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Archivio per la categoria ‘NEWS’

QR code

31 agosto 2009 26 commenti

qrcodeIl QR Code è un codice bidimensionale inventato dalla azienda giapponese Denso Wave per superare i limiti del tradizionale codice a barre. Il termine QR indica “Quick Response” perchè la lettura di questi codici è molto veloce, con un notevole aumento di informazioni memorizzate, rispetto al codice a barre classico. Queste performances sono dovute alla struttura bidimensionale ( quadrata ) del QR Code e alla codifica delle informazioni con un algoritmo di correzione degli errori. In pratica un QR Code, occupa un decimo dello stesso spazio, rispetto al codice a barre.qr_bar

Le applicazioni pratiche di questo sistema si sono moltiplicate quando le fotocamere digitali sono apparse sui telefoni cellulari. Con un piccolo software è possibile leggere i codici in tempo reale e aprire un mondo di dati interattivi. Una breve lista delle possibili applicazioni:

  • Numeri telefoniciqr_apps
  • Biglietti da visita elettronici
  • Indirizzi Web
  • Messaggi SMS con incorporato il numero telefonico del destinatario
  • Dati di posizione geografica
  • Dati in formato binario
  • Immagini
  • Video
  • Sintesi vocale
  • Firma digitale

 

ROBUSTO E VERSATILE

Il QR Code possiede caratteristiche di robustezza che lo rendono molto semplice da usare: può essere letto nelle 4 direzioni anche con poca luce, ha un sistema di correzione errori che compensa graffi o sporco sul supporto, può essere criptato con una chiave di codifica.

qr-code-wallscape-londonSi presta per essere integrato in documenti e per fornire rapidamente i dati personali: si pensi al biglietto da visita tradizionale che fornisce in automatico telefono e nome da memorizzare sul cellullare: basta passare il telefonino sul QR Code del biglietto e salvare in rubrica quello che appare sul display.

Allo stesso modo si può inserire un QR Code in un normale documento stampato, per inserire i dati essenziali a portata di telefonino.

 

Lo stesso dispositivo mobile può generare un QR Code sullo schermo, per essere riconosciuto da uno scanner di controllo accessi o da un altro dispositivo mobile.

qrperiodictable1Uno dei nuovi modi per fare pubblicità consiste nel riempire le facciate dei palazzi con un gigantesco QR Code, in modo da fornire messaggi rapidi sui cellulari dei passanti. In Giappone e in molte capitali europee si vedono questi originali codici digitali, praticamente dappertutto.

E tra le applicazioni più vicine alla scienza, desidero citare la Tavola Periodica degli Elementi, fatta interamente con i QR Code: si passa il telefonino sul particolare elemento chimico e viene visualizzato Nome, Peso Atomico e Densità.

 

 

SOFTWARE PER LEGGERE QR CODE

Ormai molti telefoni – come il Nokia N95 -  hanno la capacità di leggere il QR Code in modo nativo. Per gli altri telefoni, sono disponibili tool gratuiti o sistemi di sviluppo compatibili con piattaforme Symbian e Windows Mobile. Il Kaywa Reader è uno dei migliori software disponibili, adatto a numerosi dispositivi mobili. Sullo stesso sito si può usare un Generatore QR Code per creare i nostri codici personalizzati.

Altra azienda che offre servizi avanzati basati su QR Code è la taiwanese Quickmark, che fornisce un ottimo software per leggere i codici sugli smartphone, compreso iPhone. La stessa azienda ha una versione per PC, che permette di leggere i codici con una comune WebCam ! Impossibile non averla.

Ma vediamo alcuni esempi applicativi.

 

COORDINATE GEOGRAFICHE

qrmapGenerazione automatica delle coordinate geografiche di un luogo, a partire dalla mappa. Applicazione ideale per esercizi commerciali che possono indicare la loro posizione su documenti o siti web. A partire da Google Maps, viene generato il QR Code con le coordinate. Si può anche spedire una e-mail con il riferimento al QR Code appena generato.

BIGLIETTO DA VISITA

Volete generare un biglietto da visita elettronico di tipo QR Code? Su questo sito si può fare gratuitamente.

PLUGIN PER FIREFOX

Per finire vi segnalo un plugin per Firefox che genera QR Code di qualsiasi indirizzo web su cui navighiamo, in modo da poterlo leggere e memorizzare nei dispositivi mobili.

 

Mi auguro di avere stimolato la vostra curiosità su questo nuovo strumento di comunicazione. Se avete altre applicazioni per il QR Code, potete segnalarlo con i vostri commenti.

Da oggi anche Technology Inside, tecnologia dentro le cose ha il suo QR Code che lo identifica !

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Batterie agli Ioni di Litio che esplodono

28 agosto 2009 Nessun commento

liion1Le batterie agli Ioni di Litio rappresentano la soluzione migliore per alimentare i moderni dispositivi mobili, grazie alla loro notevole riserva di energia unita a un peso ridotto. Avere tanta energia in poco spazio, significa che in caso di corto circuito la batteria si scalda parecchio. Tanto da esplodere.

Ma cosa significa corto circuito? Tutte le batterie sono progettate per erogare una certa quantità di corrente elettrica, che scorre quando si alimenta un circuito elettronico. Se si uniscono i due poli della batteria direttamente ( per esempio con un pezzo di metallo o con una rottura interna alla batteria ) avviene un corto circuito, la batteria emette la massima corrente possibile e si scalda rapidamente.

Forse a qualcuno sarà capitato di mettere in tasca una batteria da 9 volt o da 4,5 volt assieme a una moneta. Se la moneta tocca i due elettrodi della batteria, il calore generato è notevole, la batteria scotta. Immaginate che la densità di energia di una batteria agli Ioni di Litio è molto più elevata rispetto alle classiche batterie usa e getta: il calore può diventare così elevato da incendiare o far esplodere la struttura della batteria.

Nel caso delle batterie al litio, il corto circuito può avvenire anche se viene perforato il separatore che protegge gli elettrodi negativo e positivo. Si tratta di un diaframma sottile che permette agli ioni svolgere il loro compito di trasporto delle cariche elettriche, in modo controllato. Se il separatore si rovina, gli ioni si combinano troppo velocemente e sviluppano calore.

Numerosi sitemi di sicurezza sono presenti in ogni batteria al litio, per evitare questi potenziali pericoli. Un sensore di temperatura tiene sotto controllo il surriscaldamento e scollega gli elettrodi se la temperatura sale eccessivamente, una valvola di sicurezza permette di vetilare la batteria se la pressione interna sale per qualsiasi motivo, un circuito elettronico regola la tensione e la corrente in modo da rispettare i limiti di funzionamento.Lithium-Ion_illus11

Questi sistemi di sicurezza intervengono anche nel funzionamento normale, per evitare che la batteria si scarichi troppo, tanto da diventare inservibile.

In effetti le moderne batterie ricaricabili al litio, sono delle cartucce di energia che contengono le celle al litio e il circuito elettronico di protezione. Probabilmente il futuro ci riserva sistemi ancora più complessi, in modo da garantire la sicurezza assoluta per gli utilizzatori e  imbrigliare in poco spazio energie sempre più elevate.

Una potenziale alternativa, più sicura e più ecologica sono le Batterie allo Zinco-Argento.

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Hydroweave Cooling Cap

28 agosto 2009 Nessun commento

71245Una invenzione per rinfrescare le idee, durante le torride giornate estive. Questo originale cappello con visiera è realizzato con una tecnologia tessile brevettata, che sfrutta la refrigerazione evaporativa.

Si bagna il cappello sotto il rubinetto dell’ acqua. Si svuota l’ acqua in eccesso. Si indossa il berretto. Da questo momento, l’ energia solare gioca a nostro favore e attiva un prodigioso effetto rinfrescante.

I raggi del sole causano l’ evaporazione dell’ acqua. Questa evaporazione sottrae calore al liquido di cui è impregnato il cappello, come ci insegna la fisica. Grazie al particolare tessuto Hydroweave, la testa di chi indossa il berretto rimane asciutta e fresca. Il risultato è sorprendente: fino a 30 gradi in meno rispetto alla temperatura ambiente.Heat R1

Nella figura a lato potete guardare in dettaglio questo tessuto rinfrescante. Il calore prodotto dalla testa viene trasferito verso l’ esterno, mentre il fresco dovuto alla evaporazione dell’ acqua può passare all’ interno. Uno strato intermedio spugnoso, serve a raccogliere e trattenere acqua.

Testa asciutta ma fresca, funzionamento a energia solare. Un accessorio davvero utile per non farsi sorprendere dai colpi di calore.

Naturalmente se provate a bagnare un comune berretto avrete solo un risultato momentaneo, dopo pochi minuti,  il caldo  tornerà a picchiare sulla vostra testa.

Chi volesse acquistare questo berretto hi-tech può dare uno sguardo sul sito di Hammacher Schlemmer.

Se conoscete distributori italiani, fatemelo sapere.

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Telemegaphone Dale

26 agosto 2009 Nessun commento

telemegaphone01Entra a pieno titolo tra le sculture più interessanti realizzate dall’ ingegno umano. Il Telemegaphone Dale è un diffusore acustico di telefonate, alimentato da una turbina eolica.

Situato sulla cima del monte Jøtulshaugen in Norvegia, affacciato sul panorama mozzafiato del Dalsfjord, questo megafono ha la singolare caratteristica di rispondere a telefono!

Chi chiama il numero +4790369389 si collega direttamente con il Telemegaphone e può diffondere il suono della propria voce nel panorama incontaminato della Norvegia.

Il vento gioca un ruolo fondamentale per raggiungere le case della vicina Dale. Lo stesso vento che alimenta questo strano ripetitore telefonico, grazie al piccolo generatore eolico montato in cima.sideview_dale

I diffusori acustici sono tre, di tipo a tromba,  montati a 120 gradi per coprire tutte le direzioni di propagazione. Naturalmente non è facile trovare la linea libera, ma l’emozione di parlare dalla cima di un monte norvegese ha il suo fascino.

 

Questa installazione è nata dalle menti geniali delle Unsworn Industries una azienda che “vede” il futuro in numerosi progetti. In particolare il Telemegaphone di Dale, vuole essere l’ inizio di una serie di installazioni su scala globale, come si vede da questo link. Forse un progetto nato in risposta ai nostri istinti primordiali che ci fanno urlare di gioia quando raggiungiamo una nuova vetta della conoscenza. Oppure uno strumento per “contaminare” con la civiltà telefonica anche i luoghi più remoti.

Lo installiamo anche in Italia ?

 

Guardate questo video per comprendere meglio la forza evocativa del progetto Telemegaphone Dale

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Google Immagini

24 agosto 2009 Nessun commento

google1La ricerca per immagini è sempre più popolare nei motori di ricerca, come abbiamo visto nel post su Google Similar Images. Per fare la differenza e per risparmiare preziosi clic di mouse, occorre filtrare le ricerche. Un filtro è uno strumento che ci permette di selezionare una particolare caratteristica dell’oggetto da cercare, in modo da scartare tutto ciò che non ci serve.gimages

Il primo filtro che usiamo è il nome dell’immagine da ricercare. Non si tratta di una battuta ironica, scrivere il nome giusto aiuta i motori di ricerca nel loro compito di fornire dati corretti. Anche una semplice lettera in più o in meno può modificare radicalmente il risultato di una ricerca. Per illustrarvi i filtri di Google Immagini ho scelto la parola robot. Provate a scrivere “robots” e vedrete come cambiano le immagini trovate. Le differenze si notano anche se scriviamo qualcosa prima o dopo il termine di ricerca.

In linea generale è meglio usare termini generici, per poi affinare le ricerche con i filtri. Ma quali filtri mette a disposizione Google Immagini?

 

gimages_1Dimensione

Se facciamo clic sul menu a tendina delle dimensioni, possiamo scegliere numerosi criteri di filtro. Una prima approssimazione viene fatta sulle dimensioni grossolane:

Medie sono immagini che occupano circa 50 KB di spazio su disco.

Grandi sono le immagini da 100 KB di spazio in su.

Icona è un formato molto piccolo, pochi KB di spazio.

Seguono una serie di voci con la dimensione in pixel dell’ immagine. Si parte da 400 x 300 pixel e si arriva ai Megapixel, tipici delle fotocamere digitali.

 

 

gimages_2Tipo

Questo filtro è molto potente perchè isola la tipologia di disegno e il contesto a cui si riferisce.

News mostra le immagini riportate dai mezzi di informazione, le più recenti e le più attuali.

Volti restituisce solo le immagini relative a un primo piano di una persona, quindi nel nostro caso le teste dei robot.

Clip art ci mostra i disegni usati nei programmi per ufficio, relativi al termine di ricerca impostato.

Disegni al tratto cerca tutti i disegni bianconero, schizzi, o disegni artistici

Foto restituisce solo le fotografie, escludendo disegni e altre elaborazioni grafiche.

 

 

 

Colore

Si può scegliere il colore predominante, per le immagini mostrate. Anche questo filtro può migliorare l’efficienza delle ricerche, permettendoci di centrare l’attenzione sul termine da cercare e poi gimages_3selezionando il colore.

I filtri si possono usare in modo combinato, cioè tutti insieme. Questo approccio li rende potentissimi e permette di trovare immagini con grande velocità. Nella immagine a destra vediamo che il termine robot cercato nelle News, assieme al colore Bianco, restituisce un nuovo tipo di robot capace di mostrare emozioni.

Questa scoperta sarebbe stata sommersa da altre immagini di robot,  se non avessimo specializzato con i filtri le nostre ricerche.

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Lampade fantastiche

18 agosto 2009 Nessun commento

bedside-light

Vi ricordate Archimede Pitagorico (in inglese il personaggio si chiama Gyro Gearloose) ? Aveva un fido aiutante, Edi (diminutivo di Edison) con la testa di lampadina. Ebbene mi sono imbattuto in un suo parente, mentre per caso guardavo le lampade più belle di Internet. Non riesco a descrivere l’ emozione per avere ritrovato Edi che legge un giornale, i ricordi legati alla mia infanzia e ai fumetti di Walt Disney… ma ho bisogno di comunicare a tutti la potenza evocativa che può avere una lampada.ggshelper_thumb

Per la cronaca, il sito su cui ho trovato una vasta collezione di lampade fantastiche è lo Shopping Journal

E siccome sono curioso, ho fatto qualche ricerca per sapere chi ha inventato questo prodigio di illuminotecnica. Questo è il sito dove trovate la Little Man Reading Light assieme a numerose altre meraviglie: http://www.black-blum.com/

Sicuramente ognuno di noi può legare le proprie emozioni a un tipo di lampada, alla sua forma e al tipo di luce emessa. Forse si potrebbe citare il famoso adagio: dimmi che lampada usi e ti dirò chi sei.

Cercherò di tornare sull’argomento quando troverò altre lampade fantastiche.

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Google similar images

17 agosto 2009 3 commenti

similar_images_logo_lg

La ricerca “visuale” è molto utile quando si devono trovare oggetti simili oppure siti web che adottano un design comune. Sicuramente molti di noi usano Google Immagini per avere subito un feedback sull’argomento che ci interessa.gsimilar

Ai Labs di Google se ne sono accorti e hanno cercato di immaginare un sistema per cogliere le somiglianze tra le immagini, veramente efficiente. La soluzione a questa necessità non è banale e non si basa sulla semplice “fotografia” o “scansione digitale” dei milioni di immagini disponibili sul Web. Quello che occorre è un sistema per aiutare gli utenti ad affinare la ricerca per immagini, a eliminare le ambiguità e a giungere finalmente al sito o ai siti web che interessano. Per questo motivo le ricerche devono tenere conto anche del Page Rank, in modo da offrire risultati freschi, coerenti con la rapida evoluzione dell’universo Web 2.0.

Se proviamo il servizio – ancora in fase Beta – Google Similar Images sembra davvero uno strumento potente e nuovo. Sulla home page del servizio, si possono vedere alcune ricerche proposte, in cui le immagini ci aiutano a evitare ambiguità. Il nome Paris può mostrare le immagini di Parigi in Francia, oppure la nota Showgirl Paris Hilton. Un clic sulla foto giusta e… voilà abbiamo eliminato un ramo di incertezza. Adesso vediamo solo le foto di Parigi, con le viste della Torre Eiffel.sim1

Per ogni risultato possiamo fare clic sulla frase Similar Images oppure selezionare l’immagine ed essere portati nel sito web a cui si riferisce. Se continuiamo nella ricerca di immagini simili possiamo affinare ancora i risultati, sulla base dell’inquadratura (per esempio un vista frontale dal basso) o del colore o altro ancora.sim2

Se per esempio cerchiamo “potato” vediamo una serie di patate, tra cui le patate rosse. Selezioniamo una patata rossa e da questo momento vediamo solo altre patate rosse, tutte simili tra loro. Il colore è un punto di forza della tecnologia GSI. Sulla pagina dei risultati è presente un selettore dei colori, che aiuta a scegliere la tinta per l’immagine da ricercare. Nel nostro caso, piuttosto che selezionare l’immagine della patata rossa, possiamo direttamente scegliere il colore sim3“rosso” dal selettore, con risultati simili. Ho sottolineato la parola simili, perchè i risultati in questo caso hanno una forma e una inquadratura scelte in automatico.

Il sistema di ricerca tiene conto della popolarità di una immagine rispetto ad altre, per esempio se cerchiamo “george” vediamo subito l’immagine di George W. Bush, ex presidente USA. Questa particolarità mette in evidenza il legame tra le immagini e i meta-dati associati, tra cui appunto la popolarità.

La precisione delle ricerche dipende molto dal livello di associazione tra le immagini e le descrizioni che le identificano. Questo fattore è legato alla frequenza con cui certe immagini sono ricercate, ai termini di ricerca che vengono usati, alle opinioni espresse in modo diretto o indiretto dagli utenti, per una determinata immagine. Tutto ciò è reso possibile dalla enorme base di dati memorizzata da Google e dal continuo feedback che ognuno di noi fornisce durante le ricerche fatte sul Web.

Insomma, la potenza di GSI è legata alla “vita” del meta-organismo Internet, sempre più vicino ai nostri sensi.

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Google Simple

15 agosto 2009 1 commento

 

Tetris

Si tratta di un progetto in fase sperimentale creato nella fucina di idee di Google Labs, ma questo linguaggio di programmazione semplificato potrebbe avere sviluppi interessanti. Simile al linguaggio BASIC, che molti di voi ricorderanno come il primo approccio alla programmazione, Simple è un modo per esplorare le potenzialità della piattaforma Android, alla portata di tutti.

Per programmare in Simple, occorrono il Compilatore e il Runtime, entrambi disponibili sul sito di Gogle Labs al seguente indirizzo:

http://code.google.com/p/simple/

Il compilatore serve per trasformare la nostra scrittura di istruzioni ( il cosiddetto listato o codice sorgente ) in un linguaggio vicino alla comprensione del computer (in questo caso uno smartphone o altro dispositivo Android).

Il runtime è un programma o una serie di programmi che servono a pilotare l’hardware del dispositivo, sulla base delle istruzioni fornite dal compilatore. In molti casi l’esecuzione di un programma viene svolta in una Virtual Machine, cioè in un programma che rende più sicura l’esecuzione del codice compilato. Un esempio noto a tutti è la Virtual Machine di Java.

 

Infatti questo linguaggio “gira” sotto Java, con Android SDK. Una guida semplice per installare l’ambiente di sviluppo Simple la trovate al seguente link, dove sono specificati i requisiti di sistema e i riferimenti per programmare:

http://code.google.com/p/simple/wiki/HowToWriteASimpleApplication

La versione attuale di Simple è limitata nelle funzioni, ma si riesce già ad apprezzare una elevata produttività con poche linee di codice. Gli esempi sono disponibili a questo link.
Qui sotto vi riporto il listato di EtchSketch, che usa il sensore di accelerazione del dispositivo:

‘ Copyright 2009 Google Inc.

‘ Licensed under the Apache License, Version 2.0 (the “License”);

‘ you may not use this file except in compliance with the License.

‘ You may obtain a copy of the License at

‘      http://www.apache.org/licenses/LICENSE-2.0

‘ Unless required by applicable law or agreed to in writing, software

‘ distributed under the License is distributed on an “AS IS” BASIS,

‘ WITHOUT WARRANTIES OR CONDITIONS OF ANY KIND, either express or implied.

‘ See the License for the specific language governing permissions and

‘ limitations under the License.

Dim x As Integer

Dim y As Integer

Event OrientationSensor1.OrientationChanged(yaw As Single, pitch As Single, roll As Single)

If roll < -20 Then

x = Math.Min(Canvas1.Width, x + 1)

ElseIf roll > 20 Then

x = Math.Max(0, x – 1)

End If

If pitch < -20 Then

y = Math.Min(Canvas1.Height, y + 1)

ElseIf pitch > 20 Then

y = Math.Max(0, y – 1)

End If

Canvas1.DrawPoint(x, y)

End Event

Event EtchSketch.Initialize()

x = Canvas1.Width / 2

y = Canvas1.Height / 2

End Event

Event AccelerometerSensor1.Shaking()

Canvas1.Clear()

End Event

$Properties

$Source $Form

$Define EtchSketch $As Form

Layout = 3

BackgroundColor = &HFFFFFFFF

Title = “EtchSketch: Tilt to draw – Shake to clear”

$Define Canvas1 $As Canvas

$End $Define

$Define OrientationSensor1 $As OrientationSensor

$End $Define

$Define AccelerometerSensor1 $As AccelerometerSensor

$End $Define

$End $Define

$End $Properties

La semplicità del linguaggio non deve far pensare a un sistema limitato. Simple ha infatti tutti gli elementi per essere esteso e migliorato, con il supporto alla programmazione di Oggetti e una sintassi completa per gestire Componenti aggiuntivi, con l’uso di Java. Questo significa che potranno essere rilasciati nuovi mattoncini da inserire nei propri programmi Simple, mantenendo una comprensione del codice alla portata dei meno esperti.

Le applicazioni Simple possono essere firmate digitalmente e vendute su Google Android Market e questo contribuirà non poco alla diffusione dei programmatori “semplici”.

Il GPS e i suoi concorrenti

1 luglio 2009 4 commenti

gps_constellation

Nascita della navigazione col Satellite

Il primo satellite del sistema NAVSTAR GPS (NAVigation Signal Timing And Ranging Global Positioning System) fu lanciato nel febbraio del 1978 dal Dipartimento della Difesa Americano. Posto in orbita circolare a circa 20000 Km di altezza con un periodo di rotazione di circa 12 ore, fu presto seguito da altri lanci. Nel 1995 i 24 satelliti del sistema globale erano operativi. Da allora, nuovi satelliti sono stati lanciati, per rimpiazzare i vecchi (ogni satellite “vive” in media 7 anni) e per aumentare la precisione del sistema.
Per la gioia degli appassionati vi suggerisco il seguente link: http://www.navcen.uscg.gov/gps/default.htm

 

A breve distanza dal lancio americano, anche i russi misero in orbita la loro costellazione di satelliti. Il sistema si chiama GLONASS (GLObal NAvigation Satellite System), possiede caratteristiche simili al GPS, orbita a circa 19000 Km, ma è degradato dalla mancanza di satelliti nuovi in sostituzione di quelli fuori uso. A causa delle difficoltà economiche della Russia, solo alcuni dei 24 satelliti richiesti è in funzione. Ma le cose stanno combiando, grazie anche ad accordi del governo russo con l’India. Si prevede un ripopolamento del sistema nel giro di pochi anni.

Per maggiori informazioni e per conoscere lo stato della costellazione GLONASS vi rimando al seguente link: http://www.glonass-center.ru/
Anche l’Europa avrà il suo sistema di navigazione satellitare. Nel 2008 dovrebbe essere operativo il progetto GALILEO, con 30 satelliti posti a circa 24000 Km di altezza. Le tecniche costruttive e di trasmissione consentiranno una copertura maggiore del territorio e uno scarto nell’ordine del metro.
Questo è il link del sistema europeo: http://www.esa.int/esaNA/galileo.html

 

Tre sistemi non sono troppi ?

Qualcuno si chiederà quali vantaggi offrono tre sistemi di satelliti che fanno la stessa cosa. I vantaggi sono notevoli: più satelliti si ricevono, maggiori sono la precisione e la rapidità di rilevamento. La navigazione aeronautica ad esempio, richiede margini di errore bassissimi per operare con velocità elevate. Con una ottantina di stelle nel cielo (i tre sistemi satellitari a regime), si otterrebbe un sistema preciso al centimetro.
L’unico ostacolo all’uso di più costellazioni satellitari è che ognuna opera con frequenze radio e parametri differenti. Occorre quindi un ricevitore multibanda oltre che multi-satellite. Ma la tecnologia ci ha abituato a ben altre meraviglie, tanto che già oggi sono in commercio ricevitori GPS+GLONASS.
Ultimo aspetto ma non meno importante, non dimentichiamo che le varie costellazioni di satelliti sono gestite dai rispettivi governi, che controllano la disponibilità del servizio e potrebbero oscurarlo per motivi di sicurezza. Da questo punto di vista GALILEO dovrebbe offrire maggiori garanzie, perché nasce per esclusivo uso civile.
In attesa delle mosse dei suoi concorrenti, il governo USA continua a destinare notevoli risorse economiche per mantenere efficiente il GPS. Le orbite dei satelliti devono essere costantemente corrette da terra, per mantenere la precisione necessaria; gli orologi atomici posti a bordo di ciascun satellite devono essere sincronizzati perfettamente tra loro; i vecchi satelliti vanno rimpiazzati costantemente. Se non ci fosse questa manutenzione il sistema diverrebbe inutilizzabile in pochi giorni!
Per questa indiscussa affidabilità quasi tutti i navigatori satellitari fanno riferimento esclusivamente alla costellazione NAVSTAR GPS, tanto che il termine “navigatore GPS” è sinonimo di navigatore satellitare.

 

Come funziona il GPS

Il funzionamento dei sistemi di navigazione satellitare è concettualmente semplice. I satelliti trasmettono una sequenza di impulsi verso la terra. Gli

gps_trilateration

impulsi contengono informazioni sulla posizione del satellite, sull’istante preciso in cui l’impulso è partito e sulla posizione degli altri satelliti. A differenza dei normali ricevitori satellitari, un ricevitore GPS può agganciare molti satelliti contemporaneamente. Conoscendo la velocità con cui viaggiano gli impulsi (la velocità della luce), si possono misurare le distanze tra i satelliti e il ricevitore. Il confronto dei tempi di ricezione di tre satelliti rispetto alla loro posizione, consente di stabilire le coordinate del ricevitore usando il metodo geometrico della trilaterazione. Un quarto satellite è necessario per sincronizzare l’orologio del ricevitore con l’orologio atomico dei satelliti (che ha una precisione molto elevata). In pratica tutti i vantaggi del GPS dipendono dalla precisione con cui viene sincronizzato il tempo tra satelliti e ricevitore.

La posizione e il numero dei satelliti in orbita permette una copertura globale di tutto il pianeta. Un ricevitore a terra “vede” sempre almeno 4 satelliti, ma generalmente ne riceve non meno di 6. Il tipo di trasmissione ad impulsi codificati permette di coprire una vasta area usando antenne riceventi non direttive (le antenne non direttive possono ricevere da molte direzioni; le antenne direttive ricevono da una direzione precisa come ad esempio le parabole) molto compatte.

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