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Windmill

20 dicembre 2010 Nessun commento

IMG_0041Le energie alternative stanno diventando una realtà in tutto il mondo. Una delle più promettenti fonti di energia pulita è senza dubbio l’eolico, cioè la produzione di energia elettrica a partire dal vento.

La simpatica applicazione che vi propongo, simula in modo realistico e divertente una centrale eolica, azionata dal nostro fiato!

Naturalmente i dispositivi Apple non sono dotati di un anemometro (a questo proposito vi suggerisco di leggere la prova di uno strumento molto valido per misurare il vento e altro): per sentire il vento si usa il microfono integrato nell’iPhone o iPad, oppure il microfono delle cuffiette per iPod touch.IMG_0039

In pratica il nostro soffio viene rilevato come “rumore” e convertito nella rotazione delle tre pale esposte al vento.

Nella parte inferiore del display è presente il “pannello di controllo” della centrale eolica.

A sinistra l’icona di una pila indica lo stato di carica degli accumulatori di energia: dopo il primo soffio la pila è rossa (carica bassa) ma se soffiamo ancora diventa verde e può tranquillamente accendere una lampadina!

Infatti a destra del pannello, una lampadina con tanto di interruttore può essere attivata per rendere visibile il prodigio della produzione di energia. Basta cliccarci sopra con un dito.

Al centro un indicatore di potenza erogata, fornisce una misura dell’intensità del vento e di conseguenza dell’energia prodotta.

Naturalmente se si smette di soffiare e si lascia la luce accesa, la pila si scarica rapidamente, come nella realtà.IMG_0040

La simulazione è davvero gradevole, molto adatta per uso didattico e per realizzare un sistema

interattivo che attrae davvero l’interesse degli utenti.

 

 

 

windmillWindmill

http://itunes.apple.com/app/windmill/id330721267

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Virtual Makeover

15 dicembre 2010 Nessun commento

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Virtual Makeover permette di scegliere il trucco con pochi semplici passaggi. Occorre usare una fotografia frontale, con buona illuminazione, in modo da non avere ombre.

Per provare gli effetti si possono usare anche le modelle già incluse nel programma.

Occhi, labbra, guance. Su queste tre zone si possono fare le prove di trucco. Oltre a modificare la tinta e la luminosità dei colori, si può scegliere anche un effetto metallico per l’ombretto.

Le zone di trucco si possono modellare con grande accuratezza, in modo da rispettare la fisionomia del viso. Anche lo stile del trucco può essere modificato, per dare più carattere al maquillage.

Il risultato finale può essere salvato nella cartella Immagini, spedito a un amica, oppure pubblicato direttamente sui social network.

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Virtual Makeover http://itunes.apple.com/app/virtual-makeover-from-dailyglow/id379488956

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Applicazioni gratuite per iPad iPhone iPod

8 dicembre 2010 Nessun commento

APPLECi sono migliaia di applicazioni gratuite disponibili su App Store di iTunes. La versatilità dei dispositivi mobili di Apple, permette di spaziare su numerosi generi: Utilità, Giochi, Multimedia, Musica, Produttività, Didattica, ecc.

Non tutte le applicazioni sono compatibili con la gamma dei prodotti touchscreen disponibile. Per esempio ci sono applicazioni pensate per iPad che non vanno bene per iPhone, altre applicazioni che richiedono una fotocamera e non possono funzionare su iPad. Anche lo stesso iPod Touch, a seconda della versione, può avere la fotocamera oppure esserne privo.

In generale su App Store questa compatibilità è chiaramente indicata, tuttavia le linee guida di Apple suggeriscono agli sviluppatori di prevedere un meccanismo che riconosce le peculiarità hardware e modella l’applicazione di conseguenza.

Per venire incontro alla maggior parte degli utenti, cercheremo di segnalare le applicazioni più “generiche” che risultano maggiormente compatibili con tutti i dispositivi iPod Touch, iPad e iPhone.

Ogni applicazione sarà descritta con una breve recensione e alcune immagini. Se ci sono applicazioni simili con caratteristiche interessanti verranno raggruppate a tema.

Una curiosità

Sapete come si fa per catturare una immagine del display, quando usate una applicazione? Semplicissimo: premere il tasto Home e subito dopo il tasto di Accensione/Standby. Lo schermo lampeggia bianco e la fotografia catturata è subito disponibile nella cartella Immagini. Con un certo allenamento si riescono a catturare gli istanti più suggestivi delle esperienze multimediali, per documentare in modo impeccabile le fasi del nostro divertimento…

Se volete suggerirci una applicazione o volete proporci una recensione, valuteremo con entusiasmo i vostri contributi. Non dimenticate di citare il vostro spazio web o la vostra breve biografia.

Anche le idee per migliorare la “user experience” sono preziose. Su queste pagine potete trovarne una che riguarda l’identificazione degli utenti su schermi touchscreen.

Buona lettura!

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Identificare un utente sugli schermi multitouch

30 novembre 2010 Nessun commento

multiI dispositivi con schermi multitouch sono una realtà molto apprezzata dagli utenti. Ho provato un display che riesce a gestire fino a 20 dita, contemporaneamente. Ma come funzionano questi sistemi di puntamento e quali sono i loro limiti?

Touch resistivo e capacitivo

Esistono numerose tecnologie per realizzare uno schermo sensibile al tocco, alcune basate sulla luce o sulle onde acustiche, altre sulla conduttività e sulla carica elettrica. Il sistema più semplice è di tipo resistivo. Due strati di plastica chiudono un contatto su una griglia di conduttori, quando sono premuti. La posizione sull’asse X e Y e la pressione esercitata sugli elementi della griglia, vengono usate per interagire con le immagini a schermo.

Il sistema capacitivo e iPhone

Il sistema che tutti stiamo imparando a usare, quello che ci permette il tocco a più dita (multitouch) e che ha decretato il successo di iPhone, si basa sulla variazione della carica elettrica sullo schermo di vetro. Le nostre dita conducono elettricità e sono in grado di modificare la carica elettrica sul display touchscreen, organizzato in una griglia di contatti (per essere precisi una griglia di condensatori elettrici). Grazie a un sofisticato sistema di tracciamento, si possono rilevare il tocco e la direzione di spostamento del tocco, in modo da seguire la gestualità dei movimenti. Ovviamente se le dita sono due, ogni dito viene seguito dal momento del tocco fino al suo allontanamento dal display.

battery_stylusIl touchscreen capacitivo non funziona con i guanti o con oggetti in plastica, quindi non si possono usare i classici pennini delle tavolette grafiche. In realtà esistono alcune soluzioni per ovviare al problema.

Per esempio si può usare una pila da 1,5 Volt come pennino. Basta avvicinare il polo negativo (quello piaglove_stylustto col segno -) alla superficie dello shermo e il gioco è fatto! I risultati migliori, provati da me, si ottengono con le pile AAA.

Chi vuole usare guanti caldi e continuare a interagire con lo schermo, può indossare guanti in tessuto conduttivo, progettati per avere una buona precisione dei polpastrelli.

Infine chi proprio vuole un pennino, può provare la linea di prodotti Pogo, pensati per gli schermi capacitivi e molto eleganti.

Idea per identificare il tocco

Il limite del sistema multitouch è che riconosce il dito ma non il suo proprietario. Se immaginiamo un tavolo da gioco multitouch o uno schermo tattico militare in cui occorre stabilire con precisione i ruoli di intervento, abbiamo uno scenario di confusione.

La mia idea si basa sulla stessa natura del sistema capacitivo, con un tocco di elettricità a impulsi. Ogni utente indossa un braccialetto in gomma, con un contatto elettrico che aderisce alla pelle. All’interno del braccialetto è presente un generatore di impulsi elettrici codificati, a bassissima intensità (ovviamente senza alcun rischio per la salute). Questi impulsi viaggiano attraverso la mano e arrivano fino alle dita, portando il loro messaggio di identificazione. Lo schermo touchscreen intercetta il tocco e “sente” l’impulso associato. Aggancia l’impulso e lo segue in tutte le operazioni sullo schermo. Magari gli assegna un colore o un nome, può operare una profilatura e stabilire quali operazioni sono consentite. Se altri utenti toccano lo schermo, vengono subito identificati e allo stesso modo possono interagire con le funzioni previste dal proprio profilo utente.

simulationIl costo di un braccialetto a impulsi codificati (lo battezzo PUCOB cioè PUlse COded Bracelet) sarebbe di pochi dollari. Naturalmente il pannello touchscreen dovrebbe ricononscere un ulteriore informazione, quella del tipo di codifica, ma la ricerca in questo senso mi sembra ragionevolmente possibile. Ho cercato di simulare il funzionamento del PUCOB nella immagine. Naturalmente la forma e il colore possono essere personalizzati, gli elettrodi a contatto con la pelle possono essere invisibili se si usa la gomma conduttiva. La batteria per il funzionamento del “trasmettitore di impulsi” può essere una comune batteria al litio miniaturizzata.

Vi invito a fare le vostre osservazioni su questa idea, magari mettendone in evidenza i limiti e i margini di miglioramento. Se qualcuno è interessato a fare ricerca in tal senso, sarò lieto di pubblicare test e sperimentazioni su Technology Inside.