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Parole Ricercate

27 novembre 2011 Nessun commento

mostsearchParafrasando una nota frase del film “Per qualche dollaro in più“: le risposte non sono mai indiscrete, le domande a volte lo sono! Sapere cosa cerca la gente ci può aiutare a capire cosa pensiamo, cosa alimenta il nostro interesse e la nostra curiosità, quali sono per noi le cose importanti. E tutto questo con grande precisione e spontaneità, perché ogni giorno le domande cambiano come in un organismo biologico in continua trasformazione.

I principali protagonisti della comunicazione si sono attrezzati per analizzare le abitudini di ricerca degli utenti, ma forse non sapete che queste utili statistiche sono a disposizione di tutti!

 

Google Trends

Link: http://www.google.com/trends/hottrends

Iniziamo con il motore di ricerca più popolare. Con la consueta interfaccia grafica semplice e accessibile, Google mette a disposizione le ricerche più frequenti, con un aggiornamento costante e possibilità di ricerca storica. Questo sistema è disponibile solo per l’area USA, ma non vi preoccupate siamo solo all’inizio, adesso viene il bello!

 

Google Insights for Search

Link: http://www.google.com/insights/search/

Questo strumento è G_InsightSearchtalmente completo che occorrerebbe una recensione intera per descriverlo in dettaglio. Se fate clic sulla immagine potete osservare quante possibilità di indagine vengono offerte.

Per prima cosa abbiamo la possibilità di cercare in modo preciso le aree geografiche delle ricerche; possiamo cercare per Stato, Regione e città!

Poi abbiamo un controllo sul periodo di ricerca: possiamo cercare l’anno, il mese, gli ultimi sette giorni.

Si possono fare comparazioni e aggiungere criteri di ricerca in cascata, si possono fare ricerche specializzate per Aree di Interesse, oppure si possono analizzare le ricerche per immagini, prodotti, news…

I risultati delle ricerche vengono presentati su due colonne, in ordine di rilevanza (il numero complessivo di ricerche uguali). A sinistra ci sono i risultati sulla base della ricerca impostata, a destra ci sono le ricerche più frequenti in generale. Se faccio clic su una qualsiasi voce di ricerca, si scatena una potenza impressionante! Viene mostrato un grafico con le principali notizie relative alla parola di ricerca selezionata. Ovviamente il grafico è navigabile, per illustrare l’andamento delle ricerche nel tempo.

I risultati della ricerca si possono esportare in formato CSV oppure associare a una tabella Google Docs.

 

AOL Search Trends

Link: http://search.aol.com/aol/trends

Semplice ed essenziale, ma fa bene il suo lavoro! Aggiornamento orario a sinistra, giornaliero a destra. Facendo clic sulla parola di ricerca viene aperto il motore di ricerca AOL con tutte le caratteristiche peculiari della ricerca Google.

 

New York Times

Link: http://www.nytimes.com/most-popular-searched

Il popolare quotidiano statunitense offre un servizio per osservare le news più ricercate dai lettori. Da una fonte autorevole come il NY Times possiamo farci una idea degli argomenti più caldi per i lettori del Web.

 

Yahoo Trending Now

Link: http://www.yahoo.com/

Yahoo nella sua homepage ha una sezione dedicata alle ricerche più frequenti. In questo modo gli utenti possono avere costantemente aggiornate, le tendenze della community.

 

Yahoo Buzz Log

Link: http://buzzlog.yahoo.com/overall/

Una pagina di ricerche frequenti dedicata al popolare social network di Yahoo. Qui possiamo seguire l’andamento degli argomenti più “hot” con una classifica che mette in evidenza popolarità e tendenza di ogni parola chiave. Una vera hit parade delle ricerche, su scala mondiale.

 

Ebay Pulse

Link: http://pulse.ebay.com/

Anche Ebay ha le sue ricerche di tendenza. Con questo strumento possiamo monitorare le ricerche per Categoria Merceologica oppure guardare i “Negozi Virtuali” più grandi.

 

Bing Trends

Link: www.bing.com/trends

Per finire, il motore di ricerca Microsoft, con la sua pagina delle ricerche più frequenti. Bing_TrendsL’interfaccia grafica è molto accattivante, basata sulle immagini e su una timeline che scorre il tempo. Se si fa clic sull’immagine si apre il motore di ricerca standard Bing.

Anche in questo caso le ricerche sono presenti solo per l’area geografica USA.

 

Conclusioni

Le “ricerche di tendenza” ci danno una percezione immediata degli interessi prevalenti nel Web. Sapere osservare queste ricerche può rappresentare un potente strumento di indagine per migliorare la qualità delle risposte e per rendere più interessante il “premio” della caccia al tesoro quotidiana.

Aspetto i vostri commenti e contributi. Buona ricerca!

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Non perdere la bussola

16 settembre 2009 1 commento

Alfabetizzazionedigitale1

Il Web, Internet, il CyberSpazio. Comunque vogliamo chiamarlo, il mondo interattivo dei computer, presenta potenzialità  positive e  insidie sottili, come nel mondo reale.

Qui però le regole sono diverse e gli strumenti per stare al sicuro vanno di pari passo con la rapida evoluzione del Villaggio Globale.

I cittadini più sensibili a imparare le nuove regole, ma anche i più esposti ai rischi, sono i nostri ragazzi. A loro si rivolge l’encomiabile progetto “NON PERDERE LA BUSSOLA”. Una Iniziativa congiunta della Polizia delle Comunicazioni e di YouTube con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, per sensibilizzare i giovani a un uso responsabile di Internet e dei Social Network.UsosicurodiYT2

Destinatari dell’iniziativa sono studenti e insegnanti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori di tutto il territorio italiano. Il progetto intende fornire strumenti conoscitivi e didattici per garantire una navigazione in Internet consapevole e sicura.

La Polizia di Stato opera da anni per garantire a tutti noi che i rischi della rete, soprattutto nei confronti dei minori, non debbano costituire un limite allo sviluppo della comunicazione sul Web. Il modo migliore per collaborare attivamente allo sviluppo è usare in modo consapevole tutti gli strumenti di sicurezza messi a disposizione dai grandi contenitori di notizie, video, documenti digitali.

VideoflaggingYouTube, la video community più popolare al mondo, ha messo a punto un kit didattico in collaborazione con Polizia delle Comunicazioni e Ministero dell’Istruzione, per illustrare le regole di uso dei nuovi media. Una mappa dei rischi la “YouTube Map” rappresenta YouTubeMap2una sintesi dei diritti e dei doveri per i cittadini del Web.

La potenza descrittiva di video e immagini, assieme alla professionalità e competenza degli operatori della Polizia delle Comunicazioni, aiutano a conoscere meglio le insidie nascoste nei contenuti di Internet, per poterle eliminare. I mezzi ci sono e sono molto efficaci, basta saperli usare insieme, per creare una cultura della navigazione sicura.YouTubeMap3

A partire dall’anno scolastico 2009-2010, l’iniziativa prevede l’organizzazione di una serie di workshop formativi gratuiti presso le scuole che ne faranno richiesta, con l’obiettivo di insegnare ai ragazzi che navigano in Rete e frequentano YouTube come sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi alla privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi.

 

 

I principali argomenti oggetto dei workshop formativi saranno:

- La tutela della privacy

- La netiquette e le norme della community

- I contenuti generati dagli utenti

- Il cyberbullismo

- La tutela del copyright

 

LE MODALITA’ DI ADESIONE

Le scuole interessate a ospitare il workshop formativo possono trovare tutte le informazioni per inviare la richiesta a questo link: www.youtube.com/t/workshopscuole oppure scrivendo all’indirizzo mail: polizia.comunicazioni@interno.it, specificando nell’oggetto il riferimento al progetto “Polizia delle Comunicazioni e YouTube”

 

I VIDEO DELL’INIZIATIVA

 

 

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Google Immagini

24 agosto 2009 Nessun commento

google1La ricerca per immagini è sempre più popolare nei motori di ricerca, come abbiamo visto nel post su Google Similar Images. Per fare la differenza e per risparmiare preziosi clic di mouse, occorre filtrare le ricerche. Un filtro è uno strumento che ci permette di selezionare una particolare caratteristica dell’oggetto da cercare, in modo da scartare tutto ciò che non ci serve.gimages

Il primo filtro che usiamo è il nome dell’immagine da ricercare. Non si tratta di una battuta ironica, scrivere il nome giusto aiuta i motori di ricerca nel loro compito di fornire dati corretti. Anche una semplice lettera in più o in meno può modificare radicalmente il risultato di una ricerca. Per illustrarvi i filtri di Google Immagini ho scelto la parola robot. Provate a scrivere “robots” e vedrete come cambiano le immagini trovate. Le differenze si notano anche se scriviamo qualcosa prima o dopo il termine di ricerca.

In linea generale è meglio usare termini generici, per poi affinare le ricerche con i filtri. Ma quali filtri mette a disposizione Google Immagini?

 

gimages_1Dimensione

Se facciamo clic sul menu a tendina delle dimensioni, possiamo scegliere numerosi criteri di filtro. Una prima approssimazione viene fatta sulle dimensioni grossolane:

Medie sono immagini che occupano circa 50 KB di spazio su disco.

Grandi sono le immagini da 100 KB di spazio in su.

Icona è un formato molto piccolo, pochi KB di spazio.

Seguono una serie di voci con la dimensione in pixel dell’ immagine. Si parte da 400 x 300 pixel e si arriva ai Megapixel, tipici delle fotocamere digitali.

 

 

gimages_2Tipo

Questo filtro è molto potente perchè isola la tipologia di disegno e il contesto a cui si riferisce.

News mostra le immagini riportate dai mezzi di informazione, le più recenti e le più attuali.

Volti restituisce solo le immagini relative a un primo piano di una persona, quindi nel nostro caso le teste dei robot.

Clip art ci mostra i disegni usati nei programmi per ufficio, relativi al termine di ricerca impostato.

Disegni al tratto cerca tutti i disegni bianconero, schizzi, o disegni artistici

Foto restituisce solo le fotografie, escludendo disegni e altre elaborazioni grafiche.

 

 

 

Colore

Si può scegliere il colore predominante, per le immagini mostrate. Anche questo filtro può migliorare l’efficienza delle ricerche, permettendoci di centrare l’attenzione sul termine da cercare e poi gimages_3selezionando il colore.

I filtri si possono usare in modo combinato, cioè tutti insieme. Questo approccio li rende potentissimi e permette di trovare immagini con grande velocità. Nella immagine a destra vediamo che il termine robot cercato nelle News, assieme al colore Bianco, restituisce un nuovo tipo di robot capace di mostrare emozioni.

Questa scoperta sarebbe stata sommersa da altre immagini di robot,  se non avessimo specializzato con i filtri le nostre ricerche.

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Google similar images

17 agosto 2009 3 commenti

similar_images_logo_lg

La ricerca “visuale” è molto utile quando si devono trovare oggetti simili oppure siti web che adottano un design comune. Sicuramente molti di noi usano Google Immagini per avere subito un feedback sull’argomento che ci interessa.gsimilar

Ai Labs di Google se ne sono accorti e hanno cercato di immaginare un sistema per cogliere le somiglianze tra le immagini, veramente efficiente. La soluzione a questa necessità non è banale e non si basa sulla semplice “fotografia” o “scansione digitale” dei milioni di immagini disponibili sul Web. Quello che occorre è un sistema per aiutare gli utenti ad affinare la ricerca per immagini, a eliminare le ambiguità e a giungere finalmente al sito o ai siti web che interessano. Per questo motivo le ricerche devono tenere conto anche del Page Rank, in modo da offrire risultati freschi, coerenti con la rapida evoluzione dell’universo Web 2.0.

Se proviamo il servizio – ancora in fase Beta – Google Similar Images sembra davvero uno strumento potente e nuovo. Sulla home page del servizio, si possono vedere alcune ricerche proposte, in cui le immagini ci aiutano a evitare ambiguità. Il nome Paris può mostrare le immagini di Parigi in Francia, oppure la nota Showgirl Paris Hilton. Un clic sulla foto giusta e… voilà abbiamo eliminato un ramo di incertezza. Adesso vediamo solo le foto di Parigi, con le viste della Torre Eiffel.sim1

Per ogni risultato possiamo fare clic sulla frase Similar Images oppure selezionare l’immagine ed essere portati nel sito web a cui si riferisce. Se continuiamo nella ricerca di immagini simili possiamo affinare ancora i risultati, sulla base dell’inquadratura (per esempio un vista frontale dal basso) o del colore o altro ancora.sim2

Se per esempio cerchiamo “potato” vediamo una serie di patate, tra cui le patate rosse. Selezioniamo una patata rossa e da questo momento vediamo solo altre patate rosse, tutte simili tra loro. Il colore è un punto di forza della tecnologia GSI. Sulla pagina dei risultati è presente un selettore dei colori, che aiuta a scegliere la tinta per l’immagine da ricercare. Nel nostro caso, piuttosto che selezionare l’immagine della patata rossa, possiamo direttamente scegliere il colore sim3“rosso” dal selettore, con risultati simili. Ho sottolineato la parola simili, perchè i risultati in questo caso hanno una forma e una inquadratura scelte in automatico.

Il sistema di ricerca tiene conto della popolarità di una immagine rispetto ad altre, per esempio se cerchiamo “george” vediamo subito l’immagine di George W. Bush, ex presidente USA. Questa particolarità mette in evidenza il legame tra le immagini e i meta-dati associati, tra cui appunto la popolarità.

La precisione delle ricerche dipende molto dal livello di associazione tra le immagini e le descrizioni che le identificano. Questo fattore è legato alla frequenza con cui certe immagini sono ricercate, ai termini di ricerca che vengono usati, alle opinioni espresse in modo diretto o indiretto dagli utenti, per una determinata immagine. Tutto ciò è reso possibile dalla enorme base di dati memorizzata da Google e dal continuo feedback che ognuno di noi fornisce durante le ricerche fatte sul Web.

Insomma, la potenza di GSI è legata alla “vita” del meta-organismo Internet, sempre più vicino ai nostri sensi.

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Google Simple

15 agosto 2009 1 commento

 

Tetris

Si tratta di un progetto in fase sperimentale creato nella fucina di idee di Google Labs, ma questo linguaggio di programmazione semplificato potrebbe avere sviluppi interessanti. Simile al linguaggio BASIC, che molti di voi ricorderanno come il primo approccio alla programmazione, Simple è un modo per esplorare le potenzialità della piattaforma Android, alla portata di tutti.

Per programmare in Simple, occorrono il Compilatore e il Runtime, entrambi disponibili sul sito di Gogle Labs al seguente indirizzo:

http://code.google.com/p/simple/

Il compilatore serve per trasformare la nostra scrittura di istruzioni ( il cosiddetto listato o codice sorgente ) in un linguaggio vicino alla comprensione del computer (in questo caso uno smartphone o altro dispositivo Android).

Il runtime è un programma o una serie di programmi che servono a pilotare l’hardware del dispositivo, sulla base delle istruzioni fornite dal compilatore. In molti casi l’esecuzione di un programma viene svolta in una Virtual Machine, cioè in un programma che rende più sicura l’esecuzione del codice compilato. Un esempio noto a tutti è la Virtual Machine di Java.

 

Infatti questo linguaggio “gira” sotto Java, con Android SDK. Una guida semplice per installare l’ambiente di sviluppo Simple la trovate al seguente link, dove sono specificati i requisiti di sistema e i riferimenti per programmare:

http://code.google.com/p/simple/wiki/HowToWriteASimpleApplication

La versione attuale di Simple è limitata nelle funzioni, ma si riesce già ad apprezzare una elevata produttività con poche linee di codice. Gli esempi sono disponibili a questo link.
Qui sotto vi riporto il listato di EtchSketch, che usa il sensore di accelerazione del dispositivo:

‘ Copyright 2009 Google Inc.

‘ Licensed under the Apache License, Version 2.0 (the “License”);

‘ you may not use this file except in compliance with the License.

‘ You may obtain a copy of the License at

‘      http://www.apache.org/licenses/LICENSE-2.0

‘ Unless required by applicable law or agreed to in writing, software

‘ distributed under the License is distributed on an “AS IS” BASIS,

‘ WITHOUT WARRANTIES OR CONDITIONS OF ANY KIND, either express or implied.

‘ See the License for the specific language governing permissions and

‘ limitations under the License.

Dim x As Integer

Dim y As Integer

Event OrientationSensor1.OrientationChanged(yaw As Single, pitch As Single, roll As Single)

If roll < -20 Then

x = Math.Min(Canvas1.Width, x + 1)

ElseIf roll > 20 Then

x = Math.Max(0, x – 1)

End If

If pitch < -20 Then

y = Math.Min(Canvas1.Height, y + 1)

ElseIf pitch > 20 Then

y = Math.Max(0, y – 1)

End If

Canvas1.DrawPoint(x, y)

End Event

Event EtchSketch.Initialize()

x = Canvas1.Width / 2

y = Canvas1.Height / 2

End Event

Event AccelerometerSensor1.Shaking()

Canvas1.Clear()

End Event

$Properties

$Source $Form

$Define EtchSketch $As Form

Layout = 3

BackgroundColor = &HFFFFFFFF

Title = “EtchSketch: Tilt to draw – Shake to clear”

$Define Canvas1 $As Canvas

$End $Define

$Define OrientationSensor1 $As OrientationSensor

$End $Define

$Define AccelerometerSensor1 $As AccelerometerSensor

$End $Define

$End $Define

$End $Properties

La semplicità del linguaggio non deve far pensare a un sistema limitato. Simple ha infatti tutti gli elementi per essere esteso e migliorato, con il supporto alla programmazione di Oggetti e una sintassi completa per gestire Componenti aggiuntivi, con l’uso di Java. Questo significa che potranno essere rilasciati nuovi mattoncini da inserire nei propri programmi Simple, mantenendo una comprensione del codice alla portata dei meno esperti.

Le applicazioni Simple possono essere firmate digitalmente e vendute su Google Android Market e questo contribuirà non poco alla diffusione dei programmatori “semplici”.