.

Non perdere la bussola

16 settembre 2009 1 commento

Alfabetizzazionedigitale1

Il Web, Internet, il CyberSpazio. Comunque vogliamo chiamarlo, il mondo interattivo dei computer, presenta potenzialità  positive e  insidie sottili, come nel mondo reale.

Qui però le regole sono diverse e gli strumenti per stare al sicuro vanno di pari passo con la rapida evoluzione del Villaggio Globale.

I cittadini più sensibili a imparare le nuove regole, ma anche i più esposti ai rischi, sono i nostri ragazzi. A loro si rivolge l’encomiabile progetto “NON PERDERE LA BUSSOLA”. Una Iniziativa congiunta della Polizia delle Comunicazioni e di YouTube con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, per sensibilizzare i giovani a un uso responsabile di Internet e dei Social Network.UsosicurodiYT2

Destinatari dell’iniziativa sono studenti e insegnanti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori di tutto il territorio italiano. Il progetto intende fornire strumenti conoscitivi e didattici per garantire una navigazione in Internet consapevole e sicura.

La Polizia di Stato opera da anni per garantire a tutti noi che i rischi della rete, soprattutto nei confronti dei minori, non debbano costituire un limite allo sviluppo della comunicazione sul Web. Il modo migliore per collaborare attivamente allo sviluppo è usare in modo consapevole tutti gli strumenti di sicurezza messi a disposizione dai grandi contenitori di notizie, video, documenti digitali.

VideoflaggingYouTube, la video community più popolare al mondo, ha messo a punto un kit didattico in collaborazione con Polizia delle Comunicazioni e Ministero dell’Istruzione, per illustrare le regole di uso dei nuovi media. Una mappa dei rischi la “YouTube Map” rappresenta YouTubeMap2una sintesi dei diritti e dei doveri per i cittadini del Web.

La potenza descrittiva di video e immagini, assieme alla professionalità e competenza degli operatori della Polizia delle Comunicazioni, aiutano a conoscere meglio le insidie nascoste nei contenuti di Internet, per poterle eliminare. I mezzi ci sono e sono molto efficaci, basta saperli usare insieme, per creare una cultura della navigazione sicura.YouTubeMap3

A partire dall’anno scolastico 2009-2010, l’iniziativa prevede l’organizzazione di una serie di workshop formativi gratuiti presso le scuole che ne faranno richiesta, con l’obiettivo di insegnare ai ragazzi che navigano in Rete e frequentano YouTube come sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi alla privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi.

 

 

I principali argomenti oggetto dei workshop formativi saranno:

- La tutela della privacy

- La netiquette e le norme della community

- I contenuti generati dagli utenti

- Il cyberbullismo

- La tutela del copyright

 

LE MODALITA’ DI ADESIONE

Le scuole interessate a ospitare il workshop formativo possono trovare tutte le informazioni per inviare la richiesta a questo link: www.youtube.com/t/workshopscuole oppure scrivendo all’indirizzo mail: polizia.comunicazioni@interno.it, specificando nell’oggetto il riferimento al progetto “Polizia delle Comunicazioni e YouTube”

 

I VIDEO DELL’INIZIATIVA

 

 

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Dipinti virtuali sul computer

15 settembre 2009 2 commenti

cardinalHo letto un post sul Blog di Florinda che mi ha fatto sognare. Si parla di Modigliani, di come il pennello abbia restituito le luci e i colori della sua anima.

Ma si parla anche di un museo bellissimo, il Norton Simon Museum di Pasadena (California) che ha introdotto un completo sistema per “visite virtuali” delle opere. Un computer connesso a Internet è l’unico requisito necessario per raggiungere il museo.

 

Nelle immagini sotto, vediamo il dipinto Fedeltà di Francesco di Giorgio Martini (1439-1501/02) in vista di insieme e in dettaglio.

La navigazione all’interno del dipinto avviene tramite un browser Flash, l’ottimo FSI Viewer, semplice e intuitivo da usare.

Basta spostare il mouse sul punto di interesse e fare click con tasto sinistro del mouse: il dettaglio del quadro viene zoomato fino al punto di  potere distinguere le pennellate.

nortsimon1 nortsimon2

nortsimon3Le opere disponibili sono tantissime. Quadri, sculture, arazzi, ecc. ordinati in periodi storici e accessibili da una mappa 3D che raffigura il Complesso del Museo. Ogni opera è dotata di una guida audio, che completa l’esperienza di totale immersione nell’arte. Naturalmente si possono fare ricerche per autore, ma anche per genere e tecnica di esecuzione.

I dipinti sono stati fotografati in alta risoluzione e digitalizzati per essere fruiti direttamente dal Web. A differenza di una singola fotografia ad alta risoluzione, vengono scaricate solo le parti che interessano e questo permette di non “intasare” la rete. Al resto ci pensa la potenza di calcolo dei computer, che riescono a mostrare i dettagli in modo quasi istantaneo.

 

Il Prado su Googleprado1

Anche il Museo del Prado è impegnato nella sfida dei musei virtuali. In questo caso i dipinti sono stati digitalizzati a una risoluzione davvero notevole: 14 gigapixel (quattordici miliardi di pixel). Un quadro osservato con questo livello di dettaglio consente di fare ricerche e osservazioni che vanno ben oltre la semplice curiosità. Si riesce a percepire la trama della tela, il pigmento dei colori e un numero impressionante di particolari non visibili a occhio nudo.

Per visualizzare i quadri ad alta risoluzione è stato scelto Google, forte del suo sistema Google Maps e Google Earth. Questi sistemi sono pensati per gestire i dettagli del territorio, come una enorme tela colorata che avvolge il nostro Pianeta.

pradoearthI dipinti virtuali del Prado si possono accedere da Google Maps seguendo questo link diretto. Sulla pagine ci sono tutte le informazioni per godere appieno dell’esperienza in alta risoluzione. Facendo clic su un quadro si può navigare con il browser di Google Maps, fino ai dettagli più spinti.

Se si vuole vivere l’esperienza del Museo Virtuale, occorre installare Google Earth, disponibile a questo link diretto.

Dopo avere avviato il browser 3D, basta digitare Museo del Prado nella casella di ricerca.

L’esperienza di navigazione con Google Earth è davvero coinvolgente, si entra nell’edificio del museo e si guardano i “Masterpieces” della collezione. Facendo clic su un quadro viene avviata la navigazione col browser 2D.

 

Emozioni dal vivo

Guardare un quadro in alta risoluzione, poterlo navigare e osservare nei dettagli, offre una opportunità unica per apprezzare l’arte. Naturalmente nessuna visita virtuale può riprodurre l’emozione di un quadro dal vivo. I cambi di prospettiva e il senso di appartenenza si possono provare solo in un museo vero, a contatto con gente vera che sgomita per avere un posto in prima fila vicino al dipinto preferito.

Ma se vogliamo studiare la tecnica e la luce di questi grandi quadri, con la migliore fotografia disponibile, oggi possiamo farlo direttemente da casa e da qualsiasi parte del mondo.

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