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Wicked Lasers Executive

28 luglio 2009 6 commenti

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Il laser descritto in questa recensione è il modello Executive, tecnologia DPSS con emissione verde brillante a elevata  visibilità. La scatola in legno contiene il laser e due pile in formato AAA da 1,5V (Si consiglia di usare sempre pile alcaline di buona qualità).
L’aspetto del contenitore è abbagliante come la luce emessa da un laser. Sul coperchio è riportato il logo Wicked Lasers  che riproduce il simbolo dell’energia luminosa ad alta potenza.

batteryLe batterie vanno inserite con la polarità positiva verso l’esterno, dopo avere svitato il tappo in metallo. Tutta la struttura del laser è in metallo satinato, resistente ma leggero.

Il pulsante di attivazione si trova sul corpo del laser, in prossimità del foro di uscita della luce. Trattandosi di  uno strumento ad alta potenza non è previsto un interruttore, per evitare attivazioni accidentali e per preservare la parte elettronica da eccessivi surriscaldamenti.

Dopo avere chiuso il tappo delle batterie, il laser è pronto all’uso.
Ma prima di accenderlo è necessario osservare alcuni accorgimenti di sicurezza, come descritto in seguito.

IL PERICOLO DELLA LUCE LASERgoggleswarning

La luce prodotta dai laser può essere pericolosa a causa della grande energia concentrata nel raggio emesso. Non si deve mai puntare negli occhi un raggio laser a prescindere dalla sua potenza e dalla distanza. Il rischio è quello di danneggiare la vista, in alcuni casi in modo permanente.

I laser più potenti sono pericolosi anche se riflessi sui materiali lucidi o metallici.

Per proteggere gli occhi in modo efficace si possono usare appositi occhiali che assorbono la radiazione del laser: sono simili agli occhiali da sole ma usano lenti speciali che filtrano solo un tipo di luce laser. Per esempio gli occhiali per il laser verde hanno lenti rosse, quelli per il laser rosso hanno lenti blu.

A seconda della potenza del laser, sono Questi occhiali hanno una forma che protegge tutto il campo visivo e sono disponibili per le varie potenze di emissione laser.

Quindi, non usate i comuni occhiali da sole se volete proteggervi dal laser, sono quasi inutili

I dispositivi laser vengono marchiati con adesivi o targhette per segnalare il pericolo. I simboli, riconosciuti a livello internazionale, indicano la potenza e il tipo di radiazione emessa. A seconda della potenza del laser sono previsti diversi accorgimenti e strumenti di protezione. I laser più potenti, usati per tagliare i metalli, possono causare ustioni.
Di seguito è riportata la classificazione di base per i dispositivi laser con le “classi” di potenza e il tipo di pericolo. Si tratta di una semplificazione non riconosciuta da tutti i Paesi, in alcuni casi le prescrizioni sono più restrittive.

CLASSE I Laser a bassa potenza oppure laser ben protetti e inaccessibili all’utente. Non pongono problemi anche se osservati da vicino e sono generalmente sicuri.
CLASSE II Laser a bassa potenza che emettono nel visibile con potenza continua fino a 1 mW, o ad impulsi. La chiusura delle palpebre (come riflesso all’abbagliamento) è sufficiente a proteggere gli occhi in caso di osservazione diretta accidentale.
Molti puntatori laser rientrano in questa classe.
CLASSE IIIA Laser che emettono nel visibile con potenza continua inferiore a 5 mW e fino a 5 volte il limite della classe II per quelli ad impulso.
La chiusura delle palpebre (come riflesso all’abbagliamento) è sufficiente a proteggere gli occhi in caso di osservazione diretta accidentale. Pericoloso se puntato negli occhi in modo deliberato. Molti puntatori laser rientrano in questa classe.
CLASSE IIIB Laser che possono emettere nel visibile e non, con potenza da 5 mW fino a 500 mW. Sono pericolosi sia come fascio diretto che riflesso e possono causare danni alla vista anche per esposizioni brevissime. Si consigliano occhiali di protezione, anche e soprattutto per le emissioni infrarosse. Possono incendiare piccoli materiali e causare leggere ustioni.
CLASSE IV Laser che possono emettere nel visibile e non, con potenza superiore a 500 mW. Sono pericolosi come fascio diretto, riflesso e per diffusione sui materiali. Causano danni permanenti alla vista e ustioni anche gravi. Possono tagliare e incendiare i materiali, quindi vanno usati solo in ambienti protetti.

Le stesse indicazioni di sicurezza che si applicano alle persone, valgono per gli altri esseri viventi. Puntare un laser contro un animale è pericoloso per la sua salute. A coloro che usano i laser per puntare le stelle, come ausilio del telescopio, si raccomanda di fare attenzione agli aerei: un fascio laser può essere visto da un pilota e costituire un pericolo.

 

ACCENSIONE E USO

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Usare il laser è semplicissimo. Si preme il pulsante di attivazione e istantaneamente viene emesso un fascio di luce verde brillante, dal foro di uscita. La luce di colore verde è percepita meglio dall’occhio umano, a parità di potenza emessa. Per questo

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motivo un laser verde da 15 mW proietta un fascio visibile per tutta la sua lunghezza di notte, mentre un laser rosso di pari potenza illumina solo gli oggetti distanti.

Le migliori condizioni per vedere il fascio di luce laser si hanno con una foschia leggera. Non a caso i laser usati nelle discoteche hanno bisogno di “fumo artificiale” per dare i migliori risultati.

Le applicazioni pratiche di un laser come questo sono numerose: dalla sperimentazione pura, alla gemmologia, alla fotografia creativa (pennellate di luce laser per disegnare gli oggetti), alla olografia. Il successo di questi esperimenti è garantito da un elevato grado di purezza spettrale e da una emissione costante e continua di luce.

 

 

COME FUNZIONA IL LASER

La parola LASER è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce per mezzo di una emissione stimolata di radiazioni). Il principio di funzionamento deriva dalla teoria di Albert Einstein sulla radiazione stimolata (teoriaruby_laser

quantistica dell’emissione e dell’assorbimento), per cui gli elettroni che si trovano in uno stato eccitato (livello di energia superiore)

vengono spostati in uno stato di minore energia a causa di uno stimolo esterno, rappresentato da un fotone. Nel passaggio dal livello energetico più alto a quello più basso, l’energia in eccesso viene rilasciata sotto forma di un fotone uguale (stessa fase e lunghezza d’onda) a quello che ha causato la stimolazione.

Se forniamo energia dall’esterno (per esempio luce o una scarica elettrica) e riusciamo a intrappolare i fotoni in uno spazio confinato, avremo un effetto di amplificazione del processo e una produzione massiccia di  sensitivity

fotoni tutti uguali tra loro (processo di pompaggio).

Nella pratica il confinamento dei fotoni può avvenire con due specchi paralleli posti alle estremità di un “materiale attivo” facilmente eccitabile (un materiale con elettroni che saltano facilmente da uno stato energetico a un altro). Uno dei due specchi è leggermente trasparente e lascia passare una minima parte dei fotoni. Quando si inizia la stimolazione luminosa (per esempio con un lampo di luce flash), i fotoni rimbalzano tra gli specchi in grande numero prima di riuscire a scappare attraverso lo specchio semitrasparente.

Questo esempio descrive il funzionamento semplificato del primo laser a luce visibile: il laser a rubino, in cui la stimolazione avviene con flash allo Xenon e i fotoni vengono generati da un cristallo di rubino con due specchi alle estremità.
A seconda del materiale “otticamente attivo” si ottengono diverse lunghezze d’onda, che possono variare dalle microonde ai raggi X passando nel campo spettrale della luce visibile.

I laser a luce visibile sono particolarmente famosi perchè possono essere percepiti e direzionati ad occhio.
Tra di loro il laser verde rappresenta il più interessante: ben visibile dall’occhio umano e relativamente semplice da ottenere con i Diodi Laser.

 

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DIODI LASER

Il diodo a emissione laser è un componente elettronico rivoluzionario, che riesce a creare luce laser in uno spazio ridottissimo. A partire dalla tecnologia dei diodi LED e grazie a un particolare drogaggio”, viene creata una struttura per il pompaggio laser.

I diodi laser richiedono maggiore energia di un comune LED e sono più sensibili agli sbalzi di temperatura e di alimentazione. Ma grazie alle ridotte dimensioni e alla resistenza meccanica, possono essere montati in numerosi strumenti e riescono a raggiungere potenze di emissione di decine di watt.

 

COME FUNZIONA IL LASER VERDE DPSSdpss

Il laser verde allo stato solido è generalmente del tipo Diode Pumped Solid State. In pratica, a partire da una sorgente laser a infrarossi, vengono eccitati due particolari cristalli, che emettono a loro volta luce laser.

Il primo cristallo è realizzato in Ortovanadato di Ittrio drogato con Neodimio e genera luce coerente a 1064 nm. Il fascio viene immesso in un cristallo di Tianilfosfato di Potassio che produce radiazione laser visibile a 532 nm, assieme a una rilevante quantità di radiazioni infrarosse.

La componente infrarossa viene filtrata ed eliminata da una lente posta a ridosso della lente di uscita del laser.

Nei laser di scarsa qualità il filtro per gli infrarossi non è perfetto, col rischio di avere una componente di infrarossi molto pericolosa per la vista e non schermata nemmeno dagli occhiali di protezione (che agiscono solo per la luce verde).

 

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L’AZIENDA E LA TECNOLOGIA

Fondata nel 2003 a Shangai in Cina, Wicked Lasers è all’avanguardia nella produzione di laser compatti e di elevata potenza, realizzati per rispondere agli standard industriali e militari.

I sistemi elettronici, i diodi laser, i cristalli e le ottiche vengono selezionati per avere la massima purezza spettrale e garantire una durata elevata nel tempo. Un laser di questo tipo non ha bisogno di manutenzione per le oltre 5000 ore della sua vita operativa.

Oltre ai laser portatili, sono disponibili numerosi accessori, gadget e lenti per realizzare esperimenti di ottica.

Tra gli accessori, anche gli occhiali di protezione raccomandati alle potenze più elevate.

 

 

CONCLUSIONIshoots

Le applicazioni pratiche dei laser sono tantissime. Senza laser, il mondo delle telecomunicazioni a fibre ottiche non esisterebbe, molti interventi chirurgici non sarebbero possibili, i lettori di CD non potrebbero funzionare…
Le applicazioni industriali dei laser e i loro prodotti offrono un grande aiuto al progresso tecnologico, con dispositivi sempre più compatti e sempre più economici.
Il laser di questa recensione possiede caratteristiche elevate di purezza e qualità costruttiva in una dimensione super compatta, adatta a sperimentare le meraviglie della luce coerente.

Di seguito alcuni link utili:

Link al sito web del produttore:
http://www.wickedlasers.com/

Link ai laser Verdi:

http://www.wickedlasers.com/catalog/Green_Lasers-3-1.html

Link ai laser Rossi:

http://www.wickedlasers.com/catalog/Red_Lasers-1-1.html

Link ai laser Blu:

http://www.wickedlasers.com/catalog/Blue_Lasers-24-1.html

Caratteristiche dei fasci laser (diametro e divergenza):

http://www.wickedlasers.com/index.php?p=page&page_id=laser_beam_comparison

Galleria di immagini realizzate dagli utenti:

http://www.wickedlasers.com/index.php?p=gallery

Accessori per i laser (occhiali di protezione e ottiche):

http://www.wickedlasers.com/catalog/Wicked_Gear-11-1.html

 

Kestrel 4000

28 luglio 2009 Nessun commento

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La misura dei parametri atmosferici è importante per numerose attività umane, non solo legate alle previsioni del tempo. Per esempio, l’umidità dell’aria influisce sulla percezione di caldo e freddo in modo rilevante. Non a caso nelle estati torride si parla di temperatura percepita che in genere risulta superiore alla temperatura del termometro.

Ma l’esplorazione dell’atmosfera serve anche per svolgere al meglio operazioni di salvataggio e soccorso, per prevenire problemi di salute, per progettare centrali eoliche, nell’agricoltura, ecc. Forse non tutti sanno che il fiuto dei cani antimina (usati per rilevare ordigni esplosivi) è influenzato dalla temperatura dell’aria e dalla velocità del vento. Se fa troppo freddo o troppo caldo, o se c’è troppo vento, le ricerche sono poco precise.

La Nielsen Kellerman, azienda leader mondiale per la produzione di strumenti di misura impermeabili, ha concentrato nel palmo della mano tutto ciò che serve per conoscere e studiare l’atmosfera. Vediamo da vicino la stazione meteo tascabile…

 

USO E FUNZIONAMENTO

Il Kestrel 4000 viene venduto in un box di plastica trasparente. Al suo interno la documentazione tecnica, una comoda custodia in stoffa, due laccetti per agganciare il dispositivo al polso, le due pile alcaline di tipo AAA (ministilo).
Le pile si inseriscono in un vano a tenuta stagna, protetto da una guarnizione; le polarità sono chiaramente indicate sul coperchio.

Il pulsante di acceso/spento deve essere premuto per un paio di secondi per evitare azionamenti accidentali.
La prima cosa da fare è impostare data e ora. In questo modo tutte le misure effettuate sono agganciate al tempo esatto.
Le varie funzioni di misura e la taratura del barometro sono gestite dai pulsanti di navigazione e indicate in forma chiara
e comprensibile. I menu sono disponibili in diverse lingue, tra cui l’italiano. Il display LCD è retroilluminato, con il contrasto regolabile, ben visibile in ogni condizione di luce.
Per ogni funzione si possono avere diverse visualizzazioni, tra cui un grafico che mostra l’andamento della misura nel tempo. I grafici delle misure sono di grande importanza per valutare la tendenza dei valori meteo. Il Kestrel 4000 memorizza i valori di tutte le misure, anche quando è spento: si può programmare l’intervallo tra una misura e l’altra, normalmente impostato su 1 ora. La funzione “snapshot” permette di memorizzare a mano il valore corrente, in modo indipendente dall’automatismo. I grafici sono navigabili e forniscono indicazioni su data e ora di misura. Tutti i valori in memoria possono essere trasferiti su PC, con l’apposita interfaccia opzionale, come descritto in seguito.
I sensori di temperatura, umidità e pressione, hanno una posizione studiata per non essere influenzati da calore e umidità prodotti dall’utente. L’anemometro, la parte più delicata, può essere protetto da un cappuccio quando non viene usato. In caso di rottura, viene sostituito in modo semplicissimo, senza bisogno di attrezzi. In generale, la fattura delle parti meccaniche è di tipo militare, con materiali che non hanno bisogno di manutenzione.

La misura dell’altitudine viene ricavata dalla differenza di pressione atmosferica rispetto a un valore di riferimento.
Per questo motivo occorre azzerare il valore di altitudine quando ci si trova al livello del mare (altitudine zero).
E’ anche possibile impostare l’altitudine del luogo di partenza, facendo riferimento alle cartine geografiche
o agli istituti di geofisica locali. Se si conosce con precisione la pressione atmosferica al momento della misura, si può impostare questo valore e ottenere l’altitudine in modo automatico.
La precisione di misura ottenuta con questo metodo è superiore a quella fornita dai navigatori satellitari GPS.
Non a caso gli aerei usano lo stesso
sistema adottato dal Kestrel 4000.

 

GLOSSARIO DELLE MISURE

In questa tabella sono riportati i parametri misurati dal Kestrel 4000, con una breve descrizione semplificata (mi scuso con i professionisti della meteorologia) e la loro unità di misura nel SI (Sistema Internazionale).

  • TEMPERATURA (TP): è una misura della velocità (energia cinetica) delle molecole dell’aria: più è alta e più le molecole si muovono velocemente. In pratica si tratta di un indice del calore dell’aria. L’unità di misura utilizzata è il grado centigrado (°C).
  • UMIDITA’ RELATIVA (RH): più semplicemente chiamata umidità, è un indice del grado di saturazione dell’aria; essa rappresenta la quantità (in percentuale) di vapore acqueo presente nell’aria rapportata alla massima quantità che l’aria può contenerne in quel momento.
  • PRESSIONE BAROMETRICA (BP): chiamata anche pressione atmosferica, è la forza che una colonna d’aria esercita su un’unità di superficie. Viene misurata in hPa (EctoPascal), che corrispondono ai vecchi Mb (Millibar).
  • ALTITUDINE (AT): è la misura della distanza verticale di un oggetto da un livello noto (di riferimento), chiamato livello zero. Nella maggior parte dei casi, questo livello è quello del mare (metri sul livello del mare). L’unità di misura è il metro (m).
  • VELOCITA’ VENTO (WS): il vento è lo spostamento di una massa d’aria causato dalla differenza di pressione fra due aree geografiche adiacenti. L’unità di misura adottata è il km/h o il m/s.
  • PUNTO DI RUGIADA (DP): chiamato anche “dew point”, il punto di rugiada è la temperatura (in °C) alla quale una massa d’aria umida diventerebbe satura se venisse ulteriormente raffreddata senza subire variazioni di pressione o di contenuto di vapore acqueo.
  • INDICE DI CALORE (HI): chiamato anche “heat index” rappresenta la temperatura apparente percepita dal corpo umano durante le afose giornate estive di tempo caldo ed umido. Non ha importanza durante le stagioni miti e durante l’inverno, perchè in questi casi coincide con la temperatura. Si misura in gradi centigradi (°C).
  • VENTO DI RAFFREDDAMENTO (WC): chiamato anche “wind chill”, l’indice di raffreddamento del vento rappresenta la temperatura apparente percepita dal corpo umano durante le fredde e ventose giornate invernali. Non ha importanza durante le stagioni miti e durante l’estate, perchè in questi casi coincide con la temperatura. Si misura in gradi centigradi (°C).
INTERFACCIA PER PC

L’interfaccia si presenta come un mattoncino dotato di una cavità per il Kestrel 4000. La forma del vano garantisce un accoppiamento ottimale per i trasduttori e sensori infrarossi che realizzano il trasferimento dati. Un elastico in tessuto, tiene in posizione il dispositivo in caso di montaggio verticale. Il collegamento al PC avviene con interfaccia standard RS232, per mezzo di un adattatore RS232/USB, incluso nel cavetto. I driver per Windows e MAC e il software di trasferimento e comunicazione, sono inclusi in due CD di installazione.
L’interfaccia è dotata anche di un attacco filettato per il fissaggio a un treppiede, comodissimo in caso di rilevamenti prolungati. Il treppiede si fissa a un cilindro in metallo con attacco standard di tipo fotografico.

 

INSTALLAZIONE DRIVER E SOFTWARE

Per connettere il Kestrel 4000 al computer, occorre installare i driver e il software di gestione, contenuti nei CD.
E’ importante installare prima il software per evitare errori di configurazione dovuti agli automatismi del sistema operativo.
Di seguito vediamo una installazione su sistemi Windows.

Per primo installare il CD “USB – RS232 adapter” della ditta Digitus Accessories. Appaiono due cartelle: MAC e PC. Selezionare la cartella PC e aprirla. Fare doppio clic sul file “PL-2303 Driver Installer.exe”.
Dopo aver installato il CD dell’interfaccia, installare il CD del software “Pocket Weather Tracker”. Aprire la cartella Kestrel 4000 . Selezionare la cartella PC e aprirla. Fare doppio clic sul file “KZIP1_16.exe” e scegliere una cartella di destinazione. Conviene usare una cartella creata dall’utente per evitare confusione con gli altri file temporanei. Per default viene usata la cartella dei file temporanei per l’utente corrente:
C:Documents and SettingsnomeutenteImpostazioni localiTemp
Fare doppio clic sul file “KSTRL1_16.EXE”. Viene avviata l’applicazione di gestione dell’interfaccia.

E’ importante che il numero della porta COM sia lo stesso selezionato dal software. Il software assegna COM1 per default. In genere questa porta è già assegnata ad altri dispositivi seriali. Si possono assegnare numeri da COM1 a COM4 modificando il file “Comdef.ini” contenuto nella cartella del software. Basta cancellare il numero presente e sostituirlo con il nuovo numero da 1 a 4.
Dopo avere modificato la porta occorre andare in Pannello di Controllo > Sistema > Hardware > Gestione Periferiche e selezionare nell’albero la voce Porte (COM e LPT). Fare doppio clic sulla voce Prolific USB-to-Serial… Selezionare la scheda Impostazioni della Porta e il pulsante Avanzate… Di qui dal menu a tendina Numero porta COM, selezionare COM4. Dare OK e chiudere le finestre. Riavviare il programma “KSTRL1_16.EXE”.
Il programma di trasferimento dei dati è molto semplice, ma svolge bene il proprio lavoro.
I dati estratti dal Kestrel 4000 possono essere trasferiti su PC o stampati direttamente; si possono anche modificare i parametri di calibrazione.

Il formato dati è CSV (Comma Separated Values, valori separati dalla virgola) adatto per tutti i Fogli Elettronici e Database.

CONVERSIONE E GRAFICI EXCEL

A partire dal formato CSV, si possono ordinare i dati in modo più leggibile con il programma Excel (e in generale con la maggior parte dei fogli elettronici).
Dopo avere aperto il documento CSV con Excel, si ha una colonna con tutti i dati raggruppati. Selezionare la colonna e andare al menu Dati > Testo in colonne. Dalla finestra di Conversione guidata, selezionare la voce di conversione per Dati delimitati. Proseguire e impostare come delimitatore la virgola. Al termine della procedura guidata, tutti i dati avranno una colonna assegnata.
A questo punto si possono evidenziare le singole voci e le unità di misura con la formattazione preferita.
A partire dal foglio standard Excel, si possono generare grafici per visualizzare l’andamento delle misure. A seconda del tipo di grafico possiamo mettere in evidenza aspetti specifici di una o più misure, con la massima libertà di rappresentazione.
Ovviamente i dati del foglio elettronico, possono alimentare un database relazionale, per sfruttare la potenza delle query SQL e incrociare i set dei dati.

 

GLI ALTRI PRODOTTI KESTREL

Il Kestrel 4000 fa parte di una famiglia di prodotti specializzati per un uso specifico. Per esempio il Kestrel 4100 misura il flusso di aria di un ambiente (in litri al secondo, metri cubi all’ora, ecc.) e risulta indispensabile per i progettisti di impianti per il trattamento dell’aria. Il Kestrel 1000 è uno strumento di misura del vento, compatto e resistente. Il Kestrel 2000 misura il vento e la temperatura, dell’ambiente e dell’acqua.
Gli altri modelli aggiungono parametri di misura per completare il set di dati a disposizione. Il fattore comune è la resistenza e precisione dei materiali.
La famiglia NV (Night Vision) usa il colore rosso per l’illuminazione del display. Questa caratteristica è fondamentale per chi opera di notte. Il rosso infatti non pregiudica l’adattamento dell’occhio all’oscurità e consente di leggere le misure senza rischiare di perdere i dettagli circostanti. I prodotti Night Vision sono disponibili per Kestrel 2500, 3500 e 4000.

 

CONCLUSIONI

I campi di applicazione della stazione meteo portatile Kestrel sono numerosi. Escursionisti e amanti degli sport estremi,
possono tenere sotto controllo il clima in modo efficace; progettisti degli impianti di condizionamento possiedono un perfetto
strumento di monitoraggio per garantire il comfort delle persone; atleti e allenatori possono misurare le condizioni del vento
e dei parametri atmosferici che influiscono sul risultato; agricoltori e agronomi possono ricavare utili statistiche per scegliere
la strategia ottimale nella gestione delle colture; vigili del fuoco e operatori della guardia forestale hanno uno strumento
che li avvisa sui possibili rischi di incendio e sulla direzione del fronte di fuoco; forze dell’ordine e militari possono scegliere le migliori condizioni per l’efficacia delle unità cinofile; amanti del mare e pescatori hanno un valido aiuto per controllare la pressione atmosferica; tutti gli appassionati di meteorologia possono fare le loro previsioni e controllare il microclima della propria area geografica.
Di seguito alcuni link utili:

Homepage del produttore:
http://www.nkhome.com/

Link diretto per il Kestrel 4000:
http://www.nkhome.com/ww/4000.html

Tutti gli strumenti di misura Kestrel:
http://www.nkhome.com/ww/wwindex.html

Supporto tecnico e FAQ:
http://www.nkhome.com/support/wwsupport.html

Acquisti on-line:
http://www.nkhome.com/store/home.php?cat=249

disk2go SMART II

28 luglio 2009 1 commento

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Un dispositivo compatto e semplice da usare per portare nel taschino i propri dati e i propri programmi. Grazie al nuovo sistema operativo U3, questo pen drive si collega a qualsiasi PC Windows XP o Windows 2000 e permette di lavorare senza usare le risorse del computer ospite. Ideale per chi non vuole lasciare tracce del proprio lavoro o per chi usa due o più computer (ad esempio casa/lavoro), può essere protetto con password, può sincronizzare i dati con i PC fissi, non ha bisogno di alimentazione esterna. Dotato di una serie di programmi già installati, si arricchisce di numerosi software disponibili per la piattaforma U3, di facile installazione.
Il pulsante rosso Eject, disconnette il dispositivo senza usare la noiosa procedura standard di “rimozione sicura”.

MESSA IN OPERA

Il dispositivo si presenta come un comune pen drive, dotato di anello portachiavi e clip da taschino, in una confezione trasparente. Nella confezione una brochure con le descrizioni dei software in dotazione e un foglio argentato per usare il sistema Lost&Found, come vedremo in seguito.

Per usare il pen drive, si sfila dal contenitore arancio di protezione con una leggera trazione. Il meccanismo è affidabile senza rischi di perdite accidentali. Il dispositivo è Plug&Play, quindi non necessita di driver aggiuntivi. Si inserisce in una porta USB, preferibilmente 2.0 per garantire la massima velocità di funzionamento. Unica necessità: il sistema operativo del computer ospite deve essere Windows XP oppure Windows 2000 aggiornato al Service Pack 4. L’attività di lettura e scrittura viene segnalata da una gradevole illuminazione blu.

Dopo la fase di riconoscimento e installazione, viene mostrata l’icona del sistema operativo U3 nella tray area, assieme a una finestra di avviso. Facendo clic sull’icona U3, si attiva il “Launchpad”, un menu del tutto simile al menu Start dei sistemi Windows.I programmi installati sono indicati sulla sinistra e si attivano con un clic del mouse. Quando il programma si avvia, una freccia verde appare accanto alla sua icona. Molti programmi generano una icona nella tray area per accedere alle varie opzioni di funzionamento.
La parte destra del Launchpad serve per gestire il flash drive. Di qui è possibile esplorare il contenuto del dispositivo, personalizzare l’elenco dei programmi installati, aggiungere e rimuovere programmi, ottenere aiuto. La voce di menu Download Programs, si connette direttamente al sito web U3 Software Central (occorre una connessione Internet) per avere le ultime novità sui prodotti U3.
Al primo avvio, viene eseguito un tour animato per familiarizzare con il Launchpad. Nel complesso tutte le funzioni e le potenzialità del sistema vengono descritte con chiarezza e precisione.

 

IL PANNELLO DI CONTROLLO DEL DISK2GO

La voce di menu Status and Settings permette di configurare le impostazioni di lingua e sicurezza, oltre a visualizzare lo spazio disponibile.
La struttura logica del disk2go SMART II è costituita da due partizioni. Nella prima partizione è installato il sistema operativo U3 e il Launchpad. La seconda partizione è destinata ai programmi e ai dati dell’utente, tra cui le informazioni di sincronizzazione dei documenti.

 

E’ importante che il PC su cui viene usato il sistema U3, sia configurato per l’autorun. Se non si riesce ad avviare il Launchpad in automatico, è possibile installarlo localmente dal menu Status and Settings, facendo clic sul pulsante Install the Launcher.
PROTEZIONE DI ACCESSO

Un dispositivo mobile può essere dimenticato con facilità. Per evitare sguardi indiscreti si può proteggre con password l’accesso al dispositivo, dal menu Usafe.
Dopo avere inserito la password, tutte le volte che si collega il flash drive a un PC, viene richiesto di autenticare l’utente. Se non si immette la password giusta, il contenuto del flash drive risulta illeggibile.

IL SISTEMA LOST&FOUND – RITROVARE I DATI SMARRITI

Perdere un flash drive che contiene diversi gigabyte di dati, può rappresentare un grosso guaio. In particolare quando si tratta del disk2go, oltre ai dati si perdono i programmi e l’ambiente di lavoro personalizzato. E’ come smarrire un PDA o un Notebook. Per fortuna il 96% di noi, quando ritrova un oggetto smarrito, desidera restituirlo al legittimo proprietario. Per facilitare questo nobile compito, nasce il sistema Lost&Found, che identifica con un numero seriale adesivo, tutti i nostri oggetti elettronici.

Assieme al disk2go, viene fornita una serie di adesivi color argento, che vanno incollati sul flash drive, ma anche su altri dispositivi di memorizzazione o su PC mobili.

Per prima cosa occorre registrare il proprio codice presso la banca dati disk2go, all’indirizzo web:
www.disk2go.com/found

Chi trova l’oggetto smarrito, deve solo collegarsi all’indirizzo web indicato sull’adesivo. Viene chiesto di inserire il codice lost&found e successivamente il proprio recapito (indirizzo e-mail e telefono). In pochi secondi si risolve un problema e si aiuta l’onestà di chi trova il nostro prezioso lavoro. Seguendo il semplice processo di registrazione, si immette il codice alfanumerico lost&found e i propri dati. Il codice è diviso in due parti per maggiore sicurezza: solo una parte viene usata per identificare l’oggetto smarrito. L’accesso ai dati viene protetto con password e con il codice lost&found completo. Nella fase di registrazione viene richiesto un indirizzo di posta elettronica per ricevere comunicazioni in caso di ritrovamento. Si può inserire anche una frase di ringraziamento, che verrà spedita a colui che trova il nostro prezioso dispositivo.
SOFTWARE A BORDO

Sul disk2go SMART II sono già installati alcuni utili programmi per la facilitare la gestione delle informazioni.

> Migo <

è un software che sincronizza i dati tra il computer ospite e il flash drive. E’ possibile memorizzare qualsiasi file (documenti, immagini, musica, posta, rubrica, ecc.) localmente sul disk2go e tenere sempre aggiornato il nostro profilo di lavoro. Tutte le volte che i dati vengono modificati, il programma scrive sul flash drive, la versione più recente.

> RoboForm <

(indicato come Pass2Go) è un potente programma di gestione delle password che consente di memorizzare e criptare gli accessi ad Internet protetti. Tra le numerose funzioni, si possono memorizzare i dati per riempire i form (per prenotazioni on-line, acquisti di merce, accesso ai blog e altro) in modo da compilare un intera pagina con un solo clic. Il programma viene integrato con Internet Explorer e Firefox e offre una barra di menu per usare rapidamente le funzioni di generazione password e accesso automatico.

> ACDSee <

è un potente gestore di immagini, ricco di numerose funzionalità per visualizzare e modificare i più diffusi formati grafici esistenti. Le immagini possono essere scaricate direttamente dalle macchine fotografiche digitali o da scanner, si possono creare slideshow e masterizzare CD fotografici, esportare le foto in formato pfd o spedirle per posta elettronica. Tra le funzioni di modifica delle foto, la rimozione automatica degli occhi rossi e la correzione dell’esposizione. Un prodotto completo per il trattamento delle immagini.

 

INSTALLARE SOFTWARE AGGIUNTIVO

Uno dei punti di forza del disk2go SMART II è la possibilità di installare numerosi programmi per il sistema operativo U3. I programmi possono essere scaricati da Internet con estrema semplicità. Molti titoli sono freeware, altri sono a pagamento, ma nel complesso sono in costante crescita e offrono funzioni analoghe ai software standard Windows.

L’installazione dei programmi può essere avviata in diversi modi. Il modo più semplice è il menu Add Programs. Vengono offerte tre opzioni: usare il sito web ufficiale del sistema U3, andare sul sito disk2go oppure installare software già presente sul PC.
Un metodo più completo per installare i programmi è andare al menu Manage U3 Programs. Di qui si possono scaricare programmi (pulsante Add Programs) ma anche rimuovere programmi e ordinare l’elenco dei programmi instalati.

L’installazione è semplicissima. Dopo aver fatto clic sul software da installare, un wizard guida l’utente passo passo. Al termine dell’installazione, il software è pronto per essere avviato dal Launchpad.

 

CONCLUSIONI

Dopo aver installato una serie di software gratuiti come OpenOffice, Firefox, Thunderbird, assieme ai programmi in dotazione, si ha veramente la sensazione di avere un computer portatile da taschino. La possibilità di sincronizzare i dati e la semplicità di gestione del disk2go SMART II, rendono questo dispositivo un accessorio utilissimo per qualsiasi tipologia di utente.
Da oggi possiamo parlare a pieno titolo di pen-computing…

Ringrazio l’azienda disk2go per il campione di test, la chiave più preziosa del mio portachiavi. Di seguito alcuni link utili.

Link diretto al disk2go SMART II:
http://www.disk2go.com/xx_EN/smart2.php

Link al sito web internazionale:
http://www.disk2go.com/xx_EN/home.php

Link ai prodotti disk2go:
http://www.disk2go.com/xx_EN/u3.php

Link al sito ufficiale del sistemaU3:
http://www.u3.com/

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28 luglio 2009 Nessun commento

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Un automa di plastica e metallo che riproduce il modo di camminare e la postura umane. Interamente meccanico, alto 10 centimetri, azionato da un piccolo motore a pile, questo gioiello della tecnologia percorre le superfici piane con passo sicuro. Il tipico rumore degli ingranaggi che accompagna ogni movimento, richiama alla mente le scene di numerosi film di fantascienza, in cui Robot e Umani sono attori protagonisti.
Disponibile in vari colori, dal design irresistibile e dal sicuro effetto relax, questo androide non può mancare sui tavoli di senior e junior.
COME FUNZIONA

Il nome del Robot, CAM-10 deriva proprio dal sistema a camme (in inglese CAM) usato per muovere le articolazioni del robot. La camma è un organo meccanico rotante, che trasforma un moto di rotazione in un movimento alternato.

In questo caso, il micromotore del CAM-10 trasmette il moto a una serie di ingranaggi e dischi dotati di camme. La rotazione delle camme genera il movimento avanti-indietro delle gambe e delle braccia e la rotazione destra-sinistra della testa. La sagomatura delle camme, frutto di anni di studio, restituisce un movimento fluido e naturale, molto vicino a quello umano.

Sfortunatamente, l’unica direzione di marcia è in avanti. La complessità necessaria per ottenere i movimenti all’indietro e le rotazioni a destra e sinistra, renderebbero il Robot troppo costoso, come si può leggere più avanti.Grazie alla versione trasparente, si possono vedere ingranaggi e leveraggi in dettaglio, senza dover aprire il Robot.

MESSA IN OPERA

Il CAM-10 viene fornito già montato, completo di pila di alimentazione. Si apre delicatamente lo scomparto anteriore con l’aiuto delle unghie, facendo leva sulla parte inferiore. Si inserisce la pila con la giusta polarità, come chiaramente indicato nel vano batteria. Si richiude lo scomparto fino a sentire uno scatto. Per attivare il robot, si sposta in posizione ON l’interruttore a levetta posto sul dorso del CAM-10, facendo attenzione a non bloccare le braccia o le gambe per evitare di mettere sotto sforzo gli ingranaggi. Adesso si poggia il robot su una superficie piana, priva di asperità e di ostacoli. Se il piano è perfettamente orizzontale, la traiettoria è rettilinea; in caso di leggera inclinazione (ad esempio su un cartoncino poggiato sul tavolo) il robot segue una curva. Per terminare la passeggiata, si riporta in posizione di riposo l’interruttore sul dorso del robot.
Il CAM-10 non ha bisogno di manutenzione e la pila garantisce diverse ore di autonomia. Occorre solo evitare di bagnarlo e tenerlo al riparo dalla polvere. Un panno in microfibra è l’ideale per tenere lucido e pulito lo chassis in plastica e gli occhi colorati.

LA FAMIGLIA CUBE ROBOT PROJECT

Il CAM-10 è l’ultimo nato di una famiglia di Robot umanoidi, il progetto CRP (Cube Robot Project), messo a punto nei laboratori della Cube-Works (http://www.cube-works.co.jp) di Tokyo.

Il suo predecessore, il CAM-08, alto 20 cm, era dotato di telecomando e di un altoparlante per emettere suoni. Fornito in scatola di montaggio, riusciva a camminare anche all’indietro e aveva gli occhi lampeggianti. Oggi questo automa rappresenta un vero oggetto di culto per i collezionisti.

Dopo il CAM 08 fu la volta del CAM 09, un robot no-compromise che poteva muoversi in tutte le direzioni ma che non ha mai visto la luce a causa dei costi elevati.

La Cube-Works mi ha spedito gli schemi di progetto di questi androidi, che
pubblico volentieri per dare una idea della genialità dei brevetti.

LA FONTE DI ENERGIA

La pila che muove il Robot è del tipo microstilo alcalina da 1,5 Volt, non ricaricabile, comunemente usata nel campo della fotografia, orologeria, antifurto. Conosciuta come “N-size”, un po’ più alta di mezza pila stilo (la classica AA), ha una capacità di 1000 mA/h e un buon tempo di conservazione (circa 3 anni).

I vari costruttori hanno diverse sigle che identificano questa pila, come indicato di seguito: N, LR01, MN9100, MN, E90, 4001, KN, KN-2, AM5, 810, 910.

Chi desidera approfondire le caratteristiche di questa e altre batterie può consultare l’ottimo portale di Energizer all’indirizzo:

http://data.energizer.com/

 

CONCLUSIONI

La tecnologia e la ricerca che muovono il CAM-10 si fanno vedere e sentire quando attraversa le stanze gurdandosi attorno. I bambini impazziscono per le dimensioni ridotte e la precisione dei movimenti, gli animali si fermano e lo annusano con rispetto.

Se un singolo CAM-10 è già divertente, due o più CAM-10 possono diventare amici inseparabili per mille avventure.

Un giocattolo per intenditori, fatto per sognare un futuro in cui Robot e Uomo cammineranno sulla stessa strada con passi da gigante.

Ringrazio la Cube-Works per avermi inviato i campioni di test dal Giappone e in
particolare Kazuma Hirofumi, che ha risposto con prontezza e competenza alle mie
richieste.

Questo fantastico robot è in vendita presso AudioCubes, un punto di riferimento per i prodotti Japan style:
http://www.audiocubes.com/product/Cube_Robot_Project_Cam-10_The_Perpetual_Humanoid.html

Chi desidera acquistare il CAM-10 o conoscere il punto vendita più vicino può rivolgersi a Brian Gregory della SCT Inc, al seguente indirizzo:

bg@sctinc.co.jp

Per contattare direttamente il produttore, di seguito i riferimenti di posta elettronica e telefono:

servicedesk@cube-works.co.jp

Tel: +81-3-3234-3721

Il link alla pagina web del progetto CRP e di altri giocattoli tecnologici Cube-Works è il seguente:

http://www.cube-works.co.jp/works/index.html

 

 

VIDEO

Per guardare un video del CAM-10 in azione fare clic sul seguente link:
(il video è in formato MPEG1, ampiamente compatibile con PC e PDA)